Inversioni facoltative

Iniziamo da qui per capire il fiume di stupidaggini che da ieri sera ci ha investito, in modo assolutamente bipartisan, quasi totalizzante direi:

Art.4.
Insegnante unico nella scuola primaria

1.Nell’ambito degli obiettivi di razionalizzazione di cui all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti previsti dal comma 4 del medesimo articolo 64 è ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola.

2. Con apposita sequenza contrattuale è definito il trattamento economico dovuto all’insegnante unico della scuola primaria, per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all’orario d’obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.
2-bis. Per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo, il Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ferme restando le attribuzioni del comitato di cui all’articolo 64, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, provvede alla verifica degli specifici effetti finanziari determinati dall’applicazione del comma 1 del presente articolo, a decorrere dal 1° settembre 2009. A seguito della predetta verifica, per le finalità di cui alla sequenza contrattuale prevista dal comma 2 del presente articolo, si provvede, per l’anno 2009, ove occorra e in via transitoria, a valere sulle risorse del fondo d’istituto delle istituzioni scolastiche, da reintegrare con quota parte delle risorse rese disponibili ai sensi del comma 9 dell’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei limiti dei risparmi di spesa conseguenti all’applicazione del comma 1, resi disponibili per le finalità di cui al comma 2 del presente articolo, e in ogni caso senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

2-ter La disciplina prevista dal presente articolo entra in vigore a partire dall’anno scolastico 2009/2010, relativamente alle prime classi del ciclo scolastico.

Quello che avete appena letto è il decreto legge 137 dell’1 settembre 2008 convertito nella Legge 30 ottobre 2008, n. 169, e dato che sono pignola aggiungo anche pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 256 del 31 ottobre 2008. Ieri non fidandomi della mia memoria, nonostante ne avessimo parlato tutti abbondantemente, e pensando che probabilmente potessi essere oblubinata dalla mia cieca fede politica criptoberlusconiana, ma avendo a portata di mano l’approfondimento del sole24ore “Come cambia la scuola”, mi sono andata velocemente a rileggere la documentazione, anche commentata (capitolo 6). Questi i commenti all’articolo 4, Comma 1:

Dal 2009-2010 le classi della scuola primaria (a iniziare dalla prima) sono affidate a un unico insegnate e funzionano con 24 ore settimanali. I regolamenti di attuazione della norma prevedono una più ampia articolazione del tempo scuola. [...] Le norme si applicano da prossimo anno.

Nel verbale firmato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, che ieri ha concluso l’incontro a palazzo Chigi tra sindacati della scuola, governo e Ministero dell’Istruzione, il governo:

«si impegna», nella stesura dei regolamenti del decreto, a «tenere conto delle specifiche richieste delle famiglie» nella primaria.

Quindi, par di leggere e di capire che il governo per bocca e firma del Sottosegretario Letta si dichiara disponibile nella stesura dei regolamenti a tenere conto delle richieste delle famiglie, così come la legge espressamente prevede.

In serata è esplosa “la notizia” e il fiume di stupidaggini si è riversato. La quasi totalità di chi si è interessato della faccenda si è esercitato nel giochino che parlava di incredibili e fantasmagoriche ipotesi di maestro facoltativo a “richiesta”, di marcia indietro (Svolta alle elementari: maestro unico a richiesta), con il premier ombra esultante (avevamo ragione noi) e invano è intervenuto lo stesso Ministero dell’Istruzione che ha precisato in una nota che non c’è stata:

«nessuna marcia indietro del Governo sulla scuola. Resta confermato che dal prossimo anno scolastico l’insegnamento alle scuole elementari verrà affidato ad un unico insegnante per 24 ore settimanali. Le famiglie – aggiunge il comunicato – potranno comunque scegliere modelli di orario diversi ivi compreso il tempo pieno».

A quanto pare le stesse identiche parole che fino a qualche mese fa equivalevano alla “distruzione della migliore scuola del mondo” da ieri anno domini 2008, ma mese diverso, improvvisamente significano “maestro unico facoltativo” ed equivalgono ad una grande vittoria democratica e dell’Onda (sentito ieri notte a commento della rassegna stampa del tg3).

Il governo sulla scuola fa una completa marcia indietro – sottolinea da parte sua il leader del Pd Walter Veltroni – Ora tutte le prediche che ci avevano fatto, le lezioncine rivolte a noi e a quanti osavano criticare, che fine hanno fatto?». Così il segretario del Pd ha commentato il rinvio della riforma delle scuole superiori. «L’inversione del governo sul maestro unico è un risultato importante che conferma la fondatezza delle nostre critiche», ha affermato Maria Coscia, responsabile Pd Scuola.

Viene da chiedersi sempre più spesso se qualcuno si prende mai la briga di leggerli i provvedimenti emanati (differenza tra leggi e regolamenti sarebbe utile ripassarla anche) per intero, prima di fare titoloni e post. O se si è mai ascoltata la Gelmini, dato che queste cose le dice da mesi, sforzandosi inutilmente. O se qualcuno avesse letto, per chiarirsi le idee qualcosa qui, dove è da tempo disponibile un ampio dossier. Pare proprio di no purtroppo.

Che lo faccia l’opposizione politica (in questo momento in un periodo non “brillante”) è assolutamente comprensibile, ma che a stabilire una realtà assolutamente virtuale sia la stampa nella sua totalità (blogger compresi) dicendo buonanotte alla realtà è quello che, secondo me, fa la differenza “vera”, tra un paese “normale” e chi invece pensa che solo gridando più forte si possa stravolgere la sostanza.

Un rinvio invece c’è stato ed è chiaro, posticipa l’applicazione al 2010-2011, anziché dal prossimo anno scolastico come prevedeva specificamente una disposizione legislativa, della riforma dei licei e dei tecnici.

I regolamenti per i nuovi licei, già previsti dalla riforma Moratti, e per i nuovi istituti tecnici definiti dalla legge 40/2007 (si parla dell’art.13 del Decreto Bersani per capirci) sono pronti, ma una serie di ragioni politiche e organizzative hanno indotto il governo, su proposta del ministro Gelmini, a rinviarne l’applicazione al 2010-2011, anziché dal prossimo anno scolastico come prevedeva specificamente una disposizione legislativa.
I regolamenti, a quanto sembra, seguiranno ugualmente la procedura consultiva per la loro definizione (con approvazione degli schemi in prima lettura da parte del Consiglio dei Ministri il prossimo 19 dicembre) ma, anche se definiti probabilmente a gennaio-febbraio, andranno in attuazione un anno dopo, consentendo alle famiglie di orientarsi meglio nelle scelte, e ai docenti e alle scuole di prepararne adeguatamente l’applicazione.
Sarà anche l’occasione per aprire un ampio dibattito su una riforma attesa da almeno quarant’anni, sperando che non vi siano altre ragioni e interessi corporativi a frenare il cambiamento.

Le imprecisioni, le forzature e anche i veri e propri errori.

p.s.: Sempre a proposito di “condivisione” e di come qualcuno la intende: quando il governo stabilisce di aprire un ampio dibattito (rinvio riforma scuola superiore, perché di questo di tratta), si parla di marcia indietro e “calarsi le brache”, se non lo fa si va sull’Aventino, si strilla alla dittatura, si organizzano scioperi generali, si vota comunque contro anche se vengono accettati emendamenti e si parla di riforme calate dall’alto che vogliono “distruggere” le poche cose che funzionano, non mi pare ci siano attualmente in vista altre alternative percorribili (tranne le rarissime eccezioni di Ichino e Rossi), non sarebbe male, forse, trovarle.

update: Le dichiarazioni del consigliere del Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. E qui il verbale dell’incontro governo-sindacati.

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0 Responses to Inversioni facoltative

  1. nicola says:

    Perfetto il post…

    siamo in pochi ad averee letto e sapere che non c’è nessuna marcia indietro (ti segnalo anche max http:\\blog.maxbruschi.it).

    se ce la fai crivimi in privato, ciao!

  2. Leogan says:

    Forse l’arteriosclerosi mi sta colpendo anzitempo :) ma io mi ricordavo che nelle interviste il Ministro sosteneva cose diverse, ossia la bontà del progetto educativo col maestro unico. E sempre si diceva che ci sarebbe stata la riduzione degli insegnanti e che con gli insegnanti “avanzati” si sarebbe garantito un 50% in più di tempo pieno…..
    Penso che tutti ce lo ricordiamo.
    Adesso le cose cambiano (almeno stando ai regolamenti) in modo sostanziale, perchè la scelta se chiedere il maestro unico o no viene lasciata alle famiglie, invece di venire imposta come norma dal ministero, il che potrebbe facilmente preludere a zero risparmi di spesa, e ad una frazione insignificante di classi col maestro unico.
    Ma scusate, se il maestro unico venisse chiesto solo dal 5-10% delle famiglie, come dovremmo valutare complessivamente questa “riforma”? Secondo me come un fallimento, e si sta lasciando quindi la decisione se sarà un fallimento o no, nelle mani delle famiglie.
    Mah, se si voleva essere “decisionisti” mi sembra parecchio contraddittorio…..
    Senza contare che se si annuncia una cosa, e poi si cambia (o si da’ l’impessione” anche parzialmente, si ha motivo di parlare di “marcia indietro”.
    Forse le voci che parlano della Gelmini candidata al Parlamento Europeo (promoveatur ut amoveatur) non sono poi cosi’ campate in aria…..

  3. knulp says:

    L’anno prossimo mio figlio va alle elementari. In questo momento la confusione è massima, non ci si capisce più un piffero. Vediamo se qualcuno sa chiarirmi le idee.

    A) A che serve? (Ok, questa domanda è troppo difficile e richiederebbe troppo tempo. Passiamo a una più facile).

    B) Secondo voi, a che servono 4 FASCE DI ORARIO? Che minchia di differenza ci sarà tra la fascia a 24, quella a 27 e quella a 30? E’ solo una questione di parcheggio dei bambini? Oppure nelle ore in più faranno cose in più? come mi devo regolare per valutare i benefici per mio figlio?

    C) Se una scuola elementare grande con varie sezioni decide di mettere a disposizione tutte le fasce, i bimbi usciranno:
    - alle 12.30 (quelli di 24 ore, e per 3 volte quelli di 27)
    - alle 13.30 (quelli di 30 ore, e per 3 volte quelli di 27)
    - alle 14.30 (per 2 volte quelli di 40)
    - alle 15.30 (quelli di 40 ore)
    Non credete che si creerà un pochino di confusione?

    D) Come dice Leogan, c’è un limite di spesa, o no? Cioè, non faranno mica graduatorie assurde per vedere se rientri o no nella fascia che avevi selezionato? E se non ci sono abbastanza bambini per supportare la fascia che avevi scelto, che fanno, ti infilano in un altra fascia? e poi ti tocca andare prendere il figlio quando ti pare a seconda dei tuoi orari, togliendolo dalla classe che invece continua con altri insegnanti?

    E per finire, torno alla domanda A) A che minchia serve ‘sta riforma? Siamo sicuri che migliorerà la qualità dell’istruzione primaria? O è solo un tentativo maldestro di taglio della spesa, i cui effetti a questo punto potrebbero anche risultare risibili?

    DestraLab, il sito che linki (http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.cgi?ID=19047) non mi sembra chiarisca un piffero. E se non l’hanno capito loro…

    Ma vi sembra modo di fare delle riforme questo?

  4. DestraLab says:

    ho cambiato il link (sono loro che cambiano gli articoli sulla stessa pagina). Ora c’è lo speciale sul maestro unico, che penso (forse) ti chiarirà le idee, online, tra l’altro, da quando il decreto è stato emanato. E poi c’è un ampio dossier che devi scaricare registrandoti. Posto che se ne parla da mesi e non è cambiato nulla è chiaro che si dovrà verificare (come previsto) il tutto con la pratica e l’esperienza. Le fasce tuo figlio se le sarebbe trovate anche senza questa legge. Dice Tuttoscuola:

    Tutte le classi funzioneranno a 24 ore? No, ce ne saranno anche a 27 e a 30 ore (come oggi), oltre a quelle a tempo pieno (40 ore), che potrebbero aumentare considerevolmente.

  5. knulp says:

    Ho letto velocemente i documenti che consigli, ma non è che ci sia scritto moltissimo di più, se non che l’orario rimarra come adesso. Inoltre, mi sembra che rimanga l’interrogativo di Leogan: l’obiettivo della riduzione della spesa è sempre valido? se è così, dal documento viene fuori che per portare al 50% in più di tempo pieno rispetto ad adesso, raggiungendo comunque gli obiettivi di riduzione della spesa, l’opzione “24 h” dovrebbe essere scelta volontariamente dal 50% delle famiglie. Mi sembra ottimistico. Infatti, non capisco però la “convenienza” di una famiglia ad accettare volontariamente l’orario di 24 ore.

    Se invece l’obiettivo di riduzione della spesa deve essere comunque rispettato, allora bisognerà fare le graduatorie come adesso. La scuola dove intendo iscrivere mio figlio dava fino ad ora l’opzione del tempo “prolungato” (cioè 30 ore) e del tempo pieno (ovvero 40 ore). Non so davvero come cambieranno le cose nel mio caso, dovrò andare a parlare con qualcuno in comune sperando che loro almeno ci abbiano capito qualcosa.

  6. DestraLab says:

    Knulp io l’ho capita così (non sono un’insegnante). La legge interviene sul “modulo” (75% le classi organizzate così), invece di essere affidato a più insegnanti come prima, sarà assegnato ad un unico insegnante, diventa “prevalente” perché nelle articolazioni orarie differenti dalle 24 non sarà solo (solo nel caso sia in grado di insegnare queste materie, religione e di inglese, potrebbe esserlo). E spesso quindi anche in quella a 24 continuerà ad esserci l’insegnate di religione e di inglese. Stop. Rileggi gli articoli della legge. Il risparmio dovrebbe venire da questa cosa e su questo ci saranno le verifiche, già stabilite e ora anche concordate con i sindacati (ed eventulamente reintegrare il fondo d’istituto). Tutto qua, era questo il famigerato decreto Gelmini e su questo l’opposizione e altri ne hanno fatto una “battaglia di religione”, parlando di “distruzione”, occupando le scuole primarie e chiedendo il referendum (abbandonato nel frattempo ?!?). La confusione nasce da tutte le sciocchezze che sono state messe in giro proprio da chi parlava di queste cose (chi urla più forte ha sempre ragione), nonostante il ministro e ripeto tuttoscuola si siano prodigati nel cercare di spiegarlo, da tempo, non da ieri. Per il resto, secondo me, devi informarti e sapere come si sono e come intendono comportarsi le scuole più vicine e comode per te, rispetto all’articolazione oraria e dare la tua preferenza. Poi rispetto alle richieste delle famiglie, come prima, formeranno le classi. Che venga da te il discorso sulla “convenienza” è sorprendente, al sud tempo prolungato e tempo pieno (25% le classi organizzate così in tutta italia) sono inesistenti (eufemismo), o quasi, e cmq eventualmente dimostra che il governo non intendeva “far cassa” su questo, come contemporaneamente è stato accusato. Delle due l’una no?
    E dimostra anche che l’attuazione del tempo prolungato non dipendeva dal numero degli insegnanti a disposizione nel modulo (75% a 25%). Se poi “miracolosamente” tutti le classi d’Italia saranno capaci di organizzarsi con tempo prolungato e tempo pieno a tamburo battente, avremmo eventualmente una scuola primaria più efficiente e moderna no? E se ne discuterà il prossimo anno dopo la verifica, e su questo verteva l’accordo con i sindacati, chiaro che ora saremo in presenza di una fase sperimentale. :-)

    Questa è la simulazione che avrai letto:
    Attualmente una classe organizzata a modulo (tre docenti su due classi) dispone mediamente di 1,5 docenti. Una classe organizzata a tempo pieno dispone normalmente di 2 docenti. Nell’uno e nell’altro caso non vogliamo considerare i docenti di inglese e di religione che sono normalmente aggiunti all’organico docenti delle classi. Il passaggio al modello della classe a 24 ore porta a disporre di 1 docente per classe (più gli altri eventuali specialisti esterni). Una classe a modulo che passa a 24 ore perde mezza unità di docente; una classe a modulo che passa a tempo pieno guadagna mezza unità di docente. Per ogni classe trasformata a 24 ore si potrebbe teoricamente guadagnare una nuova classe a tempo pieno senza oneri aggiuntivi (e senza un risparmio). Poiché, però, una simile ipotesi contrasterebbe con l’obiettivo della manovra finanziaria di riduzione della spesa, potrebbe essere determinata soltanto una quota di quelle economie per ampliare il tempo pieno. Vediamo una simulazione. Attualmente le classi di scuola primaria organizzate a modulo sono circa 104 mila (il 75% del totale), mentre quelle a tempo pieno sono circa 34 mila (25%); se circa la metà delle classi normali a modulo passassero a 24 ore settimanali, vi sarebbero 50-52 mila classi con il docente unico, con un risparmio di altrettante mezze unità di personale (e quindi di 25-26 mila posti). Supponendo che un terzo di quel risparmio, pari a 16-17 mila mezze unità di personale docente (pari a circa 8 mila posti) fosse reinvestito gradualmente in nuove classi a tempo pieno, avremmo, senza oneri aggiuntivi, l’incremento di altrettante classi che passerebbero dalle attuali 33 mila (25% del totale) a circa 50 mila (37% del totale) con un aumento del tempo pieno del 50%. In questo caso sarebbero circa 300 mila gli alunni che beneficerebbero dell’estensione del servizio: dai 672 mila dell’anno scolastico 2007/2008, a circa un milione.

    p.s.: cosa diversa è il discorso sulla manovra (Tremonti) e sai bene come la penso su “tagli” e risparmi (come sull’università e su tutta la pa), ne abbiamo parlato abbondantemente.

  7. Giancarlo says:

    Un solo dubbio da genitore che ha vissuto sulla propria pelle le pseudo riforme di questi anni. Il proliferare di percorsi scolastici diversi e la grande differenza di ore (da 24 a 40 è un’enormità) crea un sacco di problemi quando si passa al livello superiore.
    Per dire, mia figlia che alle elementari aveva fatto inglese, alle medie è ripartita da capo. D’altra parte chi non l’aveva fatto si è trovato in difficoltà a tenere il ritmo. Per tacere dell’ipocrisia celata dietro alla frase “sceglieranno le famiglie”, le famiglie non scelgono proprio un bel niente, devono accettare quel che viene proposto.

  8. Brava e molto giusto quello che scrivi. Ho avuto 2 giorni fa modo di parlare con una persona che effettivamente diceva esattamente quello che scrivi….
    L’articolo che ho postato sul mio blog non rappresenta la mia opinione.
    Complimenti e andiamo avanti fiduciosi
    Saluti da Singapore

  9. Pingback: Pdl Brianza» Archivi Blog » Mi sono girate le palle. Per fortuna, non sono solo a me

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