Là dove ci sono i pesci

Iqaluit (in Inuktitut: “Là dove ci sono i pesci”) è la capitale del Territorio del Nunavut, separatosi dai Territori del Nord-Ovest del Canada il 1º aprile 1999. Il Nunavut ha una popolazione di circa 30.000 abitanti, di cui l’85% sono popolazione native principalmente di etnia Inuit. Parlano la lingua inuit (qui un esempio) che è tradizionalmente parlata in tutta l’Artide nordamericana e in alcune parti della zona subartica, nel Labrador. In passato era parlata in qualche misura nella Russia orientale, in particolare nelle isole Diomede, ma oggi è quasi sicuramente estinta in Russia. Il nome che gli Inuit usano per definirsi significa, invece, semplicemente “uomini” (ci viene in aiuto wikipedia).

Ed è qui che il canadase Jim Flaherty ha preparato una vera esperienza artica per i ministri delle Finanze del G7, che sono stati accolti a Iqaluit nel nord estremo del paese e invitati a una corsa sulle slitte trainate dai cani, sulla baia di Frobisher interamente ghiacciata. L’idea non è piaciuta a tutti; il segretario americano al Tesoro Timothy Geithner, il governatore della Federal Reserve Ben Bernanke e parecchi altri illustri ospiti hanno cortesemente declinato. Invece sono saliti coraggiosamente sulla slitta il ministro delle Finanze Giulio Tremonti e il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, come il collega della Banca d’Inghilterra Mervyn King. Il termometro segnava -17. Bistecche di foca a Iqaluit, il sindaco: «È la nostra dieta»:

La foca sarà servita, a Iqaluit, in tutte le salse. Per i ministri delle finanze e i banchieri centrali del G-7 riuniti venerdì e sabato nella gelida capitale della regione canadese del Nunavut, sono state preparate poltrone rivestite di pelle di foca per le riunioni, bistecche di foca durante i pasti e gadget di pelliccia di foca da portare via come souvenir. Nel menù del vertice anche stufato di caribù e tartara di bue muschiato. E se il ministro francese Christine Lagarde ha già storto in naso perchè vegetariana, l’Unione europea condanna la caccia di foca in Canada, a meno che non sia condotta a scopo di sussistenza proprio come nel caso degli eschimesi che abitano a Iqaluit, dove la terra è sempre ghiacciata, non c’è un albero (e neppure un semaforo) e le temperature medie a febbraio si aggirano sui -30 gradi centigradi.

Ma non è una forma di lobby da parte del Canada sui delegati della Ue, assicurano gli organizzatori. «È solo un modo per far conoscere meglio la nostra cultura e le nostre tradizioni», ha spiegato Emily Karpik della comunità di Panggnirtung. «Noi usiamo tutto della foca, dalla pelle alla carne e speriamo che il G-7 serva a far capire quanto sia importante per noi la caccia a questo animale – ha aggiunto – dal quale dipendiamo da generazioni per cibo e vestiario».

Dopo la “coraggiosa” corsa in slitta di Tremonti e Draghi (purtroppo del Governatore non circola nessuna foto), le dichiarazioni dei due. Secondo il ministro «Le regole spettano degli Stati, il Fmi diventi World Economic Council», per il governatore «Le nuove regole non impediscono la ripresa», aggiungendo «Tutti partecipano all’elaborazione delle regole, politici e tecnici». Per alcuni osservatori così Draghi, avrebbe indirettamente e polemicamente risposto al ministro dell’Economia Giulio Tremonti che aveva invece sottolineato il primato della politica nella definizione delle regole. «Non c’è polemica. Tecnici e politici partecipano» ha poi detto Mario Draghi, spegnendo così sul nascere l’innesco ad ogni ulteriore polemica.

Nonostante l’igloo poi crollato sul ministro delle Finanze canadesi, rimasto “miracolosamente” illeso, Giulio Tremonti e Mario Draghi, nella doppia veste di governatore della Banca d’Italia e di presidente del Fsb partecipano per Italia al G-7 finanziario nell’artico canadese per parlare di ripresa, banche e mercati. E Draghi è, come scrive Gianni Riotta, “semplicemente il miglior candidato europeo alla Bce “.

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