Ottimo e abbondante

Vino

In mezzo a tante notizie negative, una positiva si può anche trovare: Vendemmia da record. L’Italia supera la Francia. È di nuovo primo produttore al mondo. Questi i dati definitivi Assoenologi sulla produzione nazionale e regionale:

“Quantitativamente parlando l’elaborazione dei dati fa ipotizzare che la produzione di uva possa complessivamente oscillare tra i 60 e i 63 milioni di quintali che, applicando il coefficiente medio di trasformazione del 73%, danno circa 44,5 milioni di ettolitri di vini e mosti, con un incremento produttivo di circa il 5% rispetto al 2007, che fece segnare una produzione di 42,6 milioni di ettolitri. Qualitativamente parlando nonostante l’andamento bizzarro delle condizioni climatiche e meteoriche che hanno caratterizzato il 2008, la qualità dei suoi vini è complessivamente più che buona con molte punte di ottimo e diverse di eccellente, queste ultime, nel Centro Nord, grazie alle più che positive condizioni verificatesi nei mesi di settembre ed ottobre che in molte zone hanno ristabilito i livelli qualitativi desiderati. La qualità rimane comunque eterogenea, nel senso che in molte zone il buono si scontra con l’ottimo ed il discreto con l’eccellente, ma con potenzialità complessive decisamente interessanti per i futuri vini sia bianchi che rossi.”

Con notizie molto positive anche dalla Sicilia, dopo le ottime premesse (vendemmia notturna), la produzione segna un +55% rispetto alla vendemmia disastrosa del 2007, che riporta la Sicilia tra le prime regioni vitivinicole italiane.

“Dopo il periodo autunno-inverno caratterizzato da abbondanti precipitazioni, la primavera è decorsa nel migliore dei modi favorendo le varie fasi fenologiche del ciclo vegetativo della vite. Pertanto la fioritura Vinoe l’allegagione hanno avuto un andamento regolare e lo stesso è valso poi anche nel periodo estivo per l’invaiatura e la maturazione. Quest’anno i forti attacchi di peronospora che avevano falcidiato la produzione nella passata campagna non si sono verificati, mentre le altre ampelopatie, come l’oidio, hanno provocato danni assai circoscritti e del tutto irrilevanti. Pertanto la sanità delle uve in tutta la regione è risultata più che buona.
Nei primi giorni di settembre si sono registrate giornate calde, che hanno accelerato la maturazione delle uve e di conseguenza anticipato la loro raccolta. Verso la metà di settembre alcuni acquazzoni hanno contribuito ad abbassare le temperature e a rallentare le operazioni vendemmiali, senza però causare danni alle uve. Per le varietà precoci a bacca bianca (Pinot grigio, Chardonnay, Viogner e Müller Thurgau), la vendemmia è iniziata secondo i canoni annuali nella prima decade di agosto. Per la raccolta di Merlot, Syrah, Pignatello, Sangiovese e Cabernet si è dovuto attendere la fine di agosto. Nei primi giorni di settembre hanno avuto inizio i conferimenti delle altre uve a partire dal Nero d’Avola, per continuare con il Frappato, il Cabernet Sauvignon, il Petit Verdot e, a seguire, le uve bianche di Insolia, Grillo e Catarratto. Alla fine di settembre le operazioni vendemmiali sono continuate con la raccolta delle uve Frappato e Nero d’Avola, base della Docg Cerasuolo di Vittoria, per chiudersi verso la metà di ottobre con quelle di Carricante e Nerello Mascalese coltivate sulle pendici dell’Etna, per la produzione dell’omonima Doc. Le operazioni di cantina non hanno presentato particolari problemi. I dati analitici evidenziano un buon rapporto acidi/zuccheri ed un’interessante resa uva/vino. Le analisi sensoriali mettono in luce ottime potenzialità di evoluzione sia per i vini bianchi che per quelli rossi, per cui si valutata che l’annata 2008 non mancherà di portare anche diverse punte di eccellente soprattutto per i prodotti ottenuti da uve provenienti da vigneti che sono stati adeguatamente monitorati e difesi. Quantitativamente parlando in tutta la regione si prevede un aumento complessivo vicino al 55% pari a 7,1 milioni di ettolitri di vini e mosti. Un quantitativo molto vicino alla media decennale e che riporta la Sicilia tra le prime regioni vitivinicole italiane. Va ricordato che lo scorso anno nell’Isola si produssero solo 4,6 milioni di ettolitri a causa dei forti attacchi peronosporici. Per quanto concerne il mercato all’ingrosso, attualmente le contrattazioni sono praticamente assenti e le poche registrate evidenziano una diminuzione dei prezzi compresa fra il 15% ed il 30% rispetto alla precedente vendemmia”.
[Fonte Assoenologi]

Il vino in sicilia, tra storia e leggenda.

Per tanti anni il vino siciliano è stato utilizzato nella maggior parte dei casi per “tagliare” vini meno corposi, ma grazie alla passione ed alla dedizione di molti, oggi il vino delle terre di Sicilia è arrivato ad un livello di eccellenza nel panorama enologico nazionale ed internazionale. Nero d’avola: un vino che esprime la Sicilia.

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