La metafora del tappo di bottiglia usata da Ignazio La Russa. E il Cavaliere blocca la corsa all’eredità.
Ogni tanto c’è chi armeggia con il tappo, ma quando si rende conto che – aprendo la bottiglia – potrebbe versare tutto lo spumante, si ferma
Ipotesi azzeramento molto gettonata su tutti i quotidiani. Sul Corriere si ipotizza un coordinatore unico dopo le regionali. Ci si sofferma sul caso esploso (ora ?!?) alla Camera, con i numeri uno e due, Cicchitto e Bocchino, “che in alcuni casi sostengono addirittura cose diverse nello stesso momento”. Con il Cav che avrebbe detto: «Si cambia, si cambia». E si conclude: «Dopo il voto si vedrà. Un dettaglio non di poco conto: Anche per Fini è arrivato il tempo di cambiare».
Anche qui si parla di un azzeramento dopo le regionali. “Così, quando nella sala del governo di Montecitorio si presentano più gruppi di parlamentari campani la situazione non può che precipitare. Prima il dimissionario Cosentino, poi la Mussolini, la De Girolamo, Labocetta, Landolfi, Di Caterina e via andare. Quasi tutti – la Mussolini in prima fila – a lamentarsi della «gestione Bocchino», che non contento di aver ottenuto la candidatura di Caldoro (ndr quindi pare di capire che il pericoloso ex-socialista da non votare, come letto in giro da qualche parte, è stato scelto da Fini in persona), vorrebbe «dettare legge» su tutto e tutti. È anche per questo, dicono i presenti, che Caldoro è calato nei sondaggi da +10 a +6, perché mentre De Luca incontra gli operai «noi stiamo a farci la guerra e a discutere dell’alleanza con l’Udc».
A fine giornata Silvio Berlusconi è idrofobo: «Sono davvero stufo», confessa il presidente del Consiglio dopo aver trascorso l’intero venerdì a combattere con ministri, dirigenti e parlamentari del suo partito, «dopo le Regionali, rivoluziono tutto» si legge qui. È scontento del PdL, Silvio, non ne fa mistero: «C’è chi preferisce perdere, piuttosto che condividere la vittoria con gli altri».
Per La Stampa, Silvio epurator. Per Verdini giorni contati. Nel Pdl si andrebbe verso la scelta di Bondi come coordinatore unico, ma pare avere notizie diverse visto che anticipa anche l’informazione sulla nomina del vice “che sarà il finiano doc Italo Bocchino”. Anche per il quotidiano torinese però «tutto questo avverrà dopo le elezioni regionali». Intanto Si completano le candidature. Guerra in Toscana Matteoli non ci sta. In Lombardia stop ai «sospettati». Nel Lazio unica regione immune da rischi giudiziari tiene banco quello che è stato ribattezzato il «listino delle mogli».
Compaiono quella di Gianni Alemanno, Isabella Rauti, che è capo dipartimento al ministero delle Pari opportunità, e quella di Fabio Rampelli, Gloria Sabatini, giornalista del Secolo. Entrambe però hanno una robusta storia politica alle spalle, dunque tanto basterebbe a evitare le contestazioni. In lista anche Annalisa D’Aguanno, voluta da Andrea Augello. Compare il nome di Francesco Storace che sarà anche capolista della Destra. L’Udc sistema il re dell’immobiliare Roberto Carlino, e poi Anna Teresa Formisano e Rodolfo Gigli. In quota Forza Italia confermati Ernesto Irmici (Cicchitto), Carlo De Romanis (Tajani), Fabiana Santini (Scajola), e Francesca Pascale (voluta da Berlusconi, lavora da Giro). Manca da individuare ancora una donna forzista.
update: Il premier difende il coordinatore Verdini: «È un galantuomo. Contro di lui attacchi esterni ed interni che mettono a rischio il risultato elettorale». Lo afferma Silvio Berlusconi in una nota in cui smentisce ancora una volta le frasi attribuitegli dalla stampa. Una nota scritta di suo pugno, per evitare fraintendimenti.
«Pur avendo in passato criticato il malvezzo dei giornali di attribuirmi virgolettati e pensieri mai espressi credo che la responsabilità non sia più solo della stampa ma di chi la usa per giochi di potere personali, per cercare di indebolire chi, proprio come l’on. Verdini, si è speso e si spende giorno per giorno per costruire la struttura del Popolo della Libertà, lavoro storico e difficile, difendendolo con determinazione dagli attacchi esterni e, magari, interni». «Per cercare di colpire un galantuomo come l’on. Verdini – aggiunge la nota – si rischia di incidere negativamente su un risultato elettorale che si annuncia in ogni caso come ampiamente positivo. Confermo quindi a Denis Verdini la mia amicizia e la mia piena fiducia».
Dopo il rinvio di ieri ritorna sulla proposta anticorruzione: “In settimana via al ddl anti-corruzione”
«Tutto il governo è stato concorde per rendere più articolato il disegno di legge contro la corruzione: la prossima settimana penso che sarà pronto. Sono stato io a volerlo», ha reso noto il premier, «io a proporlo e io poi, a seguito della discussione approfondita che si è svolta in Consiglio dei ministri, a ritenere che poteva essere migliorato»