In Sicilia in questo 2008 le elezioni sembrano non finire mai. Da ieri a oggi alle 15.00, si sta consumando l’ultimo atto di una infinita campagna elettorale, iniziata a gennaio dopo le dimissioni di Cuffaro e lo scioglimento delle Camere e che ha costretto i siciliani a questo lunghissimo tour de force elettorale.
Urne aperte dalle 8.00 di ieri fino alle 15.00 di oggi per le amministrative in Sicilia dove oltre 4.400.000 elettori sono chiamati a rinnovare i sindaci e i consigli in 147 Comuni, tra i quali Catania, Messina e Siracusa, e i presidenti di 8 Province, tutte tranne Ragusa. Gli eventuali ballottaggi si terranno il 29 e 30 giugno prossimi. Sono 3.148 i candidati alle provinciali e circa 15.000 alle comunali. Gli elettori sono esattamente 4.417.672, ripartiti in 5.105 sezioni.
La maggiore attenzione si concentra ovviamente sul voto per il sindaco nei 3 capoluoghi. A Catania 7 i candidati in corsa, anche se la partita si restringerà probabilmente a 3: Raffaele Stancanelli, di Alleanza nazionale, sostenuto da Pdl, Udc e Mpa, Nello Musumeci della Destra di Storace e Giovanni Burtone, deputato del Pd.
A Siracusa sfida tra Roberto Visentin, candidato da Pdl, Udc ed Mpa e Roberto De Benedictis, deputato regionale del Pd. Per la Provincia di Palermo sfida tra Franco Piro, ex parlamentare regionale e nazionale del Pd, appoggiato da tutto il centrosinistra unito, e l’Udc Giovanni Avanti, con il sostegno del Pdl. A Siracusa competono l’ex sottosegretario di An Nicola Bono per il centrodestra e Giuseppe Zappulla, per il centrosinistra. 5 i candidati ad Agrigento, dove un Pd spaccato ha ufficialmente puntato su Giandomenico Vivacqua, mentre il centrodestra è compatto su Eugenio D’Orsi. 5 anche a Enna, dove i principali contendenti sono Antonino Muratore per Pd, Idv e Ps e Giuseppe Monaco per il centrodestra. 4 a Catania, dove protagonisti della sfida sono Giuseppe Castiglione, europarlamentare del Pdl e il sindacalista Salvatore Leotta per il centrosinistra. 4 a Caltanissetta, con in prima fila Pino Federico del centrodestra e l’ex sindaco Salvatore Messana del centrosinistra. Pure in 4 a Messina, con in prima fila l’ex viceministro Nanni Ricevuto del centrodestra e Siracusano del centrosinistra. Anche a Trapani 4 candidati, tra i quali emergono il deputato regionale del Pd Camillo Oddo, che ha con sè Idv e due liste civiche, e l’ex parlamentare regionale dell’Udc Mimmo Turano, appoggiato dal centrodestra. Il voto è stato sospeso in extremis a Siculiana (Agrigento), dopo che venerdì il Consiglio dei ministri ha decretato lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.
Seggi aperti invece in altri 7 Comuni precedentemente sciolti per mafia: Castellammare del Golfo, Vicari, Torretta e Roccamena, Burgio, Riesi e Terme Vigliatore. Alle urne anche Mineo, dove qualcuno aveva chiesto il rinvio del voto dopo la strage del lavoro con 6 vittime nel depuratore comunale. Un caso particolare a Favignana dove dopo una pronuncia del Tar c’è un solo candidato, Lucio Antinoro, ma perché sia eletto l’affluenza dovrà essere almeno del 50%.
A Messina 6 candidati, ma il vero duello è tra Pdl, con Udc e Mpa e Pd, insieme a Idv e Verdi. A Messina, la città degli infiniti commissariamenti negli ultimi 5 anni si cerca disperatamente di ritornare alla normalità amministrativa. Il vero scontro è tra il neodeputato regionale Giuseppe Buzzanca, già eletto sindaco nel 2003 e dopo pochi mesi decaduto a causa di una condanna e l’uomo dal conflitto d’interessi a sinistra, che per la sinistra ovviamente non esiste, e che Gianantonio Stella definisce con levità “conflittino“, cioè il sindaco uscente, anche lui mandato a casa per un pronunciamento del Cga, quel Francantonio Genovese, anche lui oggi deputato (nazionale) e segretario regionale del Pd. Figlio di Luigi, 6 volte senatore Dc e nipote di Nino Gullotti, 8 volte ministro. Nonché cognato del deputato regionale Franco Rinaldi. Genovese è socio nei traghettamenti privati sullo Stretto controllati dalla famiglia Franza e nel passato tra i protagonisti di quattro lunghe pagine di un’inchiesta giornalistica firmata “L’Espresso”: Padroni e predoni. Detto “Franzantonio” proprio perché socio dei Franza nella principale società di traghetti privati, quella Caronte & Tourist, proprio la stessa società dove in passato l’ex Ministro dei Trasporti Bianchi era stato consulente.
Chiusi i seggi, le operazioni di scrutinio inizieranno immediatamente con le provinciali e a seguire con le comunali. Alle 22.00 di ieri bassa percentuale, aveva votato solo il 38% degli elettori contro il 48,3% delle elezioni precedenti.
In Sicilia si prepara un’altra lunga notte per i tanti pretendenti in attesa dei numeri che “contano”.
“I siciliani non vorranno mai migliorare, perchè si considerano già perfetti. In loro la vanità è più forte della miseria”.