Coscienza adamantina

Io congiurato? Roba da manicomio

E’ la lettura che fa Ugo Magri, su La Stampa di oggi, delle dichiarazioni del Presidente della Camera (parla, finalmente, delle necessarie riforme costituzionali, nega il delfinato e definisce non attuale la questione leadership, anche se “ammette” che non la rifiuterebbe: «Ma l’ottimismo da solo non basta»), che nel pomeriggio di ieri, sbarcato in Spagna – dove ha poi ricevuto, probabilmente non molto entusiasta visto la sua recente crescita culturale e politica, “l’incoronazione” di Aznar – è intervenuto per la prima volta,  in maniera adamantina.

Che cosa pensi in cuor suo, lo può sapere lui e basta. Ma in pubblico Fini è adamantino: «Pensare a una crisi di governo nel prossimo futuro significa confondere le speranze di qualcuno con la realtà. Non credo possano esserci rischi e pericoli per la stabilità del governo che ha una solida maggioranza. C’è molta polemica, è vero, ma l’alleanza Pdl-Lega è uscita più forte dalle Europee, la fiducia per il governo continua a essere molto alta». Dà del matto («da ospedali psichiatrici chiusi troppo in fretta») a quanti lo mettono tra i congiurati. Si irrita da morire con i ragazzacci di FareFuturo che attaccano il «modello Caligola» (impersonato indovina da chi?). Addirittura Fini invita a farla finita con l’escort-gate: «Delegittimare o demonizzare Berlusconi non intacca assolutamente il suo rapporto con gli elettori. Non tutti riescono a capirlo, ma gli italiani giudicano il governo solo per quello che fa».

Non si capisce bene se il presidente della Camera dà di matto verso l’incursione “culturale” dei suoi “ragazzacci”,  incursione che nella mattinata di ieri aveva spinto Filippo Rossi ad emanare una nota ufficiale,  che chiariva e spiegava che la recensione in questione «non cita e non fa nessun riferimento al presidente del Consiglio Berlusconi» e negava nel modo più assoluto che contenesse: «Nessun messaggio traverso, nessun mandante e nessun obiettivo».

Perché di questo si trattava, Contro il Nuovo Culto, il pezzo pubblicato con grande “tempismo”, era solo una recensione dal saggio del giornalista americano Gene Healy, intitolato “The cult of presidency” (Il culto del presidente, ndr), anzi forse qualche riferimento potrebbe essere visto, che so nei confronti del neo presidente americano Obama, vista la foto che lo accompagnava. Forse.

Incursione che a quanto pare ha suscitato l’irritazione ufficiosa di Gianfranco Fini (perché di pubblico non trapela assolutamente nulla) che di Farefuturo è il fondatore e ha causato grande sconcerto dato che i «guastatori» – addirittura, sempre ufficiosamente, nell’entourage del presidente della Camera si arriva a pensare che qualcuno stia facendo la fronda contro di lui – hanno agito in contemporanea con l’invito del presidente Giorgio Napolitano (Un inizio di normalità) ad attenuare le polemiche.

Forse l’irritiazione si indirizzava soprattutto verso le interpretazioni “malevole” e assolutamente “gratuite” date, in sua assenza, dalla stampa italiana. O non si rivolgeva, in cuor suo, piuttosto verso chi nei giorni scorsi aveva ipotizzato la presenza di un qualche “misterioso” amico del giaguaro?

Mentre il ministro Rotondi, tira le somme catalanamente così:

«I problemi verranno, ma se e quando i nostri avversari ricominceranno a far politica».

This entry was posted in Rassegna Stampa and tagged , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>