Termometri & esaltazioni collettive
Il successo di Allevi? Mi offende.
“Che spettacolo desolante! Vedere le massime autorità dello Stato osannare questo modestissimo musicista. Il più ridicolo era l’onorevole Fini, mancava poco si buttasse in ginocchio davanti al divo». Uto Ughi non ha troppo apprezzato il concerto natalizio promosso dal Senato della Repubblica che ha avuto come protagonista il pianista Giovanni Allevi. Il nostro violinista lo ha ascoltato – «fino alla fine, incredulo» – dalla sua casa di Busto Arsizio e ne è rimasto «offeso come musicista. Pianista? Ma lui si crede anche compositore, filosofo, poeta, scrittore. La cosa che più mi dà fastidio è l’investimento mediatico che è stato fatto su un interprete mai originale e privo del tutto di umiltà. Il suo successo è il termometro perfetto della situazione del Nostro Paese: prevalgono sempre le apparenze». continua
Le parole di Uto Ughi.
Si tratta di un’esaltazione collettiva e parossistica dietro alla quale agisce evidentemente un forte investimento di marketing. Mi sorprende che giornali autorevoli gli concedano spazio, spesso in modo acritico.
E qui la replica di Giovanni Allevi che parla di “casta” (no, un’altra casta no!). Polemica esplosa dopo il concerto di Giovanni Allevi a Palazzo Madama. Forse il maestro è stato fin troppo “tagliente” e poco “diplomatico”, ma con tutto il rispetto e la simpatia che si può avere per Allevi, il concetto ci sta tutto.
Da incorniciare … e leggere spesso … almeno 4 volte a settimana.
Ne parla lui: Tenetelo li per sempre grazie e qui.

