«I meridionali sono meno intelligenti»
Ecco la teoria: il sud Italia è meno sviluppato del nord perché i meridionali sono meno intelligenti dei settentrionali. Anzi, mentre nel nord Italia il quoziente intellettivo è pari a quello di altri Paesi dell’Europa centrale e settentrionale, più si va verso sud più il coefficiente si abbassa. La causa, spiega Lynn, è «con ogni probabilità da attribuire alla mescolanza genetica con popolazioni del Medio Oriente e del nord Africa». Osservazioni che non sfigurerebbero in un pamphlet razzista.
[...] da nord a sud l’intelligenza media della popolazione scende fino a toccare il punto più basso in Sicilia (ndr in compagnia di Abruzzo, Basilicata, Puglia, Campania e Sardegna). I più intelligenti d’Italia, secondo Lynn, sono concentrati in Friuli (ndr e Trentino).
[...] Nello studio pubblicato da Intelligence, afferma che «il grosso della differenza nello sviluppo economico tra nord e sud può essere spiegato con la variabilità del QI» e che, in sintesi, nel sud Italia la qualità del cibo è più scadente, si studia meno, ci si prende meno cura dei figli e che almeno dal 1400 il Meridione non partorisce «figure di spicco» nelle arti e nella politica.
Gramellini si immagina a tal proposito una simpatica chiacchierata A Sud del cervello:
Ieri sera ero a cena con Eduardo e Pirandello, e si chiacchierava dell’ultima ricerca di Richard Lynn, docente emerito e razzista ad honorem dell’università dell’Ulster, secondo cui il Sud Italia è arretrato perché i meridionali sono meno intelligenti dei settentrionali. «Per quale motivo saremmo più stupidi di lui?» ha domandato Pirandello, senza smettere di guardare Calderoli che mangiava al tavolo accanto. «Secondo l’Emerito, dipende dalla mescolanza genetica con le popolazioni del Medio Oriente». «Mo’ pure i mediorientali sarebbero stupidi?» ha chiesto Eduardo. «Sì. La tesi di Lynn è che più si scende, più si è fessi. Il friulano è più intelligente del romano, il romano del napoletano e il napoletano del siciliano, il più fesso di tutti». Eduardo ha guardato Pirandello e gli ha fatto una smorfia. «E cos’altro ha detto, ‘sto intelligentone?». «Che dal Quattrocento il Sud non partorisce figure di spicco nelle arti e nella politica». «Sulla politica non mi pronuncio» ha risposto Pirandello, «per quanto Nitti, Crispi, Moro…
Ma le arti! Ha conosciuto un intellettuale più arguto del lucano Beniamino Placido?». «No». «E il Nobel per la medicina vinto dal catanzarese Dulbecco?». «Se è per questo, signor Pirandello, il Nobel lo vinse anche lei…» «Forse ‘sto Lynn ti avrà preso per uno svedese» ha detto Eduardo al suo commensale. «A noi meridionali manca tutto, tranne l’intelligenza. Il guaio nostro è che ne abbiamo così tanta che pensiamo di poter campare solo con quella. Sarebbe meglio darne via un po’». Detto fatto, ha preso un etto della sua intelligenza e l’ha spedita in Ulster.
Io che sono una curiosa ho dato uno sguardo alla pubblicazione per identificare chi sarebbe stato l’ultimo degli intelligenti risalenti al 1400 (significant figures). A dire il vero, Lynn fa una serie di riferimenti a studi effettuati negli anni (infilandoci anche Tabellini), in particolare ad uno studio di Murray. Che qualcuno lo aveva anche trovato negli anni che vanno dal 1400 ad oggi. Forse avremmo potuto recuperare rispetto al centro, passando pure in seconda posizione dal 1800 al 1950.

Ma la cosa non è ritenuta sufficiente e influente. La “colpa” (La spiegazione della differenza genetica) sarebbe della nostra mescolanza con i Fenici, i cartaginesi e più tardi degli arabi. Nonostante l’occupazione dei normanni, par di capire. “But the Arab occupation left a genetic footprint”:
The explanation of the genetic difference between northern and north-central Italians and southern Italians together with Sardinians is that over the course of many centuries there has been considerable immigration into the southern Italian mainland, Sicily, and Sardinia by peoples from North Africa and the Near East. Around 750 BC the Phoenicians and later the Carthaginians from North Africa colonized all these southern Italian regions (Aubet, 2001; Marston, 2002). Later, “Arabs occupied Sicily, Sardinia and Southern Italy in the seventh to the ninth centuries” (Cavalli-Sforza et al., 1994, p. 261). Sicily was ruled by Arabs from North Africa until 1060 and “during and after the Arab conquest, large Arab immigration took place” (M.M.C., 1960, p. 608). Arab rule ended in 1060 when Sicily was conquered by the Normans, but the Arab occupation left a genetic footprint. These results have been further confirmed by Zalloua, Platt, El Sibai, and Khalife (2008) who report genetic similarities between male Phoenicians (from present day Lebanon) and males in the populations of Sicily, Sardinia, and the far south of mainland Italy.
Che dire? Solo che lo studio viene pubblicato e messo a disposizione per il download anche dall’Associazione Docenti Italiani.