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Fini e le costrizioni

Dopo la “scossa” di D’Alema, oggi la “costrizione” di De Benedetti.

Il governo è a fine corsa, questo mi sembra evidente. Berlusconi non farà mai un passo indietro, se però mi chiedete se sarà costretto a farlo, la mia risposta è sì.

E Fini, dopo 9 mesi, nientemeno che da Palermo, ritorna contemporaneamente e prepotentemente sulla prima di Corriere, Stampa e Repubblica. A tutta notizia.

Ma non è una marcia indietro

Musotto ritira la firma dal ’salva coste’. Il famoso riordino complessivo con deroga. Quello proposto da chi dichiara di avere una casa abusiva da sanare. Quello a favore della legalità. E afferma: “Ma non è una marcia indietro”.

Ddl che nonostante le contrarietà poi comunicate alla stampa dal Pd, era stato firmato tra l’altro, proprio dal vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio, il democratico Ammatuna. E come mai a Fini, che a Palermo incontra gli industriali e parla di turismo, governo nazionale e ministri che dovrebbero dimettersi, la cosa non interessa?

Ma è ovvio lui è lì in veste istituzionale, mica può intervenire sul comportamento dei suoi uomini e di un governo “regolarmente” eletto!

Metamorfosi

Poi qualcuno mi spieghi la metamorfosi. Prima il Pdl era succube della Lega. Avrebbe dovuto smarcarsi e fare una politica autonoma. “Se non cambia il rapporto con la Lega, farò miei Gruppi parlamentari autonomi“, dichiarava Fini nel suo Ultimatum a Berlusconi (titolo del TG3 delle 19.00 del 14/4/2010). La Lega era il nodo del contendere. Perché come si andava leggendo in giro “Il Cavaliere era succube della forza sempre più schiacciante della Lega Nord“. Ora prima il presidente (in persona) propone Maroni come capo del governo (intervista famosa tanto per l’idea interessante – quella di promuovere un nuovo governo guidato da Maroni – tanto per le reazioni unanimi – molte pernacchie, a dire la verità). Poi Bocchino non trova di meglio che giudicare tutto il discorso del ministro Tremonti oggettivamente “fumoso“, concordando con Bossi.

“Siamo delusi, la pensiamo come Bossi: quello di Tremonti è stato un intervento oggettivamente fumoso”.

Autunni caldi

In attesa dell'”autunno caldo” del Presidente della Camera. Fortunatamente lo ha anticipato, per la gioia di tutti, La Stampa, con tanto di tranquillizzanti dichiarazioni del presidente dei suoi deputati («Fini è psicologicamente libero») e notiziona bomba finale:

«Una ricerca affidata ad una società leader al mondo ci conferma che, per l’evolvere della situazione italiana e per le caratteristiche di Fini, proprio lui è il leader che nel passaggio dalla Seconda alla Terza Repubblica, è quello che potrà garantire meglio il cambiamento tranquillo».

Lezioni un anno dopo la rottura tra Fini e Berlusconi.