Al termine di una maratona notturna durata 10 ore è arrivato, poco fa, il via libera della Commissione Territorio e Ambiente del Senato al ddl “recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile.” Il provvedimento andrà in aula la prossima settimana. Qui si parla di cifre, di controlli della Ragioneria dello stato e di risorse disponibili, per fare chiarezza ed andare oltre la propaganda.
“Abruzzo, bastano 3 miliardi”
Anche con l’indennizzo integrale per i proprietari delle prime case completamente distrutte dal terremoto del 6 aprile le risorse messe a disposizione dal governo per i privati (3,165 miliardi dal 2010 al 2032) sono sufficienti. Ieri è arrivato il bollino della Ragioneria generale dello Stato sugli impegni presi per la ricostruzione. Il «disco verde» che aspettava il presidente della Commissione ambiente del Senato e relatore al decreto, Antonio D’Alì, per presentare un subemendamento in cui si conferma che le famiglie colpite potranno scegliere se optare per il credito d’imposta o il finanziamento agevolato, fermo restando che il contributo coprirà al 100% le spese di ricostruzione e sarà a fondo perduto.
L’OK DELLA RAGIONERIA Secondo la relazione tecnica gli immobili da edificare da zero sono meno di quelli previsti all’inizio: non oltre il 32% le abitazioni inagibili
Superato lo scoglio più arduo, le votazioni sono proseguite fino a tarda serata. Il subemendamento D’Alì è stato votato anche dal Pd, che ha pure visto approvata la sua proposta di un contributo fino a 10mila euro per le riparazioni di danni lievi, al fine di consentire un rientro in tempi brevi. Il partito democratico ha insistito però nel mettere in discussione le coperture fìnanziarie. La posizione del governo «è difficile da sostenere», ha attaccato il senatore Roberto Della Seta, dal momento che «cambiano i criteri e le quantità».
Ieri il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha annunciato che entro il il 1 novembre «saranno costruite 4000-4500 case per ospitare 13mila persone». Non ci saranno baraccopoli, ha assicurato Berlusconi, e le case «saranno poi utilizzate come campus universitario». Confermata anche l’intenzione di ricostruire la case danneggiate: le prime 4500 – ha detto Berlusconi serviranno per togliere gli sfollati dalle tende. Riguardo alle stime sui danni, il premier ha parlato di un 53% di abitazioni agibile, cui si aggiunge un 17% «che sarà agibile con lavori da effettuare in 30 giorni». Quindi, non appena termineranno le scosse di terremoto, «avremo quasi il 70% della popolazione sfollata che potrà rientrare nelle proprie case».
Nella relazione tecnica inviata ieri a palazzo Madama, Mario Canzio era invece partito dalla prima ipotesi «prudenziale» fatta dal governo di 26.400 immobili privati che avrebbero potuto accedere al credito d’imposta. Da quella stima è stata poi effettuata una proiezione basata sulle verifiche fin qui effettuate dalla Protezione civile (che coprono il 60% del patrimonio immobiliare privato). Da queste verifiche è emerso che gli edifici inagibili sono circa il 30%.
«Tenuto conto del valore rappresentativo stimato afferma la Ragioneria è ragionevole ipotizzare che nelle ulteriori attività di verifica tale percentuale possa trovare conferma sull’intero patrimonio immobiliare, con un incremento della percentuale di inagibillità (in quanto nei conteggi attuali non sono compresi gli edifici del centro storico dell’Aquila e di altri piccoli centri quasi completamente distrutti) che arriva al 32 per cento». Insomma proiettando i dati sull’intero patrimonio, pari a 72mila unità immobiliari stimate, «il 32% è pari a 23.040 unità immobiiari inagibii, di cui 1.267 ad uso non abitativo».
Il margine per la ridistribuzione del fondo complessivo è dunque assicurato, anche perché, è la conclusione della ragioneria, in molti casi le cifre che si dovranno sborsare per ogni singolo intervento saranno inferiori ai 15omila euro originariamente previsti come tetto massimo.
Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha invitato a a chiudere con le polemiche, perché per combattere l’emergenza del terremoto «abbiamo trovato i fondi».
Una cifra che in totale è anche più alta di quella finora circolata: in tutto secondo Silvio Berlusconi, sono stati messi in campo 8,7 miliardi, di cui 7 per l’edilizia».
Per lunedì è fissato il nuovo termine per la presentazione degli emendamenti in Aula, mentre il decreto approderà all’esame dell’Assemblea martedì mattina.

Elaborazione del Sole24ore