Dal 26 aprile registrazione gratuita

Da lunedì 26 aprile, partirà la registrazione gratuita per attivare il servizio di posta elettronica certificata per i cittadini. Sarà sufficiente collegarsi al portale www.postacertificata.gov.it e, successivamente, trascorse 24 ore dalla registrazione – e comunque entro 3 mesi – recarsi a un ufficio postale abilitato per l’identificazione (ricordandosi di portare con sé, documento d’identità e codice fiscale o tessera sanitaria) e la firma del relativo modulo d’adesione. L’annuncio è arrivato oggi a Palazzo Vidoni, dal ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che ha stimato in circa 50 milioni la platea degli interessati all’iniziativa: tutti i cittadini italiani maggiorenni, in possesso di codice fiscale, che con l’avvio del nuovo servizio – ha aggiunto – «potranno, a costo zero e senza più fare file, prenotare una visita medica, iscrivere il proprio figlio a scuola, contestare una multa, pagare tasse e bollette».

A oggi, ha proseguito il ministro Brunetta, sono oltre 80mila le Pec richieste dai cittadini grazie alle sperimentazioni avviate a fine settembre scorso da Aci e Inps. Supera, invece, il milione il numero di professionisti che ha adempiuto all’obbligo (che decorreva da novembre 2009) di dotarsi di posta elettronica certificata e sono più di 110mila le imprese che hanno già attivato un indirizzo Pec. Con l’obiettivo, ha rilanciato Brunetta, di «arrivare entro dicembre a superare quota 10 milioni di italiani in possesso di indirizzi mail certificati».

via Dal 26 aprile la registrazione gratuita della posta certificata – Il Sole 24 ORE.

Brunetta, Pec attiva in 12.000 amministrazioni centrali e periferiche.

Qui si può consultare l’elenco delle Pec nella PA. Qui per saperne di più. Brunetta: “La Pec? Una rivoluzione per il cittadino, un obbligo per tutte le Pubbliche Amministrazioni“. L’annuncio di oggi segue quello del 14 aprile, quando il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta e il ministro della Salute Ferruccio Fazio hanno annunciato l’inizio della fase sperimentale dell’invio telematico dei certificati di malattia, così come previsto dal decreto legislativo n. 150/2009 (“Riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione”). Per i prossimi tre mesi ai medici è riconosciuta la possibilità di rilasciare ancora i certificati di malattia cartacei, secondo le modalità attualmente vigenti. Al termine del periodo transitorio, però, tutti dovranno attrezzarsi con il nuovo sistema per la trasmissione telematica e sarà contestualmente avviato il collaudo generale del sistema. Al termine di quest’ultimo, il sistema sarà considerato a regime e soltanto da quel momento entreranno in vigore le sanzioni per gli inadempienti.

Qui la circolare n. 1 del 19 marzo 2010 con le indicazioni operative.

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E’ un punto di partenza importante

Da “IL RIFORMISTA” di martedì 9 marzo 2010

Fannulloni e nullafacenti per noi pari non sono di Pietro Ichino e Renato Brunetta

Al di là della definizione che ne danno i dizionari, i termini “fannullone” e “nullafacente” non sono affatto tra loro sinonimi.

“Fannullone” è chi non ha voglia di far niente e fa tutto il possibile per sottrarsi al proprio dovere; “nullafacente” indica invece un concetto assai più ampio, che comprende anche tutti coloro che nulla fanno, non necessariamente perché non ne hanno voglia, ma anche, talvolta, perché non sono posti in condizione di fare. In altre parole, non tutti i nullafacenti sono fannulloni. In riferimento specifico a questo libro, potremmo aggiungere un altro corollario: i cento bravi dipendenti pubblici che ne animano le pagine facendo orgogliosamente valere il risultato del proprio lavoro hanno avuto la fortuna di trovarsi inseriti in strutture che hanno saputo valorizzare il loro impegno; ma il loro successo, per lo più, è dipeso anche dalla qualità dell’organizzazione in cui sono stati inseriti.

La differenza di significato tra i due termini “fannullone” e “nullafacente” corrisponde dunque al contrasto tradizionale fra l’idea tradizionalmente sostenuta “da destra”, secondo cui l’efficienza di una struttura dipende essenzialmente dalla diligenza di chi vi è addetto, e l’idea tradizionalmente sostenuta “da sinistra” e molto legata al modello di produzione fordista, secondo cui invece l’efficienza di una struttura dipende essenzialmente dalla qualità dell`organizzazione. Nel primo ordine di idee, se in una amministrazione pubblica le cose non funzionano è sempre colpa dei fannulloni; nel secondo ordine di idee, è sempre colpa del management o del vertice politico, essendo i singoli dipendenti costretti alla nullafacenza dal difetto delle necessarie dotazioni strumentali e/o dall’incapacità dei dirigenti.

Entrambe le idee colgono un aspetto della realtà: l’effiicienza di una struttura amministrativa è funzione, al tempo stesso, della qualità dell’organizzazione e dell`impegno di chi vi è addetto. Per migliorarla occorre agire al tempo stesso su entrambi i fronti. E il solo modo per farlo è istituire gli incentivi giusti perché la dirigenza pubblica si riappropri delle proprie prerogative fondamentali – il potere organizzativo e il potere direttivo – e le eserciti fino in fondo, valorizzando l’impegno dei singoli dipendenti e sanzionando i loro comportamenti negligenti, i difetti di impegno individuale. Per i dirigenti delle aziende private è, in genere, il mercato a generare l’incentivo, con la minaccia di emarginazione dell’impresa inefficiente; per i dirigenti pubblici e i vertici politici da cui essi dipendono l’incentivo, quando non può essere il mercato ad attivarlo, deve nascere dal giudizio dell’opinione pubblica, ovvero degli elettori. E perché gli elettori possano giudicare sono indispensabili la trasparenza totale delle amministrazioni, la disponibilità di valutazioni credibili del loro operato e la possibilità di confrontare tra loro le performance delle amministrazioni tra loro simili: il cosiddetto benchmarking.

Su diverse altre questioni inerenti al miglioramento del funzionamento delle amministrazioni pubbliche oggi maggioranza e opposizione divergono, ma su questi tre punti fondamentali – trasparenza totale, valutazione indipendente e benchmarking – esse concordano: è un punto di partenza importante per un’azione bipartisan di lungo periodo, il cui orizzonte non sarà limitato a una legislatura perché la sua continuità non dipenderà dal colore politico del Governo.

Prefazione al libro di Vito Tenore (Magistrato della Corte dei conti. Professore presso la Scuola Superiore dell’economia e delle finanze) “Non siamo fannulloni”.

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Un lavorone

Se ne era parlato in un convegno al Forum Pa la mattina del 13 maggio. Qui Carlo Mochi Sismondi lo analizza e commenta in modo approfondito, definendolo:

un lavorone, molto preciso, molto lucido, che sarà al centro di un grande dibattito. A me sembra un grosso passo in avanti.

Basta leggere l’indice del provvedimento per capirne la portata: dopo un primo Titolo che porta i principi generali, un corposo secondo Titolo si chiama “Misurazione, valutazione e trasparenza delle performance” e già questo fa capire che la valutazione è al centro di tutta la manovra. I capi di questa seconda parte sono dedicati poi:

  • al ciclo di gestione delle performance, in cui viene dettagliato esplicitamente il necessario circolo virtuoso tra definizione e comunicazione degli obiettivi che si intendono raggiungere e dei rispettivi indicatori e valori; collegamento tra gli obiettivi e l’allocazione delle risorse; monitoraggio in corso di esercizio e attivazione di eventuali interventi correttivi; misurazione e valutazione della performance, organizzativa e individuale; utilizzo dei sistemi premianti, secondo logiche meritocratiche e, infine, rendicontazione dei risultati ai competenti organi esterni, ai cittadini, ai soggetti interessati, agli utenti e ai destinatari dei servizi.
  • Alla trasparenza e rendicontazione delle performance. Qui c’è, almeno nella versione che ho letto io e che era di due o tre giorni fa, una bella definizione di trasparenza che vi riporto: La trasparenza è intesa come accessibilità totale, anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui siti istituzionali delle amministrazioni pubbliche, delle informazioni concernenti ogni aspetto dell’organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all’utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell’attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei princìpi di buon andamento e imparzialità. Essa costituisce livello essenziale delle prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera m) della Costituzione.
  • Ad individuare i soggetti del processo di misurazione e di valutazione della performance che sono quattro, a cascata: un organismo centrale denominato Autorità indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche; l’Organismo indipendente di valutazione della performance di cui ogni amministrazione dovrà dotarsi; l’organo di indirizzo politico di ciascuna amministrazione; i dirigenti di ciascuna amministrazione.

La terza parte è poi dedicata interamente al merito e ai premi. Anche questa è assolutamente esplicita e dettagliata: è questa una caratteristica dell’intero provvedimento, che pare aver poco bisogno di successivi provvedimenti esplicativi o attuativi… meno male perché di solito, vedi Legge 241 sulla trasparenza, ne sminuiscono la portata e sono fortemente conservativi.

Si arriva sino a definire la percentuale massima di personale che avrà il 100% del trattamento accessorio (non oltre il 25%) e si dettagliano molto chiaramente i premi previsti che sono: il bonus annuale delle eccellenze; il premio annuale per l’innovazione; le progressioni economiche; le progressioni di carriera; l’attribuzione di incarichi e responsabilità; l’accesso a percorsi di alta formazione e di crescita professionale, in ambito nazionale e internazionale.

Una quarta parte si occupa dell’azione collettiva contro le inefficienze delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici: è meno forte di quello che avrei sperato.

Infine il Titolo quinto, su cui si sono appuntate le maggiori polemiche e che costituisce più della metà dell’intero articolato, riporta le norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche. Insomma il quadro contrattuale.

[Saperi Pa - Il decreto legislativo di Brunetta che riforma il lavoro pubblico]

Ed era già arrivata puntuale la stroncatura, quella della CGIL.

Se possibile il decreto che dovrebbe attuare la legge Brunetta, almeno nel testo conosciuto, è anche peggiore della Legge stessa.

Erano anticipazioni non ancora ufficiali. Da oggi è online sul sito del Ministero. Eccolo qui. Schema di decreto legislativo di attuazione della legge 4 marzo 2009 n.15 in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni: il Testo del Decreto, la Relazione illustrativa, la Scheda di presentazione e la Sintesi dei contenuti.

Qui una polemica procedurale tra l’ex ministro Damiano, attuale responsabile dell’area Lavoro del Pd e il Ministro Brunetta, che replica e conferma l’immediato inoltro del decreto legislativo alle Camere e alla Conferenza unificata, dopo il prescritto e attento esame della Ragioneria generale dello Stato.

Avremo modo tutti di parlarne ampiamente. Il corriere ha già trovato modo (in prima) di sottolineare, le cose che, evidentemente, ritiene le più importanti di tutto il decreto.

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Confronti

Se vuoi discutere di innovazione, buone pratiche, pubblica amministrazione ed efficienza insieme ad altre persone che hanno i tuoi stessi interessi allora questo è il sito che te lo permette. Confronti Pa nasce, infatti, proprio per dare spazio a quanti hanno voglia di confrontarsi su questi temi e che sono disposti, tra l’altro, a metterci la propria faccia.

E’ una nuova iniziativa ForumPa: Confronti Pa, la novità è che si potrà farlo attraverso un video, interagendo direttamente e non è necessario averlo già, ma basta registarsi e si potrà dal sito stesso registrare il contributo video, che potrà essere commentato e votato dagli tutti gli altri utenti.

confrontipa_logo

L’iniziativa, ci dicono, vuole mettere in relazione gli esperti di una data materia, gli opinion leader, i politici, gli amministratori con i “semplici cittadini”, siano essi studenti, commercianti, piccoli imprenditori, operai o precari perché si crede che

dal confronto e dalla conversazione possano nascere le soluzioni migliori ai problemi e rintracciare ipotesi ed idee di innovazione ed efficienza.”

Si può farlo attraverso un meccanismo semplice ed immediato: registrati e sarai pronto per inviare il tuo contributo video. Non è necessario avere già un video pronto (se lo hai puoi comunque caricarlo) perché una volta che ti sarai loggato potrai registrare il tuo intervento direttamente sul sito, pubblicarlo e condividerlo con la community di Confronti Pa.

Tutte gli interventi video potranno essere votati e commentati dagli altri. Alcuni di questi contributi saranno sottoposti a Renato Brunetta che risponderà, sempre attraverso un video che sarà pubblicato su Confronti Pa.

Se non hai un video e se non vuoi nemmeno farlo, puoi sempre aprire un argomento discussione per confrontare le tue idee con la nostra community.

Qui per registrarsi, partecipare e confrontarsi.

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Bonus a pioggia

Pubblico impiego, a fine anno bonus per 9 dirigenti su 10.
Tagliare i bonus. Un ritornello che si è sentito più volte nel corso di questi mesi (Obama docet). Sia per «motivazioni etiche», che per ragioni di «risparmio». Questo però non avviene nella pubblica amministrazione italiana dove premi di produttività – secondo una ricerca dell’università Bocconi di Milano – vengono normalmente erogati a pioggia.

Bonus a pioggia per i dirigenti pubblici
9 dirigenti su 10, stando allo studio «Stimolare la produttività e premiare il merito» dell’ateneo, ricevono il bonus. Tutti molto efficienti? Difficile. È molto più probabile che chi da le valutazioni, sia di manica larga. E così il meccanismo meritocratico del premio viene anestetizzato dal fatto che il premio di produttività, alla fine, viene riconosciuto a tutti, indipendentemente dai risultati raggiunti.

«Sono tre i punti su cui abbiamo incentrato la nostra ricerca: misurazione, differenziazione dei risultati e trasparenza» spiega Nicola Bellè, docente dell’Area public management and policy della Bocconi, che ha curato lo studio. continua

Secondo la ricerca il 90% dei dirigenti degli Enti pubblici italiani, quando si tratta di considerarne le performance per assegnare i bonus annuali, riceve la massima valutazione. Dirigenti della p.a.: 9 su 10 prendono il bonus a fine anno.

Incidenza della retribuzione di risultato in diverse categorie di organizzazioni italiane

Incidenza della retribuzione di risultato in diverse categorie di organizzazioni italiane

[...] Una situazione a cui il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta e la sua riforma antifannulloni (come è stata ribattezzata la legge 15) intendono mettere un freno. Il controllo dei risultati è infatti uno dei punti cardine della riforma. Le pubbliche amministrazioni saranno obbligate ad affidare la valutazione ad esterni  e si dovranno adottare criteri di valutazione omogenei. Tutti elementi che, secondo il professor Bellè, vanno nella giusta direzione. [...] Intanto i bonus continueranno ad essere erogati a pioggia.

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Un primo passo

Linea Amica, il network di Uffici relazioni con il pubblico (Urp) dal prossimo autunno sarà disponibile in Voip. Ad annunciarlo, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi, il ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione Renato Brunetta.

”Stiamo preparando un progetto di finanziamento di tutto il sistema Linea Amica in un’unica piattaforma Internet con il sistema Voip, in modo da rendere il sistema meno costoso e più accessibile. Chiederemo risorse, tra i 20 e i 40 milioni di euro alla Presidenza del Consiglio in modo che la struttura abbia una sua base economica e una sua autonomia tecnologica e operativa”.

In cinque settimane di attività Linea Amica  ha dato oltre 3,6 milioni di risposte ai cittadini che, aggiunte a quelle automatiche, arrivano a 5 milioni, per una media di 236 mila contatti al giorno. Brunetta ha infine riferito che è in atto ”una bonifica dei siti internet della PA obsoleti: una sorta di archeologia della Pubblica amministrazione”.

Qui alcune critiche ragionate di Roberto Scano (devo dire che è la prima volta che mi risulta possibile dialogare così tramite social network con lo staff di un Ministro: è un bel passo avanti e sapendo che il Ministro crede in queste cose, speriam bene!) e qui e qui le reazioni del “fronte del no” e dei benaltristi “superesperti” di casa nostra.

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Riuso & innovazione

Il Cnipa ha pubblicato il Quaderno n. 38 che contiene le  “Linee guida allo sviluppo di software riusabile multiuso nella PA”. Ci dicono nella presentazione: Obiettivo del documento è contribuire a una maggiore diffusione del riuso di software nella P.A., rendendolo più facile e possibile a costi contenuti, in modo da contribuire a razionalizzare le spese pubbliche per l’ICT e rendere disponibili risorse per finanziare una reale innovazione dei sistemi applicativi della P.A.

queste linee guida non definiscono una metodologia dettagliata per sviluppare software, od un insieme di specifiche tecniche indirizzate agli sviluppatori, ma delle raccomandazioni, di natura tecnica, metodologica, organizzativa, per aiutare gli “acquirenti” di software “custom” (sviluppato ad hoc su requisiti dell’utente) a costruire un capitolato tecnico per acquisire un servizio di sviluppo software che produca, alla fine, del software “facilmente riusabile”. Le raccomandazioni di natura metodologica presenti nel documento, che si traducono in requisiti di processo che l’acquirente dovrebbero imporre ai propri produttori di software custom, sono più una meta-metodologia che una metodologia.

L’altra motivazione sta nel fatto che i contenuti di questo documento sono indirizzati alla Pubblica Amministrazione. La Pubblica Amministrazione Centrale italiana (PAC) è un grande acquirente di software custom, e ne detiene ingenti quantità nei propri sistemi informativi – oltre 13 milioni di punti funzione, secondo la Relazione annuale CNIPA per lo stato dell’ICT nella PAC nel 2007. Sulla base di questa costatazione, diverse disposizioni normative hanno individuato nel “riuso” di software già esistente una delle opzioni che ogni amministrazione dovrebbe considerare al momento di programmare un nuovo acquisto di software. Nonostante tali prescrizioni, e nonostante la mole del software potenzialmente disponibile, la Pubblica Amministrazione (soprattutto quella centrale) fa poco ricorso al riuso, e quando riusa spende per riusare somme non distanti da quelle che avrebbe speso per sviluppare ex novo il software di cui aveva esigenza. Perciò, obiettivo primario di questo documento è contribuire a una maggiore diffusione del riuso di software nella P.A., rendendolo più facile e possibile a costi contenuti, in modo da contribuire a razionalizzare le spese pubbliche per l’ICT e rendere disponibili risorse per finanziare una reale innovazione dei sistemi applicativi della P.A.

Sul suo blog, invece, Arturo di Corinto ha riportato gli esempi di innovazione tecnologica nella P.A. che fanno “scuola”,  pubblicati sul numero di Nova24 del 5 febbraio. Anatomia di una eccellenza. E David Weinberger, sullo stesso numero di Nova24, parla di Innovazione digitale nella gestione pubblica.

Qui invece la cruda realtà: Per 130 milioni di atti l’informatica non esiste. Gestire la carta della P.a. centrale costa allo stato 3 miliardi.

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A sostegno dell’innovazione

Il prof. Fuggetta, Amministratore Delegato e direttore scientifico del Cefriel, intervistato da Karma@Pa che dice cose molto interessanti su Itc, ricerca, università, meritocrazia, imprese e pubblica amministrazione: I nuovi paradigmi dell’innovazione.

Bisogna sostenere quelle imprese che vogliono rischiare, che vogliono scommettere, che si stanno dando da fare. Noi abbiamo insistito troppo nel nostro Paese nella tutela di coloro che hanno problemi … non c’è stimolo peggiore per un’impresa che quella di dire vai male ti aiuto, perché a quel punto che interesse ho ad andar bene?

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Ristrutturazioni

Cantieri aperti. Pubblici:

Statali, Brunetta presenta il piano: si licenzia per scarso rendimento e falsi certificati.
Premi di produttività in base a qualità di prodotto e servizi, sanzioni più efficaci, con la definizione delle violazioni da licenziamento, compreso scarso rendimento e falsa attestazione di malattia. Poteri manageriali ai dirigenti e riforma della contrattazione con revisione della durata dei contratti e II livello legato alla situazione dell’ente. Sono i cardini della riforma consegnata dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, ai sindacati.
All’incontro non partecipa Luigi Angeletti, leader della Uil e in sua vece é arrivato Paolo Pirani, segretario confederale per il pubblico impiego della Uil. Sono presenti invece i leader della Cgil Guglielmo Epifani e della Cisl Raffaele Bonanni. La bozza della riforma è stata consegnata ai segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Confsal ed è stata fatta pervenire anche al ministro-ombra, Linda Lanzillotta

e privati:

Telecom Italia riduce il personale di 5 mila unità entro il 2010.
Telecom ha varato un piano che prevede la riduzione del personale in Italia di circa 5mila unità entro il 2010 con una riduzione dei costi a regime per circa 300 milioni all’anno. Il piano, spiega una nota, comporterà oneri di ristrutturazione aggiuntivi per circa 250 milioni, rispetto ai 100 già previsti dal piano 2008, che si prevede impatteranno principalmente sui risultati di quest’anno e sui relativi target comunicati lo scorso 7 marzo. La compagnia telefonica ha varato anche una nuova direzione, Domestic Market, affidata a Oscar Cicchetti.

E Calabrò oggi aveva detto: Tlc quasi al capolinea.

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