Il Papa e i fisici italiani

Alla Sapienza fronte anti-Ratzinger. Nemico di Galileo, qui non parli:

Benedetto XVI non deve entrare all’Università La Sapienza [...]

Andrea Frova, docente di Fisica generale, è tra coloro che hanno partecipato alla stesura della lettera:

“L’invito è una scelta inopportuna e vergognosa e non è sufficiente che il Papa non tenga più la lectio magistralis, come avevano deciso all’inizio. È solo un maquillage fatto anche piuttosto male. Si tratta di un capo di stato straniero ed inoltre il capo della Chiesa cattolica. E noi che abbiamo dedicato tutta la vita alla scienza non ci sentiamo di ascoltare, a casa nostra, una voce autorevole che condanna di nuovo Galileo”

Sconcertante, ma credo si commenti da solo, loro a “casa loro” chi ascoltano? E chi autorizzano a parlare?

Lui li cita per altro motivo, ma io ritengo le citazioni calzanti all’argomento :

[...] Se perciò, quando pensate ad uno Stato laico e liberale, avete in testa uno Stato che dice ai propri cittadini “fate un po’ voi”, beh, avete sbagliato indirizzo. Lo Stato laico non è uno Stato privo di etica, ma presuppone un’etica ben precisa, così riassunta da J. Rawls:

L’ideale di cittadinanza impone un obbligo morale, non legale: l’obbligo della cortesia – esser capaci di spiegare gli uni agli altri, a proposito di quelle questioni fondamentali, in che modo i principii e le strategie che si sostengono, e per cui si vota, possono venir suffragati dai valori della pubblica ragione. Quest’obbligo implica altresì la disponibilità ad ascoltare gli altri e l’equanimità nel decidere quando sia ragionevole aderire alle loro opinioni.

E J. Habermas spiega:

I cittadini, malgrado il loro perdurante dissenso riguardo alla visione del mondo e alla convinzione religiosa, si debbono reciproco rispetto in quanto membri a pari diritto della loro comunità politica; e su questa base di solidarietà fra cittadini dello Stato, nelle controversie debbono ricercare un’intesa razionalmente motivata – sono debitori di buone ragioni l’un verso l’altro.

Per converso, non credo che un cittadino laico sia quello che sostiene di poter decidere in nome della scienza chi ascoltare e chi no in quella che definisce casa propria o che serva usare questo linguaggio, “al di là della palese inconsistenza politica e culturale di papa Ratzinger” (a proposito di linguaggi) per mostrare la propria coscienza laica.

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0 Responses to Il Papa e i fisici italiani

  1. Masa,

    Mi sembrano cose diverse.

    Sono d’accordo che il tono di Frova è inaccettabile.

    Ben diversa mi pare l’analisi di Scalfari. Anche il tono di Scalfari è duro, ma non mi pare offensivo. Dire “inconsistenza” vuol dire “estrema debolezza”: è un giudizio sul quale si può essere d’accordo o meno, ma non mi pare un’offesa. Peraltro, da credente, non è che questo Papa susciti in me ondate di entusiasmo …

    Ciao

  2. nicola says:

    Cara Destralab,
    questo avvenimento e anche la levata di scudi verso la decisione di celebrare parte della messa con le spalle rivolte ai fedeli (spiegandone però le motivazioni in maiera ampia e dettagliata, dovrebbe farci riflettere su come esistano due pesi e due misure nel nostro paese.

    Ogni parola della chiesa (tranne quando dichiaratamente a favore del centrosinistra o di beppe grillo) è tacciata di ingerenza nella vita pubblica italiana, ogni presa di posizione contro quello che, se anche non sei credente, è il capo di uno stato amico dell’Italia.

    Il fatto che decida di visitare una università, può suscitare giuste proteste da parte di professori e studenti, ma non diktat assolutisti, ne richieste di interventi istituzionali.

    Ha diritto chiunque di protestare, come lo ha chiunque di decidere che il Papa può essere ascoltato.

  3. DestraLab says:

    li ho messi insieme, ma non sullo stesso piano (se è sembrato così non era mia intenzione, a proposito di come si scrivono i post), su Scalfari ho fatto il collegamento ad uno scambio di commenti sul linguaggio avuto con Luca, collegando anche un post interessante (imho) su Scoppola, poi padronissimo certo, tu o chiunque altro, di non essere entusiasta di questo Papa, ma padronissimi altri di esserlo. Non credo però e cito il De Mauro, che cercare costantemente solo la contraddittorietà di un sistema di postulati come fa Scalfari, sia una strada in sintonia con il pensiero di Scoppola, uno dei maggiori intellettuali cattolici del Novecento, che nella sua attività di studioso fu sicuramente un uomo impegnato nel cercare di conciliare nella politica proprio questi due aspetti, l’impegno cattolico e l’impegno civile. A parte che la contraddittorietà io la vedo nel ragionamento scalfariano, non solo concettualmente, ma anche nell’esposizione, quando prima critica sia qua:

    Quando un Papa arriva al punto di bacchettare un sindaco di Roma e un presidente di Regione e reclama maggiori aiuti finanziari per il Gemelli e il Gesù Bambino e per le scuole cattoliche; quando il Vicariato di Roma e il vertice della Conferenza episcopale intervengono direttamente sui membri del Parlamento e del Consiglio comunale romano per bloccare una legge o mandarne avanti un’altra,

    che qua:

    Aggiungo che si tratta di responsabilità condivise. La gerarchia cattolica baratta da anni (o da secoli?) il sacro con il profano; le istituzioni politiche l’accompagnano su questa strada di compromessi al ribasso per cavarne improbabili tornaconti elettorali; lo stuolo sempre più vociante degli atei devoti affianca o precede il corteo.
    Verrebbe spontaneo di voltar la faccia dall’altra parte per non vedere.

    le commistioni e i rapporti tra politica italiana e chiesa dando uguali responsabilità e la riga dopo riesce ad affermare:Veltroni ha fatto bene a protestare sottotraccia e portare a casa la vistosa correzione di rotta vaticana.

  4. diodoto says:

    La Sapienza Università di Roma è l’università più grande d’Europa e tra le prime al mondo per numero di studenti , conta infatti circa centocinquantamila iscritti.
    Nacque a Roma il 20 aprile 1303 per volontà di papa Bonifacio VIII.(Wikipedia)

  5. Mauro says:

    @ Diodoto: speriamo che il papa non faccia come i Savoia e chieda la restituzione della Sapienza.

  6. diodoto says:

    Un aneddoto ormai famoso narra che, neoeletto sindaco, a Nathan venne sottoposto il bilancio del comune per la firma. Nathan lo esaminò attentamente e, quando lesse la voce “frattaglie per gatti”, chiese spiegazioni al funzionario che gli aveva portato il documento. Egli rispose che si trattava di fondi per il mantenimento di una nutrita colonia felina che serviva a difendere dai topi i documenti custoditi negli uffici e negli archivi capitolini. Nathan prese la penna e cancellò la voce dal bilancio, spiegando al suo esterrefatto interlocutore che d’ora in avanti i gatti del Campidoglio avrebbero dovuto sfamarsi con i roditori che avevano lo scopo di catturare e, che nel caso di topi non dovessero trovarne, sarebbe venuto a cessare anche lo scopo della loro presenza. Da questo episodio deriverebbe il detto romanesco Nun c’è trippa pe’ gatti.

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