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Ma non è una marcia indietro

Musotto ritira la firma dal ’salva coste’. Il famoso riordino complessivo con deroga. Quello proposto da chi dichiara di avere una casa abusiva da sanare. Quello a favore della legalità. E afferma: “Ma non è una marcia indietro”.

Ddl che nonostante le contrarietà poi comunicate alla stampa dal Pd, era stato firmato tra l’altro, proprio dal vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio, il democratico Ammatuna. E come mai a Fini, che a Palermo incontra gli industriali e parla di turismo, governo nazionale e ministri che dovrebbero dimettersi, la cosa non interessa?

Ma è ovvio lui è lì in veste istituzionale, mica può intervenire sul comportamento dei suoi uomini e di un governo “regolarmente” eletto!

Riordino complessivo con deroga

In Sicilia si chiama riordino complessivo e procedura di regolarizzazione degli immobili (con deroga), mica sanatoria. Si vero, si prevede di regolamentare gli immobili realizzati in assenza o in difformità della concessione edilizia, ma si tratta di una “regolamentazione e di un riordino complessivo”, ripetiamo, tranquilli. Nessuna sanatoria, ma scherziamo? Qui in Sicilia si sta procedendo in direzione del ripristino della legalità e dello sviluppo. La difesa del territorio poi è da sempre la battaglia qualificante e prioritaria di questo governo.

E’ una legge – ha detto Ruggirello – che provvede a un riordino complessivo delle fasce costiere siciliane, sia dal punto urbanistico che ambientale, laddove si andrebbe a regolamentare la presenza di edifici che risultano abusivi e consentirebbe la valorizzazione delle aree in stato di abbandono. Non si tratta – ha aggiunto il deputato Mpa – di una sanatoria perché oggi sarebbe impossibile attuarla, né tantomeno si può sperare di mantenere tutti i fabbricati abusivi. Si compirà un monitoraggio e si procederà con un riordino delle strutture esistenti”.

Non si tratta di sanatoria, dice Ruggirello. Ma ci somiglia molto. L’articolo 4 del ddl, infatti prevede “in deroga all’articolo 23, comma 10, della legge regionale 10 agosto 1985, n. 37, che gli edifici realizzati nelle suddette fasce in epoca successiva al 31 dicembre 1976, senza concessione edilizia o in difformità da questa, possano essere conservati ed ammessi a sanatoria”. Eccola, la parolina che Ruggirello rifiuta. E quel riferimento normativo “aggirato” dal ddl, regola proprio i vincoli nella sanatoria di opere costruite in zone sottoposte a vincolo paesaggistico. Per la verità, il riferimento a quella legge dell’85 rimanda a sua volta a un’altra legge del 1976. Questa, insomma, verrebbe “derogata”. E, per capirci, è la norma che prevede, ad esempio, l’impossibilità di costruire a meno di 150 metri dalla battigia. Limite “derogato”, quindi, se non piace la parola sanatoria che eppure è presente del ddl.

Il ddl di Ruggirello e Musotto, poi, prevede, all’articolo 2, la costituzione dell’Agenzia regionale per la tutela e la valorizzazione delle coste in Sicilia che avrà il compito di coordinare le iniziative regionali in materia di gestione integrata delle zone costiere, oltre che della promozione e diffusione delle tematiche relative alla tutela ambientale. L’Agenzia sarà composta da un comitato scientifico, un direttore esecutivo e un collegio dei revisori dei conti nominati con decreto del presidente della Regione.

L’articolo 4, poi, riguarda le “procedure di regolarizzazione degli immobili”, ammesse per “fabbricati rurali o ex rurali realizzati in assenza o in difformità della concessione edilizia”.

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Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, commentando il ddl sui piani di recupero delle fasce costiere ha dichiarato:

“Considero grave che, di fronte al disastro sociale e alla grande difficoltà per l’economia della regione, durante il quale ci si dovrebbe impegnare a studiare e mettere in campo provvedimenti per la crescita del sistema produttivo, si impiega invece tempo prezioso per sanare abusi, spacciandoli sotto la veste di un cosiddetto riordino del territorio”.

“Non ci si rende conto – aggiunge – che questo provvedimento, se venisse approvato, provocherebbe un danno di immagine nazionale e internazionale per la Sicilia, che verrebbe letta secondo il solito cliché di una terra senza speranza, non in grado di cogliere il valore ambientale, oltre che economico, delle proprie risorse naturali”. “Il contenuto del ddl - conclude – è uno strappo fortissimo alla legalità, concepito da novelli ‘Cetto Laqualunque’, che incoraggiano, secondo vecchie logiche distorte, l’abusivismo più sfrenato”

Il gruppo parlamentare del Pd all’Ars comunica intanto di essere “contrario al Ddl che prevede una sanatoria per le costruzioni abusive sulle coste siciliane”. Forse potrebbe comunicarlo agli alleati, piuttosto che alla stampa.

Granata, Briguglio e il Fli siciliano pare che ancora non abbiano avuto la notizia, sono troppo impegnati altrove.

update: Come volevasi dimostrare. Musotto e Ruggirello: “Serve a mettere ordine e fare chiarezza, è a favore della legalità”.

Macché condono

Ha cercato di spiegarlo, riuscendo con difficoltà ad avere la parola da Floris – sembrava non interessare nessuno – anche Enrico Morando a Ballarò: “Così com’è – e se non verrà cambiato in Parlamento – non è assolutamente un condono, tutt’altro”.

Fra le accuse più frequenti, in questo carosello di ipotesi non verificate e di manovre che vanno e vengono dal Quirinale seguendo un percorso piuttosto irrituale senza che nessuna delle vestali della Costituzione abbia nulla da dire, fra le accuse più terribili e frequenti, si diceva, sta quella del condono edilizio. Formulata da minoranze di ogni segno, è l’ultimo schiaffo di una opposizione che non sa più che cosa dire a una maggioranza che già di suo fatica a tirar dritto. Ma in questo caso si può dire che, invece, nei progetti della maggioranza e del governo sta proprio l’opposto. E in effetti Assoedilizia, rilevato che regna molta confusione di idee ed incertezza circa la portata delle norme previste dalla manovra economico-finanziaria contenuta nel Decreto legge varato dal Governo, in merito alla cosiddetta “sanatoria catastale“, ha ritenuto di diffondere una nota esplicativa. È ingiusto e sbagliato ritenere che la sanatoria catastale contenga implicitamente una sorta di condono edilizio. Non è così, e non sarà così anche a decreto approvato, a meno che qualcuno, magari forte di una maggioranza trasversale, non riesca a fare il colpo con un emendamento in aula o in commissione, puntando ad una facile popolarità. Anzi, è il contrario.

via Il Legno storto, quotidiano online – Politica, Attualità, Cultura – Macché condono edilizio!.

Sanatoria catastale senza condono edilizio nel Decreto Legge sulla Manovra economico-finanziaria. Assoedilizia: Attenzione all’applicazione.