Bye Bye D’Alia

Emendamento relatori in Commissioni alla Camera

Roma, 27 apr. (Apcom) – Sarà cancellata dal disegno di legge sicurezza la norma che prevede l’oscuramento dei siti internet accusati di apologia o istigazione a delinquere. I relatori del testo Iole Santelli e Francesco Sisto hanno presentato in commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia di Montecitorio un emendamento che sopprime la norma tanto contestata dal popolo del web e dai blogger, inserita nel corso dell’esame al Senato grazie all’approvazione di una proposta di modifica presentata dal capogruppo Udc, Gianpiero D’Alia. Secondo la norma che sparirà dal ddl “in caso di accertata apologia o incitamento, il ministro dell’Interno dispone con proprio decreto l’interruzione dell’attività indicata, ordinando ai fornitori di servizi di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine, applicando sanzioni pecuniarie per gli inadempienti”.

Dopo i tanti annunci e le tante discussioni la gara all’eliminazione è stata vinta dai relatori della maggioranza!

update: Qui i lavori alla Camera e qui il resoconto delle Commissioni Resoconto delle Commissioni riunite I (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) e II (Giustizia) che ha portato alla definitiva eliminazione con l’approvazione dell’emendamento Cassinelli (60.1), con il parere favorevole del relatore e del Governo

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Beniamino

Appello Facebook

Gianpiero D’Alia, si proprio lui: quello del celebre emendamento e del caso Facebook, questa volta non solo aderisce, ma addirittura anticipa il più cliccato appello di Facebook (in poche ore il testo ha superato le 700mila adesioni) che invita i politici a donare lo stipendio di aprile (tanto non muoiono di fame).

Non è che dopo tanto parlare (e il tanto scrivere) e dopo il “ravvedimento operoso“, rischiamo di ritrovarcelo come il beniamino dell’italico social network?

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Ridiscusso

Il Sen. D’Alia ritiene – e non ho ragione di dubitare della sua buona fede – che sia possibile tecnicamente, “se non oggi, domani o tra dieci anni”, effettuare un’attività di filtraggio chirurgico e che, in ogni caso, competerà ai Ministeri competenti elaborare un regolamento di attuazione sulle modalità di filtraggio con la conseguenza che, se tale concertazione non darà risultati – sono parole del Senatore – la disposizione di legge oggetto del suo emendamento, semplicemente, rimarrà inefficacie

A colloquio con il Senatore D’Alia. Guido Scorza ha avuto “l’occasione di scambiare due (ore di) chiacchiere con il Sen. D’Alia, balzato – ritengo suo malgrado (ndr parole di Scorza) – agli onori delle cronache nelle scorse settimane per l’ormai famoso emendamento.”

il Sen. D’Alia ci ha rassicurato su qualcosa di importante: alla Camera il testo dell’emendamento verrà ampiamente ridiscusso ed i suoi stessi colleghi di partito si faranno promotori di alcuni correttivi…

Molto rumore per nulla o forza condizionante della rete?

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Curiosità

Passiamo all’esame degli emendamenti tendenti ad inserire articoli aggiuntivi dopo l’articolo 50, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

Comunico che gli emendamenti 50.0.100/1 e 50.0.100/2 sono stati ritirati.

BERSELLI, relatore. Mi rimetto al parere del Governo.

MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l’interno. Sull’emendamento 50.0.100 del senatore D’Alia, il Governo aveva proposto al presentatore una riformulazione che mi pare sia stata accolta. Pertanto, il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Metto ai voti l’emendamento 50.0.100 (testo 3), presentato dal senatore D’Alia.

È approvato.

Queste, come tutti avranno riconosciuto, sono le votazioni, dallo stenografico del Senato, effettuate purtroppo per alzata di mano, che non lasciano ai posteri i nomi di chi lo ha votato. Sappiamo solo che è stato messo ai voti e, dopo il parere favorevole del relatore Berselli e del governo per bocca del sottosgretario Mantovano, approvato.

Come tutti possono vedere si tratta del famoso emendamento D’alia (oggi in discussione alla Camera come art.60 del C.2180) diventato il padre di tutte le battaglie di libertà. Ma se qualcuno invece di parlarne tanto solo per sentito dire, si fosse andato anche a leggere per intero lo stenografico della giornata, forse sarebbe venuto a conoscenza di qualche altra piccola curiosità. Per esempio:

1. Come tutti possono notare, anche se non sapremo mai chi lo ha votato, si può benissimo notare che nessuno, dico nessuno, compresi i senatori Vita e Vimercati, sia intervenuto in aula per dire che quello che si stava per votare era una solenne sciocchezza e cercare di spiegarlo, nella sede “alta” che la costituzione stabilisce sia il luogo deputato per farlo, piuttosto che sui giornali e sui blog ex post.

2. Se poi facciamo solo un piccolissimo passo indietro, ci sono altre piccole curiosità che possiamo soddisfare, per esempio io che sono curiosa, mi sono domandata chissà cosa prevedevano e chi aveva firmato questi emendamenti 50.0.100/1 e 50.0.100/2 che il presidente dell’assemblea, in sede di votazione, annuncia siano stati ritirati.

Andiamoli un po’ a vedere, sempre dallo stenografico, dato che come l’emendamento D’alia e in accordo allo stesso erano: EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L’ARTICOLO 50.

Eccoli qui:

Il 50.0.100/1, firmato: CASSON, ADAMO, INCOSTANTE, MARITATI, LATORRE, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, D’AMBROSIO, DELLA MONICA, GALPERTI, diceva:

All’emendamento 50.0.100, al capoverso «Art. 50-bis» al comma 1, dopo le parole: «associazioni eversive e terroristiche,» aggiungere le parole: «anche internazionali,».

Mentre il 50.0.100/2, presentato da: CASSON, ADAMO, INCOSTANTE, MARITATI, LATORRE, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, D’AMBROSIO, DELLA MONICA, GALPERTI, diceva:

All’emendamento 50.0.100, al capoverso «Art. 50-bis» al comma 3, dopo le parole: «con proprio decreto» inserire le seguenti: «sentito il Garante per la protezione dei dati personali».

Quindi sembra di capire che prevedevano: l’emendamento 50.0.100/1, al capoverso «Art. 50-bis» (famoso emendamento D’Alia) al comma 1, dopo le parole: «associazioni eversive e terroristiche,» aggiungere le parole: «anche internazionali,» e l’emendamento 50.0.100/2, al capoverso «Art. 50-bis» (famoso emendamento D’Alia) al comma 3, dopo le parole: «con proprio decreto» inserire le seguenti: «sentito il Garante per la protezione dei dati personali».

Come tutti possono leggere (se solo lo volessere), possiamo capire e non credo si tratti di presunzione, ma è lo stenografico che lo dice, che non solo nessun rappresentante dell’opposizione illuminata, colta e rivoluzionaria, in sede di discusssione o di votazione ha ritenuto opportuno intervenire, ma da quello che si legge, nero su bianco, diversi autorevoli senatori, compreso il vicepresidente del gruppo del Pd (e membro della Commissione Giustizia), era non solo a conoscenza dell’emendamento D’alia, ma riteneva opportuno emendarlo solo aggiungendo dopo le parole: «associazioni eversive e terroristiche,» le parole: «anche internazionali,» e dopo le parole: «con proprio decreto» inserire le seguenti: «sentito il Garante per la protezione dei dati personali».

Questo, senza nulla togliere alle responsabilità di chi lo ha votato e al governo che ha dato parere favorevole, solo per dire che è facile, facilissimo, creare siti dove schiaffarci dentro proposte rivoluzionarie, molto più difficile fare il proprio lavoro giorno per giorno e intervenire al momento opportuno, svolgendo bene quel ruolo di controllo che dovrebbe essere caratteristica di un’opposizione agguerrita e battagliera, che dispiega programmi e progetti alternativi, che sono necessari al nostro paese (per l’indispensabile dialettica democratica) tanto quanto avere una forte maggioranza. Che è facilissimo lanciare appelli in difesa della centralità del parlamento, più difficile essere presenti ed intervenire quando necessita e quando si dovrebbe.

Nel primo caso siamo davanti al solito effetto annuncio che tanto piace e attrae i  “molti”, nel secondo saremmo presenti, forse, al fare responsabilmente e “in modo oscuro” il proprio lavoro e il proprio dovere.

p.s.: Per i curiosi e per chi cerca di farsi direttamente un’idea potrebbe essere interessante seguire l’iter alla Camera e andarsi a leggere gli interessanti Dossier di documentazione, messi a punto dagli Uffici, in modo particolare qui: Articolo 60 (Repressione di attività di apologia o incitamento di associazioni criminose o di attività illecite compiuta a mezzo internet), dove si spiega come dovrebbe funzionare dal punto di vista della sequenza procedimentale e a quali condizioni il decreto può essere emanato.

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Legiferare

Il mio giovane e illustre concittadino, Presidente del gruppo UDC-SVP-Aut al Senato della Repubblica, Gianpiero D’Alia, qui intervistato sull’argomento da Alessandro Gilioli, è riuscito nell’intento di fare una dichiarazione contraria al decreto di questo tenore:

Il Gruppo UDC-SVP-Autonomie voterà contro il provvedimento in discussione, con l’amarezza e il rammarico di non aver potuto instaurare un confronto serio con la maggioranza, ma di aver dovuto assistere all’adozione di una serie di interventi puramente propagandistici…

e contemporaneamente aver fattivamente partecipato non solo al suo peggioramento – con l’inserimento all’interno del decreto sicurezza (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica che ora passa all’esame della Camera) di un emendamento poi approvato (non da lui), dopo il parere favorevole del governo, vincolato ad una richiesta di riformulazione, espresso dal Sottosegretario Mantovano (sigh!) – ma evidentemente di aver pensato a qualcosa che neanche il governo in carica e i membri della sua maggioranza, almeno fino a quel momento, avevano elaborato.

Il che è tutto dire. A proposito di: Abolizione per legge di inondazioni e ignoranza tecnologica.

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