Ostinata arroganza
E non sono io ad “infierire”, ma Antonio Polito sul Riformista:
Nella debacle in Sardegna, in effetti, non c’è molto di locale, se non proprio l’ostinata arroganza di Renato Soru, convinto di poter trionfare berlusconianamente sulle ceneri dei partiti, fino al punto di imporre le elezioni anticipate contro il suo stesso partito.
Per tutti quelli, tanti nella blogosfera italiana, dove spesso come dice lui: “c’è solo una pesante cappa di provincialismo e una irresistibile tentazione alla consorteria”, che hanno parlato di mossa azzeccata e scelta sacrosanta che avrebbe permesso all’ex governatore di rivincere. E fino ad ieri se ne vanagloriavano.
Ma il voto sardo è stato un voto politico perché la coalizione di centrosinistra è rimasta staccata di 18 (diciotto) punti percentuali dal centrodestra, perché il Pd è sceso di dieci punti rispetto alle politiche, perché l’opposizione ha dimostrato di perdere, indipendentemente dalla qualità del governo locale, sia dove se ne è vergognato (l’Abruzzo), sia dove se ne è vanagloriato (la Sardegna).
[...] L’elettorato che lascia il Pd verso l’astensione, verso Di Pietro, verso Casini, è il sintomo di chi non spera più in un cambio, non considera l’opposizione «electable», e dunque non si raccoglie più nel voto utile, rassegnandosi quasi a un lungo regno berlusconiano. Che sia per acquiescenza, stanchezza o sfiducia, l’Italia anti-berlusconiana si è ristretta. Il Pd deve dunque sapere che se nuoterà in quell’acqua soffocherà, e prima o poi morirà.

