Archivio per Ritratti
Stampa a pois
Scrive Camillo Langone nel ricordarlo:
E’ morto Lelio Luttazzi, un uomo elegante e riservato, i guardoni invece sono immortali. Ieri mattina Ansa e Repubblica.it hanno scritto che Lelio Luttazzi “ha visto interrompersi bruscamente la sua parabola artistica quando è rimasto coinvolto in una vicenda di droga dai contorni mai chiariti della quale è risultato in un primo tempo responsabile di colpe che non erano tutte sue“. Un giornalismo così bavoso sarebbe bene che scioperasse trecentossessantacinque giorni all’anno. La vicenda è invece chiarissima: Luttazzi venne prosciolto per non aver commesso il fatto, non aveva mai trafficato con la cocaina e fu solo una delle prime vittime degl intercettatori all’italiana queli che prima sputtanano e poi precisano, quando ormai il latte e versato e una vita è rovinata.
Qui, qui e qui il coccodrillo a pois di tutti gli altri giornali italiani che riportano nei loro articoli la stessa frase lanciata dall’Ansa, nessuno che si sia minimamente preoccupato di andarsi a documentare. Semplice copia e incolla.
Ed eccola qui forse l’origine di tutto, probabilmente anche del pezzo dell’Ansa: un vecchio articolo di Repubblica del 2003 per gli 80 anni del musicista. “Luttazzi è un personaggio che ha visto interrompersi bruscamente la sua parabola artistica negli anni 70 quando è rimasto coinvolto in una vicenda di droga dai contorni mai chiariti, della quale è risultato in un primo tempo responsabile di colpe che non erano tutte sue“. Altro evidente copia e incolla. E’ la stampa italiana bellezza!
Qui nel ritratto di Paolo Giordano: Luttazzi, l’americano di Trieste ai tempi della sua ultima uscita tv. Qui un link al suo El can de Trieste.
p.s.: E sì, c’ero anch’io tra quelli che ascoltavono la sua Hiiit Pareeeeiiiiid…
Si è spento a 86 anni.
Il teatro italiano in lutto: è morto l’attore Aldo Giuffrè. Se ne va un altro protagonista della tv degli albori e di tante risate con i vecchi film di Totò. Anche per lui vale il suo commento: “Dove mai oggi potrei trovare in televisione un cast così valido e brillante?”
Va là che siam stati fortunati noi, la “generazione dei ricordi in bianco e nero“…
Padania e richieste

La vignetta è di Vincino per il Foglio.
Qui invece le ultime indiscrezioni su cosa, si dice, “vorrebbe Gianfranco“.
Eppoi, un organo di garanzia affidato alla minoranza, un controllo sul tesseramento, la nomina di un nuovo vice vicario alla Camera e, dopo l’assise, un nuovo vertice del PdL con due coordinatori. Fini ha già pronto il suo nome: Silvano Moffa, presidente della Commissione Lavoro di Montecitorio.
Quanto sono collegate le due cose? Ah, saperlo.
Morto a Palermo Pietro Milio
Lutto nell’avvocatura e nella politica siciliana. L’avvocato Pietro Milio, 66 anni, ex parlamentare, storico difensore di Bruno Contrada e del generale Mario Mori, è morto questo pomeriggio. L’Ansa lo ricorda solo come ex senatore radicale. Ma l’avvocato, liberale storico (proveniva dal Partito Liberale Italiano) viene eletto alla Camera dei deputati nel 1994 nelle liste del Patto Segni nel proporzionale, collegio Sicilia
occidentale. Alle elezioni del 1996 diventa Senatore della XIII Legislatura, unico esponente della Lista Marco Pannella – eletto col recupero proporzionale – in quanto nel suo collegio (Palermo Settecannoli) non viene presentato nessun candidato del Polo delle Libertà.
Nel 2006, non condividendo il progetto della Rosa nel Pugno aderisce ai Riformatori Liberali.
Il legale stava partecipando a un convegno a Castello Utveggio, sul monte Pellegrino. Milio, che era cardiopatico, ha accusato un malore, probabilmente un infarto, dopo il suo intervento ha preso una pillola e pochi minuti dopo è morto. L’ex senatore era originario di Capo d’Orlando (Messina), ma viveva da anni a Palermo. Era stato anche il legale del geometra Giuseppe Li Pera, primo “pentito” del filone mafia e appalti.
Qui su uno Speciale Giustizia di Radio Radicale la registrazione del suo controesame al processo Mori. Qui una sua intervista. Contrada, Mori: traditori o traditi?
[...] non aveva rinunciato a svolgere il suo lavoro con passione e trasporto. Memorabili i suoi scontri con la pubblica accusa per difendere i propri assistiti. Astio che rimaneva sempre nelle aule al di fuori delle quali era gentile e garbato. [...] è sempre stato convinto che molte verità stavano da un’altra parte, nei corridoi della procura di Palermo. Nel processo Mori aveva svelato come il rapporto Mafia-appalti redatto dal Ros aveva ricevuto la richiesta di archiviazione mentre era ancora aperta la camera ardente per Paolo Borsellino, mentre la definitiva archiviazione è avvenuta il 14 agosto 1992. Puntava a dimostrare come Borsellino fosse stato ucciso proprio per quel rapporto del Ros, non per la “trattativa” a cui avrebbe partecipato il suo assistito. Voleva dimostrare come a Vito Ciancimino fosse stata formalizzata un’offerta per collaborare con la giustizia. Ma non ne ha avuto il tempo.
via Live Sicilia
“Perdiamo un fine ed onesto politico che ha fatto delle sue battaglie libertarie l’essenza e il senso stesso del suo impegno pubblico”, così è stato ricordato dal vice presidente della commissione regionale Antimafia.
Titoli democratici
Quando c’è Berlusconi, è bavaglio. Quando c’è Fini sono intercettazioni.
E’ il gioco “Titoli democratici” che ha preso piede nella redazione on line di Repubblica.
Cambi il nome? Cambia allora anche il termine di riferimento.
via that’s all folks – Quando c’è Berlusconi, è bavaglio. Quando c’è Fini sono intercettazioni.
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Speriamo che il Padreterno mi preferisca ai santi tristi
I 70 anni di Francesco Guccini.
In occasione del suo compleanno Massimo Bernardini ha raggiunto per Il Sussidiario.net il cantautore e scrittore modenese. Una lunga e amichevole chiaccherata sul tempo che se ne va e gli amici che ci attendono in un posto lontano, le canzoni più belle, Pavana, Modena e Bologna e quel gusto per la vita che rimane, oltre il tempo.




