Problema di linea politica

Novità sui sofferti strascichi costituenti. Pasquale Viespoli si è prima dimesso da capogruppo, in quanto a suo tempo era stato “nominato“, ma è stato subito dopo rieletto presidente dei senatori di Futuro e libertà.

”Il Gruppo Fli del Senato si è riunito immediatamente a seguito delle dimissioni del capogruppo e ne ha condiviso le motivazioni – si legge -. Il gruppo ha poi proceduto ad eleggere il proprio capogruppo nella persona dello stesso senatore Pasquale Viespoli quale sintesi delle diverse posizioni emerse all’interno del gruppo e con il mandato unanime di assicurare il posizionamento politico nel centrodestra”.

Spiegando poi:

“Quello che è chiaro è che non entrerò nell’ufficio di presidenza del Fli – ha dichiarato l’ex sottosegretario al termine della lunghissima riunione di gruppo, durata quasi tre ore – Io sono il garante della linea politica di appartenza all’area del centrodestra”.

Riunione che ha sancito una sorta di autonomia del gruppo del Senato rispetto a scelte ”e derive che potrebbero emergere dall’organigramma del partito così come è venuto a delinearsi” dopo il congresso di Milano. Viespoli ha anche sottolineato che non si tratta di alcun problema di carattere personale nei confronti di Italo Bocchino, ma solo di un ”problema di linea politica”.

Intanto dopo la denuncia per stalking nei confronti di alcuni direttori da parte del neo vicepresidente, gentile botta e riposta tra il neonato ufficio stampa del Fli e la stampa indipendente e democratica (questa volta). Primo scambio di cortesie dopo la nascita. La querelle nasce da questo articolo – L’ombra di D’Alema dietro il caos del Fli – firmato oggi da Fabio Martini su La Stampa, che è stato definito dall’Ufficio stampa di Futuro e Libertà per l’Italia “fantasioso e ridicolo”.

Questa la replica del giornalista:

“La nota del neonato ufficio stampa del Fli, a prescindere dalle insolenze, inattese in un partito che nasce con l’ambizione di elevare i toni, si segnala per un tratto originale: è rigorosamente priva di smentite su ognuna delle notizie raccontate da ‘La Stampa’ e relative ai rapporti tra i vertici futuristi e quelli del Pd”.

”Una smentita – aggiunge Martini – senza smentite: questo sì è un bell’atto di fantasia”.

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