Violenza verbale

La risposta di Gianni Cuperlo all’intervista sull’Unità: Nel baratto Pd-Pdl sulla legge elettorale c’è la lotta alla mafia, dell’eurodeputato Claudio Fava (173 preferenze alla ultime comunali a Catania (300.000 abitanti) come capolista, non eletto, di Liberare Catania), che per chi non lo sapesse è il segretario di Sinistra democratica.

[...] Una cosa è combattere la destra e i suoi esponenti sul terreno dell’etica e del consenso, motivando le responsabilità del governo sul fronte del contrasto alle mafie e la stessa responsabilità che si assume tenendo al suo posto il sottosegretario Cosentino. Altra, del tutto diversa, è piegare il Parlamento a una logica dove le inchieste o rivelazioni di un giornale precedono le sentenze della magistratura e incidono sul comportamento delle istituzioni.

[...] Mi sono astenuto perché non voterò mai un atto formale che fa discendere la condanna di un cittadino non già dall’autonomia della politica o dal pronunciamento di una corte di giustizia ma dall’inchiesta di un cronista.

[...] Resta la ferita di una violenza verbale che lascia interdetti. Io non sono un leader politico come Claudio Fava. Sono un funzionario di partito che attualmente siede in Parlamento. Ma infine, credo di essere un uomo perbene. Che può sbagliare anche tre volte al giorno ma che sa distinguere tra il valore di legalità e democrazia e gli interessi di parte. Spiace doverlo scrivere.”

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0 Responses to Violenza verbale

  1. roberto pedicino says:

    bravo gianni .gli altri deputati e senatori imparino

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