Schiaffi e scelte

Le quattro province al voto tutte al centrodestra, Provinciali, finisce 4-0 per il centrodestra: strappate L’Aquila e Viterbo. Mentre La Stampa online titola: A Venezia schiaffo a Brunetta. Anche a Lecco sconfitto il viceministro Castelli.

Troppo poco raffinato e da non scienziati della politica dire o pensare che i cittadini votano e scelgono il candidato che più ritengono adatto a svolgere quel ruolo facendo una scelta assolutamente libera?

Tag:, ,

Informazioni: come si vota

Dal sito del Ministero degli Interni le elezioni del 28 e 29 marzo 2010: Le informazioni sull’appuntamento elettorale.

Sono 13 le regioni tutte a statuto ordinario nelle quali si vota domenica 28 marzo e lunedì 29 marzo: Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria.

La Direzione centrale dei servizi elettorali del ministero dell’Interno cura l’acquisizione e la pubblicazione dei dati relativi al voto soltanto di 9 regioni. La diffusione dei dati elettorali di quattro regioni – Toscana, Marche, Puglia e Calabria – viene effettuata, infatti, in maniera autonoma dalle regioni stesse sulla base delle leggi rispettive. Umbria e Campania, pur avendo una propria normativa, rientrano, a seguito di appositi accordi, tra le nove regioni per le quali il ministero dell’Interno garantisce la rilevazione e la diffusione dei dati.

Domenica 28 marzo, dalle ore 8.00 alle ore 22.00, e lunedì 29 marzo, dalle ore 7 alle ore 15, nelle regioni a statuto ordinario si svolgeranno le elezioni del Presidente e del Consiglio regionale di 13 Regioni, del Presidente e del Consiglio provinciale di 4 province (Imperia, Viterbo, L’Aquila e Caserta), del sindaco e del consiglio comunale di 460 comuni (di cui 9 capoluoghi di provincia: Mantova, Lecco, Lodi, Venezia, Macerata, Chieti, Andria, Matera e Vibo Valentia) nonché dei consigli circoscrizionali. Nella medesima data si svolgerà il solo turno di ballottaggio nei comuni di Spadola (Vibo Valentia) e San Benedetto dei Marsi (L’Aquila).

Le operazioni di scrutinio per le elezioni regionali avranno inizio lunedì 29 marzo, subito dopo la chiusura della votazione e l’accertamento del numero dei votanti per tutte le consultazioni che hanno avuto luogo; per le elezioni provinciali e comunali, lo scrutinio avrà, invece, inizio alle ore 8 di martedì 30 marzo con precedenza alle elezioni provinciali, salvo che nelle regioni Molise e Abruzzo, non interessate alle elezioni regionali, dove le operazioni di scrutinio per le elezioni amministrative avranno inizio lunedì 29 marzo, al termine delle operazioni di voto e di riscontro del numero dei votanti. In caso di effettuazione del turno di ballottaggio per l’elezione dei presidenti di provincia e dei sindaci, si voterà domenica 11 aprile, sempre dalle ore 8.00 alle ore 22.00, e lunedì 12 aprile, dalle ore 7.00 alle ore 15.00 mentre le operazioni di scrutinio avranno inizio nella stessa giornata di lunedì, al termine delle votazioni e dell’accertamento del numero dei votanti.

Come si vota

ELEZIONI REGIONALI (SCHEDA VERDE)

L’elettore può:

  • votare per una delle liste provinciali, tracciando un segno nel relativo rettangolo. Il voto così espresso s’intende attribuito anche a favore della lista regionale collegata;
  • esprimere un voto disgiunto, cioè tracciare un segno nel rettangolo recante una delle liste provinciali ed un altro segno sul simbolo di una lista regionale, non collegata alla lista provinciale prescelta, o sul nome del suo capolista. In tal caso il voto è validamente espresso per la lista provinciale e per la lista regionale prescelte anche se non collegate fra di loro;
  • esprimere un unico voto per una delle liste regionali e per il suo capolista tracciando un segno sul simbolo di una lista regionale o sul nome del capolista, senza segnare nel contempo, alcun contrassegno di lista provinciale. In tal caso s’intende validamente votata la lista regionale ed il suo capolista, mentre è esclusa ogni attribuzione di voto alla lista o alle liste provinciali collegate.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
In ogni caso, l’elettore può esprimere un solo voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere compreso nella lista provinciale prescelta, scrivendone nell’apposita riga tracciata sulla destra del contrassegno il nominativo (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e nome e, ove occorra, data e luogo di nascita).

Le modalità di espressione del voto di cui sopra si applicano alle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Lazio e Basilicata. Per quanto riguarda, invece, le Regioni Toscana (qui come si vota), Marche (qui), Campania (qui), Puglia (qui) e Calabria (qui) le modalità di voto sono disciplinate dalle rispettive leggi regionali.

La Toscana (governata da sempre da una maggioranza di centrosinistra) è l’unica regione italiana dove sono state abolite le preferenze, anticipando persino la legge nazionale (porcellum toscano?), anzi la legge è stata poi rimodificata lasciando inalterata l’impossibilità di dare preferenze, come si può ben leggere qui, La Toscana sceglie, La Toscana vota: “non si esprimono preferenze nominative per i candidati al consiglio regionale. I seggi saranno assegnati ai candidati seguendo l’ordine di presentazione indicato sui manifesti e sulla stessa scheda“. La legge elettorale toscana, inoltre, non prevede più listini ma un complicato meccanismo di candidati regionali e provinciali, alza al 45% la soglia di voti necessari per ottenere il 60% dei seggi, introduce una soglia di garanzia delle minoranze che non possono scendere sotto il 35% anche se ricevano meno voti, introduce un sistema di sbarramento variabile a seconda del collegamento in coalizione (come spiega il Pd). Nelle Marche la legge elettorale, che sarà applicata per la prima volta alle regionali del 28-29 marzo, non prevede invece il voto disgiunto. La Calabria ha abolito il listino regionale. Anche la Puglia ha abrogato il listino regionale bloccato, sostituendolo però con un premio di maggioranza da calcolarsi solo fra le liste vincitrici e all’interno del collegio unico regionale. La normativa pugliese ha anche disposto l’introduzione di una soglia di sbarramento al 4%. Qui ulteriori approfondimenti.

Il Corpo elettorale

Il corpo elettorale è calcolato in base ai dati disponibili riferiti alla revisione straordinaria al 15° giorno antecedente le elezioni.

  • Le elezioni in 13 regioni interesseranno un corpo elettorale di 40.830.521 elettori, di cui 19.666.192 maschi e 21.164.329 femmine.
  • Le sezioni elettorali complessive saranno 49.862.
  • Le elezioni in 4 province interesseranno un corpo elettorale di 1.469.693 unità, di cui 712.125 maschi e 757.568 femmine.
  • Le sezioni elettorali complessive saranno 1.893.
  • Le elezioni in 460 comuni interesseranno 3.680.585 elettori, di cui 1.778.714 maschi e 1.901.871 femmine.
  • Le sezioni elettorali complessive saranno 4.434.

Considerando una volta sola gli enti interessati contemporaneamente a più tipi di consultazioni, il numero complessivo di elettori sarà di 41.229.655, di cui 19.860.615 maschi e 21.369.040 donne, e il numero complessivo di sezioni di sezioni sarà di 50.421.

via  Ministero Dell’Interno – Notizie.

Le schede elettorali sono di colore verde per le regionali, giallo per le provinciali e azzurro per le comunali. Qui i fac-simili di tutte le schede elettorali.

update: Qui lo Speciale Elezioni Regionali e Amministrative 2010 dell’Ansa. Dati, sfide e approfondimenti con bene in vista le percentuali di votanti dal 2005 ad oggi.

Tag:, ,

Non abbiamo cavato un ragno dal buco

Disfatta lombarda. Il Pd perde le sue roccaforti

Ogni tiro un gol. Il centrosinistra della Lombardia ricorderà quella di ieri come una delle giornate più nefaste della sua storia. [...] Cede Pavia, Bergamo, Cremona, Lodi e Lecco (mai state in mano a leghista o berlusconiani). [...] Impressionante è anche il divario accusato dal Pd in province tradizionalmente rosse come Lodi (38% a 54%) o Cremona (36% a 51%). [...] Come motivare un simile crollo?

Valga per tutti lo sconsolato commento di Paolo Rossi, giovane senatore del Pd eletto in Lombardia.

In campagna elettorale abbiamo puntato sul fallimento del governo Berlusconi a Malpensa; non abbiamo cavato un ragno dal buco, in compenso ci siamo sentiti rinfacciare il disastro del centrosinistra sui rifiuti di Napoli. In Lombardia.

Il neo presidente di Piacenza. Che impresa trionfare a casa di Bersani.

Tag:, ,

Elezioni percepite

Per quelli che si sono tanto divertiti in questi giorni – dopo essersi tanto divertiti con la “più sconcertante campagna elettorale, senza precedenti che possano essere ricordati e il suo ricordo può andare, ahimé! molto indietro nel tempo”, come diceva qui Biagio Di Giovanni – con le elezioni “percepite” e i risultati virtuali, ancora qualche numero e qualche precedente certezza “percepita” dalla grande stampa italiana.

È praticamente certo che la sinistra manterrà quasi tutte le sue posizioni nei comuni e nelle province di Emilia, Toscana, Umbria e Marche.

C’erano in palio 62 provincie e 30 comuni  capoluogo (qui tutti i comuni anche quelli al di sotto dei 15 mila abitanti), 23 dei quali amministrati dal centrosinistra, più altri 194 comuni superiori ai 15 mila abitanti, 142 del centrosinistra, 37 del centrodestra 4 leghisti e 11 retti da liste civiche.

Il Pdl vince al primo turno in 27 amministrazioni provinciali, strappandone 17 al centrosinistra e conservando le 7 che aveva precedentemente. Il Pd vince in 14 e 22 sono le amministrazioni provinciali che andranno al ballottaggio del 21 giugno. La sinistra svanita nel profondo nord. Netto successo del centrodestra anche alle comunali: 6 le nuove amministrazioni guadagnate, quasi tutte al Nord, mentre in 7 comuni sparsi dal Nord al Sud si andrà al ballottaggio.

Qui i Presidenti di provincia eletti al primo turno, e qui i Sindaci.

A proposito di crepe. E qui sempre a proposito di quelli che parlavano ex cathedra, senza mai essere sfiorati da dubbio alcuno, di politica delle illusioni e di “risoluzione” dei problemi sulla carta, o davanti alle telecamere, lasciandoli inalterati nella sostanza. Non è che oggi riescono anche a farsi sorgere qualche dubbio e domandarsi se per caso non erano solo loro a viverle queste “percezioni” grazie a qualcosa che non si avvicina neanche lontanamente alla realtà vissuta?

Il Pd e lo smottamento nelle zone rosse. Chiamparino e il terremoto nel Pd: “Nel centrosinistra prevale il populismo“.

Il voto locale offre la vera dimensione dei rapporti di forza. Quello che il pd non vuole vedere.

La svolta delle città:

A lungo andare, non fa bene alla democrazia la presenza di una opposizione democratica debolissima, in crisi di idee e di identità e che, troppo spesso, non sa trovare toni e argomenti che la rendano una plausibile alternativa di governo.

Qui gli eletti del Pdl alle Europee e tutte le preferenze, a proposito di chi dichiara: «Non c’è niente da fare, i candidati di An sono decisamente più forti di quelli di Forza Italia» e di chi parla oggi del grande “unico” impegno della classe dirigente che proviene da An. Si rileggano con molta attenzione anche le preferenze di Antonino Strano detto Nino unico candidato di area nelle isole. E sulla riscoperta post-elettorale della primogenitura aennina sulle battaglie leghiste (immigrazione e sicurezza) provino almeno a comunicare con il Presidente della Camera. Si manifestano evidenti problemi di comunicazione e di confusione tra teste pensanti e turbamenti.

Qui tutti gli eletti del Pd e qui tutti i 72 eurodeputati italiani.

Come si diceva una volta e condividendo la Presidente Finocchiaro, che ieri sera lo riferiva ai soli ballottaggi – rispondendo a Bondi che parlava di numeri -  ipotizzando chissà quali sorprese future: è chi avrà più filo da tessere che tesserà, ritenendolo altrettanto azzeccato e opportuno per i risultati odierni: è chi ha avuto più filo che evidentemente ha meglio tessuto.

Tra l’altro anche tra 15 giorni non saranno le elezioni virtuali, i politologi de’ noantri e gli astensionisti di oggi a fin di bene futuro, che decideranno. Per fortuna.

Tag:, ,

A Monterone più candidati che elettori

LECCO – Più candidati che elettori. Succede a Monterone, il paesino sulle montagne del lecchese, che in base all’ultimo censimento risulta il meno popoloso d’Italia. Alle comunali del 6 e 7 giugno si sono presentate tre liste, per un totale di 34 persone eleggibili, aspiranti sindaci compresi. Gli aventi diritto al voto sono invece appena 32. (Agr)

via Lecco: comunali, a Monterone più candidati che elettori – Corriere della Sera.

A me sembra una balla o un errore, a mia memoria per candidarti devi essere eleggibile, risiedere nel comune ed avere diritto al voto.

update: Infatti qua si parla di Monterone e dei suoi 36 abitanti.

Tag:, ,

Provinciali in Sicilia: percentuali bulgare per il centrodestra

E’ una vera e propria valanga per il centrodestra quella che sta uscendo fuori dalle provinciali siciliane.

Il Pdl ha conquistato tutte le 8 province dove si votava: Catania, Siracusa, Palermo, Enna, Trapani, Caltanissetta, Messina, Agrigento, espugnando Enna, Siracusa e Caltanissetta. I candidati del centrodestra sono tutti tra il 60% e l’80%. Tranne a Enna dove Giuseppe Monaco è “solo” al 57,64%. A Palermo e Catania il Pdl supera l’80%.

Pd e coalizione di centrosinistra ai minimi storici. Chissà se adesso dalle parti del governo ombra inizierà una qualche riflessione sulla loro rappresentanza politica sul territorio e sulla capacità di presentare un progetto politico credibile.

E vedremo se finalmente qualcuno deciderà di innescare un qualche circuito di “autocritica” attraverso un’assunzione di responsabilità politica.

Tag:, ,

Sicilia

In Sicilia in questo 2008 le elezioni sembrano non finire mai. Da ieri a oggi alle 15.00, si sta consumando l’ultimo atto di una infinita campagna elettorale, iniziata a gennaio dopo le dimissioni di Cuffaro e lo scioglimento delle Camere e che ha costretto i siciliani a questo lunghissimo tour de force elettorale.

Urne aperte dalle 8.00 di ieri fino alle 15.00 di oggi per le amministrative in Sicilia dove oltre 4.400.000 elettori sono chiamati a rinnovare i sindaci e i consigli in 147 Comuni, tra i quali Catania, Messina e Siracusa, e i presidenti di 8 Province, tutte tranne Ragusa. Gli eventuali ballottaggi si terranno il 29 e 30 giugno prossimi. Sono 3.148 i candidati alle provinciali e circa 15.000 alle comunali. Gli elettori sono esattamente 4.417.672, ripartiti in 5.105 sezioni.

La maggiore attenzione si concentra ovviamente sul voto per il sindaco nei 3 capoluoghi. A Catania 7 i candidati in corsa, anche se la partita si restringerà probabilmente a 3: Raffaele Stancanelli, di Alleanza nazionale, sostenuto da Pdl, Udc e Mpa, Nello Musumeci della Destra di Storace e Giovanni Burtone, deputato del Pd.

A Siracusa sfida tra Roberto Visentin, candidato da Pdl, Udc ed Mpa e Roberto De Benedictis, deputato regionale del Pd. Per la Provincia di Palermo sfida tra Franco Piro, ex parlamentare regionale e nazionale del Pd, appoggiato da tutto il centrosinistra unito, e l’Udc Giovanni Avanti, con il sostegno del Pdl. A Siracusa competono l’ex sottosegretario di An Nicola Bono per il centrodestra e Giuseppe Zappulla, per il centrosinistra. 5 i candidati ad Agrigento, dove un Pd spaccato ha ufficialmente puntato su Giandomenico Vivacqua, mentre il centrodestra è compatto su Eugenio D’Orsi. 5 anche a Enna, dove i principali contendenti sono Antonino Muratore per Pd, Idv e Ps e Giuseppe Monaco per il centrodestra. 4 a Catania, dove protagonisti della sfida sono Giuseppe Castiglione, europarlamentare del Pdl e il sindacalista Salvatore Leotta per il centrosinistra. 4 a Caltanissetta, con in prima fila Pino Federico del centrodestra e l’ex sindaco Salvatore Messana del centrosinistra. Pure in 4 a Messina, con in prima fila l’ex viceministro Nanni Ricevuto del centrodestra e Siracusano del centrosinistra. Anche a Trapani 4 candidati, tra i quali emergono il deputato regionale del Pd Camillo Oddo, che ha con sè Idv e due liste civiche, e l’ex parlamentare regionale dell’Udc Mimmo Turano, appoggiato dal centrodestra. Il voto è stato sospeso in extremis a Siculiana (Agrigento), dopo che venerdì il Consiglio dei ministri ha decretato lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.

Seggi aperti invece in altri 7 Comuni precedentemente sciolti per mafia: Castellammare del Golfo, Vicari, Torretta e Roccamena, Burgio, Riesi e Terme Vigliatore. Alle urne anche Mineo, dove qualcuno aveva chiesto il rinvio del voto dopo la strage del lavoro con 6 vittime nel depuratore comunale. Un caso particolare a Favignana dove dopo una pronuncia del Tar c’è un solo candidato, Lucio Antinoro, ma perché sia eletto l’affluenza dovrà essere almeno del 50%.

A Messina 6 candidati, ma il vero duello è tra Pdl, con Udc e Mpa e Pd, insieme a Idv e Verdi. A Messina, la città degli infiniti commissariamenti negli ultimi 5 anni si cerca disperatamente di ritornare alla normalità amministrativa. Il vero scontro è tra il neodeputato regionale Giuseppe Buzzanca, già eletto sindaco nel 2003 e dopo pochi mesi decaduto a causa di una condanna e l’uomo dal conflitto d’interessi a sinistra, che per la sinistra ovviamente non esiste, e che Gianantonio Stella definisce con levità “conflittino“, cioè il sindaco uscente, anche lui mandato a casa per un pronunciamento del Cga, quel Francantonio Genovese, anche lui oggi deputato (nazionale) e segretario regionale del Pd. Figlio di Luigi, 6 volte senatore Dc e nipote di Nino Gullotti, 8 volte ministro. Nonché cognato del deputato regionale Franco Rinaldi. Genovese è socio nei traghettamenti privati sullo Stretto controllati dalla famiglia Franza e nel passato tra i protagonisti di quattro lunghe pagine di un’inchiesta giornalistica firmata “L’Espresso”: Padroni e predoni. Detto “Franzantonio” proprio perché socio dei Franza nella principale società di traghetti privati, quella Caronte & Tourist, proprio la stessa società dove in passato l’ex Ministro dei Trasporti Bianchi era stato consulente.

Chiusi i seggi, le operazioni di scrutinio inizieranno immediatamente con le provinciali e a seguire con le comunali. Alle 22.00 di ieri bassa percentuale, aveva votato solo il 38% degli elettori contro il 48,3% delle elezioni precedenti.

In Sicilia si prepara un’altra lunga notte per i tanti pretendenti in attesa dei numeri che “contano”.

“I siciliani non vorranno mai migliorare, perchè si considerano già perfetti. In loro la vanità è più forte della miseria”.

Tag:, ,