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Basta faziosità e contrapposizioni cieche

CUNEO – «Ci vuole più sobrietà». L’invito è di Giorgio Napolitano dal palco del Teatro Toselli di Cuneo, terza tappa del suo viaggio in Piemonte e Valle d’Aosta. «Può sembrare assurdo – ha spiegato il presidente della Repubblica – ma non dobbiamo avere paura a richiamarci a questi valori che sono i migliori della nostra lunga storia».

«Dobbiamo dircelo francamente – ha aggiunto il Capo dello Stato – come ha fatto il presidente americano, Barack Obama: abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi, abbiamo costruito il nostro benessere mentre milioni di uomini venivano esclusi dalla competizione economica mondiale. Oggi ci sono nuovi protagonisti nell’economia mondiale. Quello che ci potevano permettere, non ce lo possiamo più permettere».

Napolitano ha evocato il Dopoguerra come periodo cui rifarsi. «Bisogna abbandonare faziosità e contrapposizioni cieche – ha sottolineato -. Unità e concordia non significano assenza di divergenze e di competizione. Il segreto del miracolo economico è che tutti hanno cooperato ad uno straordinario sforzo collettivo. Ciò ha permesso il balzo in avanti. Bisogna tornare a un clima di quel genere, bisogna che si abbandonino le faziosità e le contrapposizioni cieche, le contrapposizioni tra una parte e l’altra del Paese».

Aprendo il suo intervento, Napolitano si era commosso salutando Cuneo, città medaglia d’oro della Resistenza. «Il capolavoro della Resistenza è stato restituire agli italiani l’idea di nazione e l’amor di patria, messi alla prova dal fascismo». «Anche il Nord la ama», hanno urlato dal pubblico che lo ha accolto nella “capitale della Granda”. «Speriamo», la risposta del capo dello Stato. Ad Aosta, al mattino, Napolitano si era soffermato proprio su una questione “del Nord”, definendo utile il federalismo fiscale, ma «darne una interpretazione miracolistica è sbagliato». Lo sguardo del presidente è passato poi al Mezzogiorno, in cui, ha affermato, ci sono stati troppi «sprechi» e in cui troppe risorse nazionali «non sono state gestite bene, e in molti casi quelle europee sono rimaste inutilizzate». «Sono costi – ha ammonito Napolitano – che non possono essere più sostenuti, occorre un ripensamento profondo, non si può continuare come prima. Oggi il divario Nord-Sud è molto profondo e molto grave e chi governa deve avere l’idea dominante di una strategia per superarlo. Occorre avere una visione dello sviluppo del Mezzogiorno in tempi determinati e della sua necessità per l’economia nazionale. Non si può immaginare lo sviluppo economico nazionale senza mettere a frutto le risorse del Mezzogiorno».

Alla platea dei giovani della “Scuola per la democrazia”, ha quindi consegnato il messaggio che la politica «è un’attività entusiasmante se siamo tutti noi a farla. Se si dice, come fanno alcuni, che è una cosa sporca, e poi si lascia fare agli altri, gli altri poi veramente la fanno sporca». «Giovani, conto su voi – ha poi aggiunto nel pomeriggio a Cuneo – dobbiamo ritrovare il senso della politica, quello di una cosa pubblica che appartiene a tutti noi. Diamo il nostro contributo per riabilitarla e rilanciarla».

via Napolitano: basta faziosità e contrapposizioni cieche – Il Sole 24 ORE.

Altre dichiarazioni recenti di Napolitano, che né al Corriere né alla Stampa sembrano interessare. Non sembrano esserci state, anzi. Al Corriere e alla Stampa, si evidenzia solo il riferimento al governo Pella, che aveva riempito le prime pagine degli stessi giornali e che come ha chiarito il Presidente era:

bastato a indurre solerti commentatori a immaginare scenari di attualità. Spero si giunga a recuperare un po’ di distacco quando si discute di fatti storici.