Non abbiamo cavato un ragno dal buco

Disfatta lombarda. Il Pd perde le sue roccaforti

Ogni tiro un gol. Il centrosinistra della Lombardia ricorderà quella di ieri come una delle giornate più nefaste della sua storia. [...] Cede Pavia, Bergamo, Cremona, Lodi e Lecco (mai state in mano a leghista o berlusconiani). [...] Impressionante è anche il divario accusato dal Pd in province tradizionalmente rosse come Lodi (38% a 54%) o Cremona (36% a 51%). [...] Come motivare un simile crollo?

Valga per tutti lo sconsolato commento di Paolo Rossi, giovane senatore del Pd eletto in Lombardia.

In campagna elettorale abbiamo puntato sul fallimento del governo Berlusconi a Malpensa; non abbiamo cavato un ragno dal buco, in compenso ci siamo sentiti rinfacciare il disastro del centrosinistra sui rifiuti di Napoli. In Lombardia.

Il neo presidente di Piacenza. Che impresa trionfare a casa di Bersani.

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Elezioni percepite

Per quelli che si sono tanto divertiti in questi giorni – dopo essersi tanto divertiti con la “più sconcertante campagna elettorale, senza precedenti che possano essere ricordati e il suo ricordo può andare, ahimé! molto indietro nel tempo”, come diceva qui Biagio Di Giovanni – con le elezioni “percepite” e i risultati virtuali, ancora qualche numero e qualche precedente certezza “percepita” dalla grande stampa italiana.

È praticamente certo che la sinistra manterrà quasi tutte le sue posizioni nei comuni e nelle province di Emilia, Toscana, Umbria e Marche.

C’erano in palio 62 provincie e 30 comuni  capoluogo (qui tutti i comuni anche quelli al di sotto dei 15 mila abitanti), 23 dei quali amministrati dal centrosinistra, più altri 194 comuni superiori ai 15 mila abitanti, 142 del centrosinistra, 37 del centrodestra 4 leghisti e 11 retti da liste civiche.

Il Pdl vince al primo turno in 27 amministrazioni provinciali, strappandone 17 al centrosinistra e conservando le 7 che aveva precedentemente. Il Pd vince in 14 e 22 sono le amministrazioni provinciali che andranno al ballottaggio del 21 giugno. La sinistra svanita nel profondo nord. Netto successo del centrodestra anche alle comunali: 6 le nuove amministrazioni guadagnate, quasi tutte al Nord, mentre in 7 comuni sparsi dal Nord al Sud si andrà al ballottaggio.

Qui i Presidenti di provincia eletti al primo turno, e qui i Sindaci.

A proposito di crepe. E qui sempre a proposito di quelli che parlavano ex cathedra, senza mai essere sfiorati da dubbio alcuno, di politica delle illusioni e di “risoluzione” dei problemi sulla carta, o davanti alle telecamere, lasciandoli inalterati nella sostanza. Non è che oggi riescono anche a farsi sorgere qualche dubbio e domandarsi se per caso non erano solo loro a viverle queste “percezioni” grazie a qualcosa che non si avvicina neanche lontanamente alla realtà vissuta?

Il Pd e lo smottamento nelle zone rosse. Chiamparino e il terremoto nel Pd: “Nel centrosinistra prevale il populismo“.

Il voto locale offre la vera dimensione dei rapporti di forza. Quello che il pd non vuole vedere.

La svolta delle città:

A lungo andare, non fa bene alla democrazia la presenza di una opposizione democratica debolissima, in crisi di idee e di identità e che, troppo spesso, non sa trovare toni e argomenti che la rendano una plausibile alternativa di governo.

Qui gli eletti del Pdl alle Europee e tutte le preferenze, a proposito di chi dichiara: «Non c’è niente da fare, i candidati di An sono decisamente più forti di quelli di Forza Italia» e di chi parla oggi del grande “unico” impegno della classe dirigente che proviene da An. Si rileggano con molta attenzione anche le preferenze di Antonino Strano detto Nino unico candidato di area nelle isole. E sulla riscoperta post-elettorale della primogenitura aennina sulle battaglie leghiste (immigrazione e sicurezza) provino almeno a comunicare con il Presidente della Camera. Si manifestano evidenti problemi di comunicazione e di confusione tra teste pensanti e turbamenti.

Qui tutti gli eletti del Pd e qui tutti i 72 eurodeputati italiani.

Come si diceva una volta e condividendo la Presidente Finocchiaro, che ieri sera lo riferiva ai soli ballottaggi – rispondendo a Bondi che parlava di numeri -  ipotizzando chissà quali sorprese future: è chi avrà più filo da tessere che tesserà, ritenendolo altrettanto azzeccato e opportuno per i risultati odierni: è chi ha avuto più filo che evidentemente ha meglio tessuto.

Tra l’altro anche tra 15 giorni non saranno le elezioni virtuali, i politologi de’ noantri e gli astensionisti di oggi a fin di bene futuro, che decideranno. Per fortuna.

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A Monterone più candidati che elettori

LECCO – Più candidati che elettori. Succede a Monterone, il paesino sulle montagne del lecchese, che in base all’ultimo censimento risulta il meno popoloso d’Italia. Alle comunali del 6 e 7 giugno si sono presentate tre liste, per un totale di 34 persone eleggibili, aspiranti sindaci compresi. Gli aventi diritto al voto sono invece appena 32. (Agr)

via Lecco: comunali, a Monterone più candidati che elettori – Corriere della Sera.

A me sembra una balla o un errore, a mia memoria per candidarti devi essere eleggibile, risiedere nel comune ed avere diritto al voto.

update: Infatti qua si parla di Monterone e dei suoi 36 abitanti.

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Provinciali in Sicilia: percentuali bulgare per il centrodestra

E’ una vera e propria valanga per il centrodestra quella che sta uscendo fuori dalle provinciali siciliane.

Il Pdl ha conquistato tutte le 8 province dove si votava: Catania, Siracusa, Palermo, Enna, Trapani, Caltanissetta, Messina, Agrigento, espugnando Enna, Siracusa e Caltanissetta. I candidati del centrodestra sono tutti tra il 60% e l’80%. Tranne a Enna dove Giuseppe Monaco è “solo” al 57,64%. A Palermo e Catania il Pdl supera l’80%.

Pd e coalizione di centrosinistra ai minimi storici. Chissà se adesso dalle parti del governo ombra inizierà una qualche riflessione sulla loro rappresentanza politica sul territorio e sulla capacità di presentare un progetto politico credibile.

E vedremo se finalmente qualcuno deciderà di innescare un qualche circuito di “autocritica” attraverso un’assunzione di responsabilità politica.

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Sicilia

In Sicilia in questo 2008 le elezioni sembrano non finire mai. Da ieri a oggi alle 15.00, si sta consumando l’ultimo atto di una infinita campagna elettorale, iniziata a gennaio dopo le dimissioni di Cuffaro e lo scioglimento delle Camere e che ha costretto i siciliani a questo lunghissimo tour de force elettorale.

Urne aperte dalle 8.00 di ieri fino alle 15.00 di oggi per le amministrative in Sicilia dove oltre 4.400.000 elettori sono chiamati a rinnovare i sindaci e i consigli in 147 Comuni, tra i quali Catania, Messina e Siracusa, e i presidenti di 8 Province, tutte tranne Ragusa. Gli eventuali ballottaggi si terranno il 29 e 30 giugno prossimi. Sono 3.148 i candidati alle provinciali e circa 15.000 alle comunali. Gli elettori sono esattamente 4.417.672, ripartiti in 5.105 sezioni.

La maggiore attenzione si concentra ovviamente sul voto per il sindaco nei 3 capoluoghi. A Catania 7 i candidati in corsa, anche se la partita si restringerà probabilmente a 3: Raffaele Stancanelli, di Alleanza nazionale, sostenuto da Pdl, Udc e Mpa, Nello Musumeci della Destra di Storace e Giovanni Burtone, deputato del Pd.

A Siracusa sfida tra Roberto Visentin, candidato da Pdl, Udc ed Mpa e Roberto De Benedictis, deputato regionale del Pd. Per la Provincia di Palermo sfida tra Franco Piro, ex parlamentare regionale e nazionale del Pd, appoggiato da tutto il centrosinistra unito, e l’Udc Giovanni Avanti, con il sostegno del Pdl. A Siracusa competono l’ex sottosegretario di An Nicola Bono per il centrodestra e Giuseppe Zappulla, per il centrosinistra. 5 i candidati ad Agrigento, dove un Pd spaccato ha ufficialmente puntato su Giandomenico Vivacqua, mentre il centrodestra è compatto su Eugenio D’Orsi. 5 anche a Enna, dove i principali contendenti sono Antonino Muratore per Pd, Idv e Ps e Giuseppe Monaco per il centrodestra. 4 a Catania, dove protagonisti della sfida sono Giuseppe Castiglione, europarlamentare del Pdl e il sindacalista Salvatore Leotta per il centrosinistra. 4 a Caltanissetta, con in prima fila Pino Federico del centrodestra e l’ex sindaco Salvatore Messana del centrosinistra. Pure in 4 a Messina, con in prima fila l’ex viceministro Nanni Ricevuto del centrodestra e Siracusano del centrosinistra. Anche a Trapani 4 candidati, tra i quali emergono il deputato regionale del Pd Camillo Oddo, che ha con sè Idv e due liste civiche, e l’ex parlamentare regionale dell’Udc Mimmo Turano, appoggiato dal centrodestra. Il voto è stato sospeso in extremis a Siculiana (Agrigento), dopo che venerdì il Consiglio dei ministri ha decretato lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.

Seggi aperti invece in altri 7 Comuni precedentemente sciolti per mafia: Castellammare del Golfo, Vicari, Torretta e Roccamena, Burgio, Riesi e Terme Vigliatore. Alle urne anche Mineo, dove qualcuno aveva chiesto il rinvio del voto dopo la strage del lavoro con 6 vittime nel depuratore comunale. Un caso particolare a Favignana dove dopo una pronuncia del Tar c’è un solo candidato, Lucio Antinoro, ma perché sia eletto l’affluenza dovrà essere almeno del 50%.

A Messina 6 candidati, ma il vero duello è tra Pdl, con Udc e Mpa e Pd, insieme a Idv e Verdi. A Messina, la città degli infiniti commissariamenti negli ultimi 5 anni si cerca disperatamente di ritornare alla normalità amministrativa. Il vero scontro è tra il neodeputato regionale Giuseppe Buzzanca, già eletto sindaco nel 2003 e dopo pochi mesi decaduto a causa di una condanna e l’uomo dal conflitto d’interessi a sinistra, che per la sinistra ovviamente non esiste, e che Gianantonio Stella definisce con levità “conflittino“, cioè il sindaco uscente, anche lui mandato a casa per un pronunciamento del Cga, quel Francantonio Genovese, anche lui oggi deputato (nazionale) e segretario regionale del Pd. Figlio di Luigi, 6 volte senatore Dc e nipote di Nino Gullotti, 8 volte ministro. Nonché cognato del deputato regionale Franco Rinaldi. Genovese è socio nei traghettamenti privati sullo Stretto controllati dalla famiglia Franza e nel passato tra i protagonisti di quattro lunghe pagine di un’inchiesta giornalistica firmata “L’Espresso”: Padroni e predoni. Detto “Franzantonio” proprio perché socio dei Franza nella principale società di traghetti privati, quella Caronte & Tourist, proprio la stessa società dove in passato l’ex Ministro dei Trasporti Bianchi era stato consulente.

Chiusi i seggi, le operazioni di scrutinio inizieranno immediatamente con le provinciali e a seguire con le comunali. Alle 22.00 di ieri bassa percentuale, aveva votato solo il 38% degli elettori contro il 48,3% delle elezioni precedenti.

In Sicilia si prepara un’altra lunga notte per i tanti pretendenti in attesa dei numeri che “contano”.

“I siciliani non vorranno mai migliorare, perchè si considerano già perfetti. In loro la vanità è più forte della miseria”.

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