Anche sulle loro leggi
Finiani di traverso anche sulle loro leggi di Tobia De Stefano
Aveva iniziato Fabio Granata, vicepresidente della commissione Antimafia, nei giorni caldi dell’approvazione del decreto sul federalismo demaniale (intorno alla metà di maggio): «Il trasferimento a Regioni e Comuni di altri tasselli del nostro patrimonio rischia di determinare una svendita ai privati di un patrimonio che è e deve rimanere pubblico». Ha continuato, nei giorni in cui prima Libero e poi le agenzie hanno pubblicato la lista provvisoria dei cespiti che potrebbero passare agli enti locali, il Secolo d’Italia.
«Federalismo demaniale? La natura non si vende», titolava martedì il quotidiano di Flavia Perina, chiedendo più garanzie per la cultura e l’ambiente del Paese. Insomma, ancora una volta, come fosse un canovaccio già scritto, i finiani si mettono di traverso a un provvedimento del governo. Due le riflessioni. La prima: viene da chiedersi se non facciano anche loro parte di quell’esecutivo che lo scorso 20 maggio 2010 ha detto sì (su proposta di Tremonti, Bossi, Calderoli, Fitto e Ronchi) al decreto attuativo della legge n. 42 del 2009 (il primo decreto legislativo sul federalismo fiscale per il quale oggi è prevista la relazione del governo). E, soprattutto, se quella stessa legge l’abbiano approfondita.
Ma loro le leggono le leggi, o sono troppo impegnati a fare dichiarazioni e scrivere post? E se qualcosa non andava non avrebbero potuto dirlo a Ronchi che l’ha firmata? O ci vuole anche in questo caso una riunione dell’Ufficio di presidenza che permetta loro di parlare con Ronchi?
p.s.: Decisamente notevole. Altro modello politico/editoriale di rilievo per il futuro: il Secolo sponsorizza il sito oline del “Fatto”. Con firme bipartisan…

