Senza appunti

Un pranzo con Giovanni Falcone davanti ad un branzino “ma niente taccuini”. Ed invece, nacque una delle interviste storiche al giudice antimafia. Felice Cavallaro su I love Sicilia del maggio 2007.

[...] Mi avvicinai a Falcone a fine udienza. “Ce lo mangiamo un buon pesce insieme?”. E lui: “E’ un invito a pranzo o una intervista?”. “Intervista?”, echeggiai sorpreso, bugiardo, ma forse convincente. E lui, di rimando:”Pesciolino e vino, senza taccuino. Accetta?”.

“Affare fatto”, continuai a mentire, conoscendo i miei colleghi e me stesso. Fu lui a decidere: “Costa Azzurra, fra trenta minuti”

[...] Parlammo di Giammanco e Carnevale, di Greco e dei Corleonesi, dei boss liberatidalla Cassazione e del decreto per ricacciarli dentro. Poi dei partiti:

“Non c’è un partito del bene e uno del male. C’è una trasversalità, nel bene e nel male”.

Senza appunti. Senza taccuini, naturalmente. Con punte di ironia spruzzate per smorzare tensione e commozione.

via Il posto vuoto – Live Sicilia.

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