Plauso, sollievo, riprovazione

Commento alla firma da parte del Presidente della Repubblica del decreto-legge emanato dal Governo per consentire l’ammissione della lista milanese e quella romana del PDL per le elezioni regionali, a seguito degli errori e inadempimenti procedurali che ne avevano causato l’esclusione – 7 marzo 2010

Plauso per un atto di saggezza compiuto in solitudine da un grande Presidente (ma non è affatto solo: ha dalla sua il 90% degli italiani): un atto – si osservi bene – che non significa approvazione del contenuto del decreto.

Sollievo per due rischi evitati: quello di una gravissima crisi istituzionale e quello della perdita di senso delle elezioni nelle due regioni più importanti.

Riprovazione per l’arroganza del Pdl, che considera questo decreto come un proprio diritto, non riconosce i propri errori e non ne chiede scusa al Paese.

via Pietro Ichino.

Qualcuno cerca ancora, disperatamente di fare politica.

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La differenza

La differenza tra centrodestra e centrosinistra è oggi vicina al 14% (alle Europee era l’11% e alle Politiche l’8%). E’ quanto emerge da una media calcolata per il Corriere della Sera da Renato Mannheimer tra i principali sondaggi politici degli ultimi giorni. Il Pdl vede crescere il suo consenso elettorale rispetto alle Europee dal 35 al 38,4 per cento, così come l’altro partito di maggioranza, la Lega Nord, stimata al di sopra del 10%. Al Nord, osserva il sondaggista, il partito di Umberto Bossi può ora competere con il Pdl per il primato di partito di maggioranza relativa.

Sia pure con “qualche difficoltà”, anche il Pd “pare muoversi in senso positivo”. Dal minimo toccato alle Europee dell’anno scorso (26%) ha recuperato terreno e oggi supera la soglia del 28%. Una crescita, che Mannheimer definisce “ancora incerta e contrastata” e “ancora lontana dall’esito delle politiche (33%). L’andamento positivo si manifesta a scapito del principale alleato (e al tempo stesso competitore) del Pd, l’IdV di Antonio Di Pietro. Dal periodo successivo alle Europee, quando ottenne un successo rilevante guadagnando quasi l’8% dei voti validi, il partito dell’ex pm ha gradatamente diminuito il proprio “appeal elettorale”, giungendo oggi mediamente sotto il 7% (con una punta massima del 7,5%). Cala anche il livello di gradimento di Di Pietro, che dal 43,1% di inizio settembre passa al 36,4% di oggi. Secondo Mannheimer, il “trend critico” per l’Idv è forse anche determinato “da una possibile erosione della capacità attrattiva della linea antiberlusconista tout-court”.

“Nell’insieme – conclude Mannheimer – i dati degli ultimi sondaggi sulle intenzioni di voto paiono dunque offrire un quadro di sostanziale stabilità, connotato però da un progressivo concentrarsi delle opzioni verso i tre partiti maggiori, a scapito delle altre forze politiche“. I risultati delle prossime regionali aiuteranno a stabilire se si tratta veramente di un fenomeno che caratterizza oggi le preferenze degli elettori

via Pdl al 38 per cento. Il Pd è tra il 28 e il 30 e via Clandestinoweb

Da quanto emerge da un altro sondaggio Solo il 4,3% seguirebbe Fini e un suo eventuale partito.

Da quanto emerge dal sondaggio, nell’arco di cinque mesi la quota di cittadini che prende “molto” in considerazione l’idea di votare un eventuale partito di Fini è praticamente dimezzata. A rispondere “sicuramente sì” prenderebbe in considerazione l’idea di votarlo, era il 9,6% del campione nell’agosto del 2009, mentre è il 4,3% oggi, nel gennaio 2010. La caduta tra gli elettori di provenienza An è stata ancora più marcata: dal 33,8 al 2,9%. E’ aumentata lievemente la quota di coloro che rispondono “probabilmente sì“, dal 19,7 al 22,5%, ma è diminuita di molto tra gli ex di An: dal 50 al 37,9%.

I risultati dell’indagine sono commentati su AnalisiPolitica.

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Disse il politico…

Vincino del 13 gennaio 2010

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Risultati & tenute

Io per correttezza i numeri provo a darli tutti (per quello che è possibile, non essendoci ancora i risultati finali) prendendoli dal sito del Ministero degli Interni.

Partiamo dalle Europee 2004. I votanti erano stati in percentuale il 71,71 % (votanti totali 35.717.655. Voti validi 32.516.246).

Il Pdl, allora non esisteva, ma il raffronto viene fatto con la somma (F.I. 20,93+ A.N. 11,49) dei due partiti che oggi dovrebbero comporlo (bisogna ammettere che qualche perplessità nasce leggendo i consiglieri del principe che rilasciano interviste in nottata, con ampio seguito nella mattinata), aveva preso il 32,42% che gli aveva fatto conquistare 25 seggi (19 F.I. + 6 AN). In voti erano stati circa 10.542.851 di cittadini a votare i due partiti.

Uniti nell’Ulivo, anche qui allora non esisteva l’attuale Pd ma era questo il nome della coalizione che si presentò, aveva raggiunto il 31,08 %. Conquistando 24 seggi e ottenendo il consenso di circa 10.105.836 di italiani.

Possiamo tranquillamente, spero, notare che nel 2004 la fotografia del voto dava una sostanziale parità tra i due più grandi partiti. Saltando le politiche 2006 e le altre consultazioni che nel frattempo si sono svolte, come riferimento più prossimo per qualsiasi confronto abbiamo solo le ultime politiche, quelle dell’aprile 2008.

Questi erano stati i risultati, su una percentuale di votanti pari all’80,5%:

  • Il Pdl aveva ottenuto il 37.38 % che in termini di voti significano più o meno 13.628.865 di persone che lo avevano votato.
  • Il Pd aveva ottenuto il 33.17 %, con circa 12.092.998 di persone che avevano scelto il progetto veltroniano.

Alle Europee 2009 la percentuale definitiva di votanti è stata pari al 65,05 %, con un meno -6.67 % rispetto alle scorse europee e un meno -15.45 % rispetto alle politiche. Il Pdl raggiunge il 35,24 %, che in voti sono 10.723.698 di teste, perdendo sia in termini percentuali - 2.14 %, che in termini di votanti -2.905.167.

Il Pd ottiene 26,15 %, in voti 7.958.504 sempre di teste, e perde -7,2% in termini di percentuale rispetto alle politiche e ci sono stati -4.134.494 che non lo hanno più votato rispetto ad un anno fa, almeno in queste europee.

Ricapitolando i numeri per i due più grandi partiti, se li raffontiamo alle scorse europee (svolte nel 2004) l’attuale Pdl guadagna in termini di percentuale +2,83, di voti +180.847 e di seggi +3.

Il Pd, allora Uniti nell’Ulivo, sempre rispetto alle scorse Europee, perde in termini percentuali -4.94, di voti -2.147.332 e di seggi -2.

  • Passando al raffronto con le politiche 2008 il Pdl perde in termini di voti -2.879.203 e in percentuale ottiene un -2,13.
  • Il Pd invece nello stesso raffronto (politiche 2008), perde in termini di voti -4.120.033 e in percentuale ottiene un -7,3.

Questi invece i raffronti veloci con chi ha inequivocabilmente guadagnato, almeno se vogliamo continuare a misurare le elezioni insistendo nel contare i voti e le teste. La Lega e l’Idv.

La Lega Nord raggiunge oggi il 10,23%, l’Italia dei Valori  il 7,99%.

La Lega alle politiche del 2008 aveva ottenuto l’8.29 % e cresce quindi del +1,94, mentre rispetto alle europee 2004 cresce del +5.27.

L’Idv alle politiche aveva raggiunto il 4.37% e aumenta quindi del +3,62, mentre rispetto alle scorse europee, dove si presentò con Achille Occhetto, ottiene un +5,85.

Le analisi politiche le lascio ai futurologi (mi permetto solo di dire qualcosa di elementare: che forse sarebbe pure opportuno votare e ottenere consensi se si vuole “costruire” qualcosa insieme a qualcuno), per conto mio due sono state le dichiarazioni che più mi hanno colpito. Ieri notte Franco Marini (ex Presidente del Senato), che scandiva senza tentennamenti:

Queste elezioni mostrano la grande difficoltà del centrodestra e la nostra forte tenuta

E i commenti di chi oggi continua a parlare, a campagna elettorale chiusa, di “ennesima partita truccata“.

Le urne vuote del Sud colpiscono il primo partito e Il fronte del Nord, in attesa degli sviluppi sull’implosione insulare del Pdl, 44,70% la bassissima percentuale di votanti. Qui per un altro raffronto recente guardare anche le regionali 2008.

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A Monterone più candidati che elettori

LECCO – Più candidati che elettori. Succede a Monterone, il paesino sulle montagne del lecchese, che in base all’ultimo censimento risulta il meno popoloso d’Italia. Alle comunali del 6 e 7 giugno si sono presentate tre liste, per un totale di 34 persone eleggibili, aspiranti sindaci compresi. Gli aventi diritto al voto sono invece appena 32. (Agr)

via Lecco: comunali, a Monterone più candidati che elettori – Corriere della Sera.

A me sembra una balla o un errore, a mia memoria per candidarti devi essere eleggibile, risiedere nel comune ed avere diritto al voto.

update: Infatti qua si parla di Monterone e dei suoi 36 abitanti.

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La democrazia italiana: utilità

Amministrative: Franceschini, utile se primarie anche nel Pdl.

“Sarebbe utile per la democrazia italiana se le primarie fossero utilizzate anche dai nostri avversari”

Perché loro da quando le fanno? Chissà se si riferiva a queste o a queste.

Mentre si è in piena campagna elettorale per le europee e le amministrative il presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro intervistata su Repubblica Tv, lancia la sua candidatura al prossimo congresso del partito in ottobre:

L’ho già detto, anche suscitando polemiche, e lo ripeto: non escludo affatto di candidarmi alla segreteria del Pd. Anche se molto dipende da quello che accade”.

Nessuna previsione sull’andamento e sull’esito delle prossime elezioni europee. Anna Finocchiaro si rifiuta di ”stare a questo gioco” e lo estende anche alle consultazioni amministrative. Ma rilancia osservando:

”La questione vera è quello che succede alle amministrative”. Ricordando come, a fronte di una salda maggioranza del centrodestra a livello nazionale, ”la stragrande parte del territorio la governiamo noi” del Pd, aggiunge che ”questo consente di mantenere il Paese in equilibrio democratico”.

Si tratta di un meccanismo non nuovo, aggiunge, ricordando come già ai tempi del Pc e della Democrazia cristiana interveniva lo stesso equilibrio.

”Non sto facendo un ragionamento terroristico, ma guardo realisticamente all’equilibrio del Paese. Se questo equilibrio dovesse saltare ed il centrodestra conquistare anche il governo del territorio, come potrebbe anche accadere, si aprirebbe uno scenario del tutto nuovo” e pieno di incognite. ”Non nego che è proprio su questo tema, sulla necessità di un Pd forte per il mantenimento di questo equilibrio democratico nel Paese che baso la mia campagna” conclude Finocchiaro.

Quindi sembra di poter capire, che la Finocchiaro, anche se nega recisamente di fare alcun “ragionamento terroristico”, sostiene qualcosa di abbastanza simile a questo: se, puta caso, in un paese il partito di maggioranza relativa, confermasse il risultato avuto alla politiche anche alle elezioni amministrative (votato eh, non dimentichiamolo, sembra esser diventato un optional nei discorsi che si sentono, ma si è in procinto di andare al “VOTO” in questo paese), si avvicinerebbe così in quel paese un pericoloso squilibrio democratico?

Concetto abbastanza singolare replicato poco dopo dal leader pro-tempore. Un uomo e una donna disperati, direbbe qualcuno. Sembra che la loro “personale” visione democratica, consenta e contempli solo una sconfitta equilibratrice dell’avversario.

Che facciamo pensiamo che possa venire il momento di “intervenire” in qualche modo utile su queste benedette elezioni in Italia, per dare una bella correzione all’equilibrio? O invitiamo tutti ad andare al mare?

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Analisi dei costi

Voglio invece esaminare questa cifra che viene, nuovamente uso il termine, sbandierata dal comitato promotore. 400 milioni di euro. Questo numero esce da un editoriale de lavoce.info [...]

via Non ne so abbastanza: 400 milioni (giocare con i numeri /2).

Lui contesta l’editoriale e la cifra che continua a circolare, anzi secondo qualcuno continua a lievitare, con una approfondita analisi dei costi. Mentre lui contesta Gian Antonio Stella, più o meno per le cose dette qua.

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Europee & rimborsi

Quindi prima approvano con urgenza e velocemente lo sbarramento al 4%, poi approvano con altrettanta solerzia e con ampia maggioranza (parere favorevole relatore e governo) l’emendamento del senatore Pd Vincenzo Vita e altri (Nerozzi, Sbarbati, Chiaromonte) che prevede che i rimborsi delle spese per la campagna elettorale saranno elargiti a tutte le forze politiche che superano il 2%, mentre il testo iniziale prevedeva più opportunamente che andassere a chi fosse riuscito ad ottenere (eleggere) almeno un rappresentante. Schizofrenia politica o premio di consolazione alle estreme, tanto a sinistra come a destra?

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Rammarico e sgretolamenti

A proposito di sgretolamenti. Non sarebbe male prendersi cura dei propri. Il Pd è dato, per il momento, al 20,51%, mentre era al 33,5% alle politiche 2008 e al 35,4% (Ds+Margherita) alle scorse regionali. Con una Idv che passa dal 2,4% (scorse regionali), al 14,72% (era al 7,0% alle politiche 2008).

E sempre a proposito di disinformazione e di messaggi che poi “passano”, spicca questa dichiarazione di Beppe Fioroni:

«l’unico rammarico è che se ci fosse stato l’accordo con l’Udc avremmo vinto».

Chiaro che i risultati sono ancora provvisori, ma dalle notizie che si hanno (sito di Repubblica 512 sezioni su 1625) la coalizione di centrosinistra è al 41,67%, l’Udc al 4,81%, mi pare che la somma faccia qualcosa come 46,48% e anche arrotondando per eccesso come usa fare Wolter (che parla di malessere), per arrivare al 50,41% (percentuale attualmente accreditata al Pdl) mancano un bel po’ di voti.

Senza contare che Fioroni non dice che fine avrebbe fatto il 14,72% di Di Pietro se si fossero alleati con l’Udc di Casini.

p.s.: Qui i risultati sono continuamente aggiornati.

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