Archivio per Esteri

Si o no?

Il primo anno della presidenza Obama. Delusione sì: troppi pasticci. Delusione no: diamogli tempo.

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World’s Most Admired Companies

Apple è per il terzo anno consecutivo al primo posto tra le aziende della rivista Fortune, che la considera «la più ammirata al mondo» .

Tra le aziende italiane quella con la miglior reputazione è la Edison, con un punteggio di 6,96 che conferma la posizione per il secondo anno consecutivo.

Nella classifica delle ’World’s Most Admired Companies’ di 346 aziende globali, la società di Cupertino è seguita da un altro gigante tecnologico, Google, mentre al terzo è la Berkshire Hathaway, la società di investimenti di Warren Buffett.

Microsoft per la prima volta esce dalla top ten, passando dalla decima all’undicesima posizione.

via Apple ancora l’azienda più ammirata al mondo, Google seconda

Qui l’articolo di Fortune, World’s Most Admired Companies.

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Là dove ci sono i pesci

Iqaluit (in Inuktitut: “Là dove ci sono i pesci”) è la capitale del Territorio del Nunavut, separatosi dai Territori del Nord-Ovest del Canada il 1º aprile 1999. Il Nunavut ha una popolazione di circa 30.000 abitanti, di cui l’85% sono popolazione native principalmente di etnia Inuit. Parlano la lingua inuit (qui un esempio) che è tradizionalmente parlata in tutta l’Artide nordamericana e in alcune parti della zona subartica, nel Labrador. In passato era parlata in qualche misura nella Russia orientale, in particolare nelle isole Diomede, ma oggi è quasi sicuramente estinta in Russia. Il nome che gli Inuit usano per definirsi significa, invece, semplicemente “uomini” (ci viene in aiuto wikipedia).

Ed è qui che il canadase Jim Flaherty ha preparato una vera esperienza artica per i ministri delle Finanze del G7, che sono stati accolti a Iqaluit nel nord estremo del paese e invitati a una corsa sulle slitte trainate dai cani, sulla baia di Frobisher interamente ghiacciata. L’idea non è piaciuta a tutti; il segretario americano al Tesoro Timothy Geithner, il governatore della Federal Reserve Ben Bernanke e parecchi altri illustri ospiti hanno cortesemente declinato. Invece sono saliti coraggiosamente sulla slitta il ministro delle Finanze Giulio Tremonti e il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, come il collega della Banca d’Inghilterra Mervyn King. Il termometro segnava -17. Bistecche di foca a Iqaluit, il sindaco: «È la nostra dieta»:

La foca sarà servita, a Iqaluit, in tutte le salse. Per i ministri delle finanze e i banchieri centrali del G-7 riuniti venerdì e sabato nella gelida capitale della regione canadese del Nunavut, sono state preparate poltrone rivestite di pelle di foca per le riunioni, bistecche di foca durante i pasti e gadget di pelliccia di foca da portare via come souvenir. Nel menù del vertice anche stufato di caribù e tartara di bue muschiato. E se il ministro francese Christine Lagarde ha già storto in naso perchè vegetariana, l’Unione europea condanna la caccia di foca in Canada, a meno che non sia condotta a scopo di sussistenza proprio come nel caso degli eschimesi che abitano a Iqaluit, dove la terra è sempre ghiacciata, non c’è un albero (e neppure un semaforo) e le temperature medie a febbraio si aggirano sui -30 gradi centigradi.

Ma non è una forma di lobby da parte del Canada sui delegati della Ue, assicurano gli organizzatori. «È solo un modo per far conoscere meglio la nostra cultura e le nostre tradizioni», ha spiegato Emily Karpik della comunità di Panggnirtung. «Noi usiamo tutto della foca, dalla pelle alla carne e speriamo che il G-7 serva a far capire quanto sia importante per noi la caccia a questo animale – ha aggiunto – dal quale dipendiamo da generazioni per cibo e vestiario».

Dopo la “coraggiosa” corsa in slitta di Tremonti e Draghi (purtroppo del Governatore non circola nessuna foto), le dichiarazioni dei due. Secondo il ministro «Le regole spettano degli Stati, il Fmi diventi World Economic Council», per il governatore «Le nuove regole non impediscono la ripresa», aggiungendo «Tutti partecipano all’elaborazione delle regole, politici e tecnici». Per alcuni osservatori così Draghi, avrebbe indirettamente e polemicamente risposto al ministro dell’Economia Giulio Tremonti che aveva invece sottolineato il primato della politica nella definizione delle regole. «Non c’è polemica. Tecnici e politici partecipano» ha poi detto Mario Draghi, spegnendo così sul nascere l’innesco ad ogni ulteriore polemica.

Nonostante l’igloo poi crollato sul ministro delle Finanze canadesi, rimasto “miracolosamente” illeso, Giulio Tremonti e Mario Draghi, nella doppia veste di governatore della Banca d’Italia e di presidente del Fsb partecipano per Italia al G-7 finanziario nell’artico canadese per parlare di ripresa, banche e mercati. E Draghi è, come scrive Gianni Riotta, “semplicemente il miglior candidato europeo alla Bce “.

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The Top 10 Everything of 2009

The Top 10 Everything of 2009 – Time

Consueta sfilza di classifiche di fine anno del Time, che quest’anno ha incoronato Ben Bernake, il presidente della Federal Reserve, la banca centrale americana, come «uomo dell’anno 2009». Due menzioni speciali per il nostro premier. E’ al primo posto assoluto qui:

Top 10 Breakups

  1. Silvio Berlusconi and Veronica Lario

e riesce ad occupare la terza posizione, scavalcando anche il Presidente Obama, solo ottavo (purtroppo, e nonostante il gran lavoro di Repubblica, non riuscendo ad entrare nelle top degli scandali e delle gaffe), in questa:

Top 10 T-Shirt-Worthy Slogans

  1. Kanye West
  2. Tiger Woods
  3. Silvio Berlusconi

Qui la frase che gli ha permesso di occupare il terzo posto:

“I’m no saint”

via Full List – The Top 10 Everything of 2009 – TIME.

Qui invece in The Year in Pictures 2009, un omaggio a Federico Fellini. Ciao, Fellini! (Or We Love Fellini).

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Dialettica geopolitica

Gli allievi della Scuola del Partito Comunista hanno ascoltato con attenzione le tesi vivaci del ministro dell’Economia italiano. Il quale, nonostante le sue passate prese di posizione critiche sulla globalizzazione talvolta anche dal sapore un po’ troppo anticinese (ma di questo, forse, sono responsabili anche certe forzature del mondo politico e della stampa italiana), ieri dalla cattedra del Pcc ha parlato alla nomenklatura usando sapientemente tutti gli ingredienti della dialettica geopolitica che piacciono ai cinesi: il multilateralismo, la democrazia occidentale non esportabile, il principio della non ingerenza, le peculiarità del socialismo cinese, aggiungendo anche un pizzico di terzomondismo che a Pechino non guasta mai.

via Tremonti in Cina parla alla scuola del partito comunista | Laogai.

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Elezioni locali

A quando lo stesso “tono” e gli stessi titoli nell’analizzare le elezioni locali in Italia? Dopo le prossime regionali?

O sarà il solito tripudio di test decisivo per la vita del governo (prima), la solita vigilia della possibilità irripetibile di mandare a casa un governo illegittimo e di disfatte e di trionfi (dopo)?

Crisi o tracollo?

La lettura delle notizie su Internet e il crollo degli incassi per le inserzioni pubblicitarie hanno inferto un duro colpo alle vendite dei quotidiani negli Stati Uniti. Nell’ultimo semestre, la diffusione complessiva del settore ha subito un crollo del 10,6%, molto superiore alla flessione del 4,6% avvenuta nello stesso periodo dell’anno scorso. Mentre la diffusione domenicale è scesa del 7,5 per cento.

[...] La carta stampata attraversa una crisi epocale. Le vendite di quotidiani cominciarono a scendere all’inizio degli anni ’90, ma nell’ultimo periodo c’è stato un vero tracollo. Il problema fondamentale, affermano gli analisti, è che i lettori, con l’accesso all’informazione su Internet, percepiscono ormai le notizie come un bene gratuito. E sono dunque sempre più restie ad acquistare copie cartacee.

via APCOM – Editoria, crolla ancora diffusione quotidiani Usa -10,6%.

Fenomeno in atto non solo negli Stati Uniti, ma anche drammaticamente in Italia. Anche se dai noi sembrano interessare più le classifiche. Chi vende e chi no. I dati sulla diffusione su Prima Online.

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Nasce l’asse Berlusconi-Sarkozy

Si consolida l’asse Roma-Parigi per l’immigrazione clandestina. Il premier italiano, Silvio Berlusconi, ed il presidente francese, Nicolas Sarkozy, si presenteranno la settimana prossima al consiglio europeo con una voce sola. E forte. Per chiedere a Bruxelles una presa di posizione netta e azioni “concrete” sui flussi migratori. Perché – hanno anticipato in una lettera congiunta indirizzata al presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso – sul tema l’Ue si gioca la sua “credibilità”: è una “sfida importante” che rappresenta un “banco di prova per l’azione europea“. La solidarietà europea “non può restare a livello di parole“, ma deve “tradursi in autentica condivisione delle responsabilità”, scrivono i leader dei due paesi insistendo sulla necessità che già “a partire dal prossimo Consiglio Europeo”, in programma a Bruxelles i prossimi 29 e 30 ottobre, “vengano prese decisioni concrete“. Una decisa azione europea cioé verso i Paesi di origine, transito e destinazione dei migranti per contrastare e prevenire l’immigrazione clandestina. Roma e Parigi sollecitano così – secondo quanto contenuto nella lettera – il rafforzamento dell’Agenzia europea Frontex, l’organismo che gestisce la cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Ue. Ma non solo. Italia e Francia – che, separatamente, in passato hanno già presentato una serie di iniziative sul tema dell’immigrazione – scendono in campo fianco a fianco anche per sollecitare un accordo europeo con la Libia che aiuti le Autorità di Tripoli a controllare meglio i propri confini e a gestire in maniera più efficace i flussi di immigrazione irregolare che la riguardano.

via Immigrazione: nasce asse Berlusconi-Sarkozy – Mondo – ANSA.it.

Berlusconi-Sarkozy: lettera all’Ue su immigrazione. «Azioni concrete». Qui il testo integrale della lettera congiunta diffuso dall’Eliseo.

Scelta importante

“Colpisce che nel dibatti­to italiano si discuta po­chissimo di una scelta così importante”. Si tratta della nuova carica di presidente permanente del Consiglio europeo. Ne parlano Mario Monti, Quale Presidente per l’Europa:

Se fosse un posto al­la Rai, il dibattito politico e mediati­co sarebbe già scate­nato. Invece, si tratta «so­lo» del presidente del Con­siglio europeo, la posizio­ne di vertice dell’Unione Europea. Appena il Tratta­to di Lisbona entrerà in vi­gore, i capi di Stato o di go­verno eleggeranno il loro presidente, per due anni e mezzo rinnovabili una vol­ta, ponendo fine alla rota­zione semestrale. Se fosse eletto uno di loro, dovrà la­sciare la carica nazionale.

Quasi nessuno dei 27 grandi elettori ha finora di­chiarato la propria preferenza. Il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, fa eccezione. Qualche mese fa aveva già espresso il proprio favore per l’ex primo ministro bri­tannico Tony Blair. Il 14 ot­tobre, con una lettera al «Foglio», l’ha confermato. continua

e Andrea Romano. Tony Blair presidente europeo (o almeno un suo clone).

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