Minacce per la sicurezza nazionale
In teoria, con un attacco informatico si possono scatenare danni enormi per uno Stato. Le minacce alla sicurezza nazionale del cybercrime, dunque, devono trovare un’adeguata risposta in termini di prevenzione e di velocità di reazione. Ma in Italia, che pure ha fatto sforzi straordinari e può vantare alcuni livelli di eccellenza internazionale, manca un centro di coordinamento. Così la pluralità di soggetti che si impegnano contro i crimini informatici può rappresentare «un limite per la sicurezza della Nazione».
È il Copasir (comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) a lanciare l’allarme in un documento di circa 70 pagine - «Possibili implicazioni e minacce per la sicurezza nazionale derivanti dall’utilizzo dello spazio cibernetico» – approvato il 7 luglio, relatore Francesco Rutelli, predecessore di Massimo D’Alema alla guida del comitato. Un testo frutto di una lunga indagine che porta a conclusioni molto chiare: ci sono, certo, «risorse e strumenti idonei» per il contrasto al cybercrime svolto finora dallo Stato, in particolare, con gli apparati di intelligence e, soprattutto, dal ministero dell’Interno attraverso il servizio di Polizia Postale e delle telecomunicazioni. Ma sono attività servite soprattutto «a colmare singoli vuoti organizzativi» mentre serve «una pianificazione strategica di contrasto alla minaccia cibernetica» che il Copasir ritiene «assente» così come è limitata, dice il documento, la «dimensione della prevenzione della minaccia». Per fare un caso concreto, basta leggere che «i processi ad alta criticità nel sistema finanziario italiano, se intaccati o manipolati», dice la relazione, possono arrivare fino a «colpire l’operatività dell’intera piazza finanziaria nazionale». Con questo quadro, il Copasir raccomanda perciò al Governo «di dotarsi di un impianto strategico organizzativo che assicuri una leadership adeguata e predisponga chiare linee politiche per il contrasto alla minaccia e il coordinamento tra gli attori interessati».
via Gli 007 italiani lanciano l’allarme per i crimini online. La relazione – Il Sole 24 ORE.
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