Ci hanno detto

“Ci hanno detto che non c’era posto al Sud perché Berlusconi deve far eleggere 3 o 4 fanciulle” Dice Paolo Cirino Pomicino alla Repubblica (29 aprile) Va bene tutto, ma è dura far passare Mastella per una velina

via Quella velina di Mastella! | l’Occidentale.

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Intercettazioni “buone” & intercettazioni “cattive”…

“È pazzesco, pazzesco…”.

Quando gli avevano letto i primi lanci d’agenzia … era in viaggio verso il Salento. E stentava a credere alle sue orecchie. “Un’altra volta? Ancora con quelle intercettazioni… era in macchina, e alternava rabbia e stupore.

“Ragazzi, qui siamo fuori dello stato di diritto. Noi “complici“? E di quale reato? Quelle fantomatiche “notizie riservate” di cui parlavo stavano su tutti i giornali… E poi, parliamoci chiaro: ma perché questa vecchia immondizia rispunta fuori proprio oggi?”.

A seguire intervento pubblico ed “impeccabile” costituzionalmente del Presidente della Repubblica: “No a valutazioni non pertinenti“. Napolitano ha chiesto ai giudici “la massima riservatezza“.

Questo, invece, lo stenografico dell’intervento che il Ministro della Giustizia dell’esecutivo che fino a qualche mese ha governato il nostro paese, fece al momento delle sue dimissioni [qui in audio/video] e che ricevette la solidarietà ufficiale dell’intero precedente governo.

[...] Il ministro esprime quindi profondo dolore ed incredulità per le notizie diffuse dalla stampa relative alla vicenda giudiziaria che ha coinvolto la propria consorte e che, a suo giudizio, si inscrivono nel contesto di reiterati attacchi condotti nei suoi confronti da una componente minoritaria della magistratura che agisce sulla base di una deleteria logica giustizialista con l’intento di delegittimarlo, vanificando, in tal modo, l’impegno da lui profuso per riformare l’ordinamento giudiziario e per rendere più efficiente la giustizia. Preannunzia, pertanto, con profonda amarezza, di voler rassegnare le dimissioni dal proprio incarico per senso dello Stato, ritenendo che sussista un problema di emergenza democratica relativamente ai rapporti tra politica e magistratura e che sia necessario affrontare le questioni connesse all’uso distorto delle intercettazioni ed alla responsabilità civile dei magistrati.

Con relativo Platone:

Quelli che abitualmente si dicono magistrati, io li ho chiamati servitori delle leggi. Non per uno stravolgimento nell’uso delle parole, ma perché sono convinto che in ciò sopra tutto sia tanto la salvezza di uno Stato quanto la sua decadenza. Infatti, uno Stato in cui la legge è esautorata e calpestata vede incombere la distruzione. E invece, per quello in cui la legge prevale sui magistrati e i magistrati ad essa si sottomettono, prevedo la salvezza e il godimento di tutti i beni che gli dei concedono agli Stati.

Questo lo stenografico dell’intervento del Presidente del Consiglio alla Camera il giorno dopo, che segue le precedenti dichiarazioni politiche del Ministro della Giustizia dimissionario.

A lui come Ministro, come collega, come politico e come amico, voglio esprimere la mia profonda solidarietà. A Clemente Mastella va – ve lo ripeto – la mia solidarietà piena e affettuosa. La sincerità dei sentimenti che lo muovevano e la nobiltà della scelta di rimettere il proprio mandato [...] Questa medesima valutazione, con l’apprezzamento e la condivisione del lavoro da lui fatto mi hanno indotto, nella tarda mattinata di ieri, a respingere le dimissioni del Ministro Mastella e a chiedergli di continuare la propria opera [...]

Intanto, ieri il primo round, di quello che aveva spinto il Presidente Napolitano al suo appello pubblico e ripetuto di allora, in cui chiedeva ai giudici “la massima riservatezza” e di “non inserire negli atti processuali valutazioni non pertinenti” che “vengono poi esasperate dai media“, per la sezione disciplinare del Csm si è concluso così: “il fatto non sussiste“.

Il tutto sempre per i moralisti e gli “integerrimi” di oggi.

“Conosco parecchi furfanti che sono anche moralisti. Non ho mai conosciuto nessun moralista che non fosse anche un furfante” (J. Renard)

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Retrogusto

Certo sentire Franceschini ieri definire uomini di spessore Tabacci, Follini, Baccini (rosa bianca) e che il Pd guarda con il “giusto” interesse a loro, mentre rinfacciava a Casini la possibilità di riprendersi quello che è stato il loro Ministro della Giustizia in questi ultimi due anni di governo, lasciava un retrogusto amaro.

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Bufala o poesia?

Pare che uno dei problemi principali di oggi sia dimostrare l’inconsistenza culturale dell’ex Ministro Mastella che si è addirittura permesso di attribuire a Neruda, ieri al Senato, queste parole:

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e chi non cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i”, piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare.

Muore lentamente chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare”.

Signor Presidente, questa poesia di Pablo Neruda denota il mio stato d’animo…

Il senatore CAPRILI (RC-SE), pochi minuti dopo:

Sono molto felice che il senatore Mastella abbia utilizzato un famoso poeta comunista (si può usare l’aggettivo?) che si chiamava Pablo Neruda (non ha detto che era comunista, lo dico io pour cause)

Qui un’interpretazione, qui un’altra.

Riusciremo mai a sopravvivere senza sapere la verità?

p.s.: qui forse la spiegazione.

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Non è mai troppo tardi

La lista di tutte le cose che avremmo voluto fare prima di … arrivare al capolinea.

E’ il trailer di “Non è mai troppo tardi” che si vede su CorriereTv prima di sentir parlare Francesco Saverio Borrelli di:

atteggiamento “abbastanza” spudorato in chi colpito, toccato, sfiorato da un’indagine giudiziaria determina una crisi politica. E che probabilmente per il Ministro della Giustizia questo è stato un ottimo pretesto per fare qualcosa che aveva in animo da molto tempo. Ma, conclude, mi fermo qui, non voglio dire altro perché la politica non è il campo dei miei interessi diretti.

Analisi, giudizio e “lettura” interpretativa delle reali intenzioni dell’ex Ministro della Giustizia. E meno male che la politica non è il campo dei suoi interessi diretti.

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La qualità del dibattito

Per qualcuno dopo 2 anni di governo Prodi, siamo in presenza di una strana successione dei fatti: Stefano Folli vede un nesso tra l’attacco della Chiesa e la decisione di Mastella.

Io però, consiglierei a Folli, ieri in degnissima compagnia di quel Piero Sansonetti che rivendicava e rivendica oggi la “sua” diversità morale, quantomeno di evitare di andare a Porta a Porta (rivedere o riascoltare la registrazione per chi non l’ha vista) e farsi zittire da un Mastella che dava il “meglio” di sè e che non ha lesinato chiamate di correo “galattiche” (l’ex guardasigilli di questo governo non mi pare proprio assomigliare al Fini che si fa dare lezione di moralità da Piero Fassino, quello dello psicodramma unipol, sulla vicenda Sottile), se vogliono continuare a fare analisi politiche di quel tipo e contemporaneamente continuare ad essere credibili.

Io sto ad aspettare, senza consentire però a qualcuno di avere la faccia tosta di sostenere o cercare di immaginare (concepire con la fantasia) responsabilità “altre” o di dimenticare nel loro giorno dei perché, che oggi il governo cade (se cadrà) solo e soltanto perché il “suo” ex-guardasigilli (a cui potrebbe andare la comprensione di chiunque sul piano personale per le vicende che riguardano l’arresto della moglie), che è andato in Parlamento a dire quello che ha detto da Ministro della Giustizia, ricevendone la solidarietà di “questo” presidente del Consiglio (per gli smemorati rileggersi le dichiarazioni, scrivere sulla rete è come scrivere sulla pietra antica dice qualcuno), si è dimesso e si è sfilato dalla “sua” maggioranza. E’ che stata sempre “questa maggioranza” che avrebbe dovuto farci diventare un “paese normale” ad aver deciso di farlo giurare davanti al Presidente Napolitano in nome del popolo italiano.

Questi sono i fatti. Poi ci sono i “teoremi” e le “letture” da giorno dei perché…

E dico questo proprio in virtù e nella consapevolezza delle cose che qualcuno scrive, che apprezzo e continuo ad apprezzare, ma che non ritengo possibili se non in presenza di chiare assunzioni di responsabilità:

Non ne usciamo se non troviamo il modo di cambiare la qualità del dibattito. Tutti dicono che si deve parlare di quello che interessa alle persone. Poi tutti quelli che parlano di politica sui media tradizionali sono tentati di parlare di tutt’altro. La causa è anche del modo in cui sono fatti i media.

Se non troviamo il modo di spostare il centro del dibattito dalle diatribe di giornata alla progettazione del nostro paese e della nostra vita non ne veniamo a capo.

I creatori del nuovo medium orizzontale hanno una responsabilità. Noi tutti che stiamo qui online a scrivere e leggere e citare abbiamo una responsabilità. Abbiamo la responsabilità di trovare il modo di incentivare l’adozione di un’agenda di discussione più adeguata alla realtà del paese. Quali che siano i limiti delle nostre capacità e del nostro medium, anche quello che facciamo qui ha delle conseguenze. Di questa consapevolezza non possiamo più fare a meno.

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Così fan tutti

Il così fan tutti di Francesco Merlo su Repubblica, il così fan tutti di Lucia Annunziata su La Stampa e per finire: il così fan tutti di Gianantonio Stella sul Corriere.

Ad abundantiam.

update: scusate, qualcun altro prima l’aveva sottolineato.

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China pericolosa

Attentialcane cita questo pezzo del Riformista, che riprendo e condivido:

Perseguitati per i valori? Questa ci mancava:
In questa gravissima e anche un po’ surreale vicenda dell’inchiesta di Santa Maria Capua a Vetere su Mastella, sua moglie e il loro partito, destinata probabilmente ad essere ridimensionata dal riesame, c’è un elemento di involontaria comicità, introdotto prima da Lady Sandra, poi dallo stesso (per il momento) ex Guardasigilli. continua

[...] Forse sarebbe il caso di fare uno sforzo per essere più seri. Tutti. Noi laici per primi, si capisce. Ma non solo noi. Perché il rischio di regredire ad un anticlericalimso che pensavamo fosse consegnato alla storia c’è.
Ma c’è pure, per restare alla cronaca, la possibilità che per la prima volta nella storia del Papato di Roma, domenica prossima, si assista al primo Angelus trasformato in manifestazione politica. Noi speriamo con tutto il cuore che non succeda. Perchè, se succedesse, vorrebbe dire che ci siamo messi su una china pericolosissima per tutti. Laici e cattolici”

Avevo già notato le dichiarazioni immediate di Lady Mastella, seguite da quelle del marito e dalla loro presenza all’Angelus di oggi, potevano decisamente risparmiarsele e risparmiarcele.

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Apprezzamenti

Dopo la conferma del guardasigilli: «Mi dimetto da ministro. E così l’Udeur è fuori dal governo, dalla maggioranza. Non ci siamo più. Quindi daremo l’appoggio esterno e decideremo di volta in volta. In base ai nostri valori e al programma: non acceterremo i compromessi di prima», il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato il decreto con il quale si accettano le dimissioni di Clemente Mastella da ministro della Giustizia e si affida l’interim del dicastero al presidente del Consiglio Romano Prodi. Subito dopo il premier ha preso la parola alla Camera esprimendo piena solidarietà a Clemente Mastella e al suo partito, i Popolari Udeur, sul cui appoggio il

governo ha contato in passato e conta in futuro. Ho scelto di prendermi questa responsabilità come segnale di una attesa del lavoro della magistratura che consenta a Mastella di riprendere il suo posto.

E mentre tutti gli esponenti della maggioranza, in questo momento, alla Camera, continuano ad apprezzare l’alta sensibilità isituzionale di Clemente Mastella e i Comunisti Italiani con Pino Sgobio chiedono per l’ennesima volta la modifica della legge 30 (la Biagi come la chiamano loro), qualcuno si domanda: certo che 12 sono tanti, no?

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