Sul valore legale del titolo di studio. 2 a favore e 1 contro. Contro è Guido Fabiani, «Il pezzo di carta è stato una leva per lo sviluppo», Rettore dell’università Roma Tre da 14 anni, che a dire del Corriere “ha tirato un sospiro di sollievo quando ha saputo che nel decreto Monti non c’era l’abolizione del valore legale della laurea”. A favore Antonio Martino e Francesco Giavazzi. Il primo propone una sua radicale proposta:
Il mio sempre più sommesso suggerimento è di approvare una legge composta di un solo articolo in due commi: «Ogni cittadino italiano, compiuto il venticinquesimo anno d’età, è laureato. Può ritirare il diploma di sua scelta presso qualsiasi università italiana, previo il pagamento di un ticket, il cui importo sarà stabilito ogni anno dal ministro della Pubblica Istruzione». Il secondo comma: «Il governo fissa ogni tre anni le fasce di reddito esentate dal pagamento del ticket.” Semplice e conciso.
Il secondo spera che sia iniziato, comunque, un percorso virtuoso («L’importante è che questo passo venga fatto, e bene. Se sarà fra tre settimane, non importa») e a proposito della «consultazione via Internet» proposta da Monti dichiara:
«Sono contrario alla concertazione. Il governo deve prendere decisioni, non stare a sentire la gente».



