Tacere

Fini ai suoi: “Speravo che oggi tutti tacessero. Era meglio il silenzio…

Fini avrebbe preferito il silenzio a un anno dalla morte di Eluana. “Avrei sperato che tutti tacessero ha confidato il presidente della Camera”.

La prima pagina di Ffwebmagazine in primo piano mette l’opinione di BDV. Il Secolo d’Italia riceve e volentieri pubblica l’opinione di Rocco Buttiglione, richiamandola in prima pagina.

Secondo me questa volta era lui che c’è l’aveva con i suoi. Altroché!

update: da leggere Una persona: non un’icona o una bandiera.

riupdate: questa me l’ero persa, troppo distratta. BDV di cui sopra è “Il radicale del Pdl, indicato ieri dallo stesso Fini come l’interprete della sua linea”, letto qui. Mi sembrava giusto chiarirlo.

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Crumiro. Oggi non sciopero

Per chi non l’avesse capito, reitero. Io penso differente, condividendo però tutto quello detto da lui (e non le sciocchezze che circolano e che si riescono a leggere in giro, come al solito assolutamente bipartisan e frutto di totale “ignoranza”, chissà quanti hanno perso i soliti, canonici 10 minuti almeno per dare un sguardo al ddl). Come lui, in questo caso, crumira (ironico eh).

Questo blog oggi non sciopera. La norma sul diritto di rettifica del ddl Alfano non “tappa la bocca dei bloggers”. [...]  Ci sono dei parlamentari della maggioranza che hanno già espresso grande perplessità per quel passaggio della norma, promettendo emendamenti e modifiche: io credo che si debba e si possa premere perché queste modifiche vengano fatte, e credo che a questo scopo sia molto più efficace parlare e discutere e farsi sentire, piuttosto che promuovere iniziative estemporanee come questo sciopero, che servono solo e soltanto a gratificare l’ego di chi le fa. [...] L’informazione, l’indipendenza, l’obiettività e la libertà si difendono tramite il loro continuo e indefesso esercizio. Mi sembra che questo sciopero non faccia niente di tutto questo, mascherando la propria inutilità dietro un logoro manto di eroismo, retorica e resistenza al censore berlusconiano. Non guasta mai, ma non basta più.

via Francesco Costa » Crumiro.

E come lui.

Ma, soprattutto oggi non sciopero, per rispetto a chi vive in paesi dove la libertà di espressione è davvero una chimera o dove ti sparano addosso se scendi in strada a manifestare

via Oggi non sciopero

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Credo che…

Liberal tra religione e coscienza

“Invidio chi ha certezze. Personalmente non ne ho… Solo dubbi.”

[...] La verità è che, specialmente di fronte alle cosiddette “questioni morali” come quelle attinenti alla bioetica, lo spartiacque culturale non passa tra destra e sinistra, o tra conservatori e riformatori, bensì tra liberali e illiberali, tra ragionevoli praticanti del dubbio e dogmatici assertori della verità. In termini più propriamente politici la discriminante resta tra chi rispetta l’autonomia del diritto e quanti confondono i propri sentimenti morali e religiosi con la legge uguale per tutti.

E qui Claudia Mancina:

Rispettare il silenzio… Tutto questa appare terribile, non perché non sia possibile essere contrari, contrarissimi alla sospensione della nutrizione e idratazione di una persona in stato di coma permanente:

credo che il conflitto etico suI valore della vita e suI modo migliore di interpretarlo sia un conflitto autentico e profondo, che ci porteremo dietro a lungo.

E ancora sui dubbi e sul silenzio.

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È un grande gesto simbolico

Per lei il “Giorno della memoria” è un grande gesto simbolico. E aggiunge, quando la via giudiziaria è esaurita, la giustizia è la verità storica.

Nell’infinito Sessantotto di questo Paese la memoria dei familiari delle vittime del terrorismo è stata spesso ignorata.

Giudica parole come pacificazione o riconciliazione:

inappropriate, insufficienti, in certi contesti persino fuorvianti, perché evocano una guerra civile che non c’è stata, o adombrano una prospettiva religiosa, mi pare suggeriscano che il percorso da fare per superare le difficili eredità degli anni Settanta sia solo di tipo personale o emozionale. Io non credo che sia così. È essenziale capire. Riconoscere le vittime non è solo un atto dovuto, segno di maturità e sensibilità da parte della società, ma è necessario per mettere a nudo la vera natura del terrorismo, dissipando ogni nebbia romantica.

E’ Benedetta Tobagi a parlare, la figlia di Walter Tobagi.

Per la prima volta quest’anno si celebra il “Giorno della memoria” per ricordare tutte le vittime del terrorismo, interno e internazionale, e delle stragi. La ricorrenza è stata voluta fortemente dal Presidente Napolitano e approvata in modo pressoché unanime dal precedente Parlamento. Per l’occasione la Presidenza della Repubblica ha realizzato il volume “Per le vittime del terrorismo nell’Italia repubblicana“, per rendere omaggio, nel modo più solenne, a tutti coloro – fossero essi semplici cittadini, umili e fedeli servitori dello Stato, o protagonisti della storia repubblicana, come lo fu l’on. Aldo Moro – che in quel contesto pagarono col sacrificio della loro vita i servigi resi alle istituzioni repubblicane”, come si legge nella prefazione scritta dal Capo dello Stato.

E il problema dice Miguel Gotor oggi:

non è di voler condannare al silenzio perpetuo i terroristi di ieri, come se fossimo davanti a un tribunale inquisitoriale che pretende di negare loro in eterno il diritto alla parola temendone l’indicibile e imperdonabile antagonismo politico. No, il problema è di invitarli a una dimensione privata della riflessione che esuli da un nuovo protagonismo pubblico, tanto ricercato e così esibito. E’ il narcisismo del redento a essere insopportabile perché troppo da vicino ricorda il superomismo del carnefice; bisogna saper distinguere la reintegrazione dal pulpito. Soprattutto perché l’unico contributo che ancora si attende da questa generazione di terroristi, al di fuori di ogni logica penale, è un contributo di verità storica, nonostante abbiano quasi tutti goduto di sostanziali benefici giudiziari.

Ma il problema in realtà è più complesso. Di questa esibizione mediatica siamo colpevoli anche noi che costruiamo intorno ad essa un irresponsabile mercato delle opinioni e delle emozioni in cui si alternano «vite straordinarie», «storie maledette» e «misteri italiani».  continua

E allora, silenzio, please.

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