Rango di non-notizie

Chiu­de  Vauro che attacca la nostra «missio­ne di pace» in Afghanistan

Riferendosi all’incidente che ha causato la tragica morte di una bambina afghana e il ferimento di altre tre persone e che ha visto coinvolto il nostro contingente militare.

Proprio mentre le tragiche notizie dei Raid aerei in Afghanistan, che hanno fatto più di 100 morti, tra cui molte donne e bambini, con la portavoce della Croce Rossa che parla di un intero villaggio raso al suolo e l’amministrazione americana che ammette il tragico bilancio e annucia l’apertura immediata di un’inchiesta, fanno il giro del mondo e occupano le prima pagine di tutti i giornali tranne che di quelli italiani. E davanti al New York Times che dà ampio spazio alla notizia, con reportage e tante foto, la nostra stampa oscilla tra il definirlo raid aereo della Nato o delle forze internazionali, mentre si assiste al silenzio imbarazzato e ambiguo di chi fino a qualche mese fa non perdeva occasione, come lo stesso Vauro (che ne ha fatto un libro Premiata macelleria Afghanistan), per denunciare il genocidio.

Ma stavolta la sinistra sta zitta.

[...] Tutte pratiche che sino a pochi mesi fa facevano ribollire la coscienza civile della sinistra italiana, e che oggi, chissà perché, passano sotto silenzio, degradate al rango di non-notizie. Eventi imbarazzanti dei quali è meglio non parlare, per concentrarsi su temi politicamente più pregnanti.

Dopo otto anni passati a sbraitare contro la “sporca guerra” di George W. Bush, a contare una per una le vittime militari e civili delle campagne belliche americane, a chiedere il ritiro dei soldati italiani da tutte le missioni volute dalla Casa Bianca, i compagni con la bandiera arcobaleno adesso assistono con l’elettroencefalogramma piatto alle stragi compiute da quegli stessi soldati. Mentre i tantissimi parlamentari del Pd che, pur senza accodarsi a Gino Strada, giudicavano «scellerate» le scelte militari di Bush, ora che alla Casa Bianca comanda un presidente democratico fanno a gara a chi imita meglio le tre scimmiette.

Ieri, invece, silenzio. Per il Pd ha mandato il suo comunicatino stampa Piero Fassino, responsabile esteri del partito, chiedendo una «verifica sulle modalità della presenza internazionale in Afghanistan». Una interrogazione di due senatori chiede poi di «intervenire con iniziative nel quadro delle alleanze». Tutta roba che non vuol dire niente, e infatti al dipartimento di Stato americano va benissimo così. Gli altri, tutti zitti. Dal suo punto di vista è difficile dare torto all’extraparlamentare Cesare Salvi, di Sinistra democratica, che definisce «singolare e preoccupante che i partiti rappresentati in parlamento mostrino assoluta indifferenza per la drammatica situazione dell’Afghanistan».

Oggi le prime pagine di tutti i nostri giornali parlano di tutt’altro e nessun riferimento neanche minimo alla non-notizia. Repubblica bisogna ammettere con onestà che un accenno agli Usa lo fa, in prima, con una delle sue penne più brillanti di stanza a Washington, ma di raid americani nemmeno l’ombra. Riguarda la Crociata anti jeans dei conservatori americani: “I conservatori contro i pantaloni simbolo: sono sciatti e di sinistra”.

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