Archivio per Appuntamenti

Mai porre limiti alla provvidenza

Mai porre limiti alla provvidenza. Ancora su “Placata la bufera, torniamo al libero mercato“, il primo seminario voluto e animato dal suo nuovo consigliere per l’economia, BDV, che G.Fini affronterà il 27 febbraio. Così ne parla il finologo del Foglio: Ecco il documento economico per un Pdl liberale. Così Fini studia da anti Tremonti“. Continuando di questo passo altro che adesione alla scuola di Chicago!

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Nucleo di idee in cammino e in evoluzione

Italia Oggi

Per l’undicesimo anniversario della scomparsa di Pinuccio Tatarella a Bari si contavano più le assenze, che le presenze. Per il politico pugliese è stata celebrata una messa nelle chiesa di San Ferdinando, ma i personaggi più in vista nella sfida per la regione Puglia non si sono visti: a cominciare da Adriana Poli Bortone, già ministro dell’Agricoltura.

Per continuare con il Pdl Rocco Palese e il ministro Raffaele Fitto. L’iniziativa era stata voluta dalla famiglia Tatarella, ma la campagna elettorale ha evidentemente distolto l’attenzione. E pensare che l’anno scorso si era svolto un convegno a Montecitorio con il presidente della camera Gianfranco Fini che allora parlò di Tatarella e del suo «nucleo di idee in cammino e in evoluzione». (PdN)

Se si prova a cercare Tatarella sul sito online del Secolo il risultato è questo:

Sul sito della Camera se si tenta ancora sul “Secolo” una ricerca degli ultimi sette giorni (idem sugli ultimi 30), come risultato si ottengono queste pagine: neanche l’ombra di Pinuccio Tatarella. Non parliamo delle prime pagine.

Il Foglio l’8 febbraio 2010, gli ha dedicato questo ricordo. Perché Tatarella aveva già in mente il Pdl dieci anni prima che nascesse. Evidentemente in redazione (al Secolo) erano tutti troppo impegnati a ripetere ogni giorno l’invito a partecipare alla presentazione della loro nuova politica.

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L’impegno comune del ricordo

Il Presidente Napolitano nel Giorno del Ricordo.

Siamo qui per rinnovare anche quest’anno l’impegno comune del ricordo, della vicinanza, della solidarietà, contro l’oblio e anche contro forme di rimozione diplomatica che hanno pesato nel passato e che hanno causato a tanti di voi profonde sofferenze. Siamo dunque più che mai con quanti vissero la tragedia della guerra, delle foibe, dell’esodo, siamo accanto a loro e ai loro famigliari, accanto alle famiglie delle vittime innocenti di orribili persecuzioni e massacri.

[...] Ho ricevuto nei giorni scorsi una lettera molto bella da Trieste, a firma di due docenti, il prof. Segatti e il prof. Spadaro, e vorrei che la stessa equanimità mostrassero tutti coloro che intervengono con loro scritti per ricostruire la storia di vicende così dolorose. La stessa equanimità e lo stesso rigore scientifico che hanno caratterizzato la straordinaria opera che ho ricevuto questa mattina dagli autori, professore De Vergottini e professore Lago che, con la decisiva collaborazione dell’Istituto geografico militare, hanno ricostruito la toponomastica nei secoli di Istria, Fiume e Dalmazia.

Credo comunque di poter citare e fare mie le considerazioni dei due studiosi triestini che mi hanno scritto sul valore dell’occasione che il Giorno del Ricordo offre per riflettere anche su “quale sia stata l’esperienza storica, civile, politica degli italiani della costa orientale dell’Adriatico, dei giuliani, fiumani e dalmati, di lingua italiana”.

Le Foibe? Un episodio della storia recente quasi sconosciuto. Almeno per sei italiani su dieci, che affermano di non saperne nulla. Solo il 38% della popolazione italiana ha dimostrato di conoscere il significato della parola “foibe” (-3% rispetto al 2008) e il 16% (-7%) l’espressione “esodo giuliano-dalmata”. Il dato, considerato una “perdita di memoria“, emerge dal sondaggio (qui le tavole statistiche) commissionato dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd) alla Ferrari Nasi & Associati Ricerche in vista del Giorno del Ricordo. Sull’esodo giuliano-dalmata il profilo che dimostra maggior sensibilità è maschio, oltre i 56 anni, abitante nel Triveneto, laureato, di classe sociale medio-alta e di Centrosinistra. Gioca a favore, in quest’ultimo caso, il ruolo della memoria storica di chi gli eventi li ha visti con i propri occhi.

A commento dell’indagine l’istituto scrive:

Il dato che sembra apparire subito più chiaro è che, rispetto a due anni fa, il ricordo dei fatti, già molto basso nella popolazione, diminuisca in maniera sensibile. Meno sulla definizione di “foibe”. Qui si passa dal 41% al 38%, una differenza in calo ma ancora al limite della possibilità teorica di fluttuazione statistica. Definita, invece, quella sul fenomeno dell’”esodo”, dal 24% del 2008 al 16% del 2010. Più in dettaglio ed in coerenza con i risultati della scorsa indagine, si rilevano quote di poco più alte tra gli uomini piuttosto che tra le donne, nelle aree del settentrione del Paese e tra le persone più istruite. Su quest’ultimo dato, però, non bisogna farsi trarre in inganno: i laureati ottengono solo il 40% sulle foibe, cioè solo il 2% in più rispetto alla media del campione, ed il 23% sull’esodo. Voglio solo ricordare che si tratta di persone che hanno studiato per almeno sedici anni e ripetuto tre o quattro volte il ciclo di storia.

L’elenco delle foibe istriane.

p.s.: Per chi pensa sia opportuno continuare a commentare la giornata e raccontare la storia ricordando i discorsi di un “rampante” Benito Mussolini, invece di spiegare cosa siano state le foibe.

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Tacere

Fini ai suoi: “Speravo che oggi tutti tacessero. Era meglio il silenzio…

Fini avrebbe preferito il silenzio a un anno dalla morte di Eluana. “Avrei sperato che tutti tacessero ha confidato il presidente della Camera”.

La prima pagina di Ffwebmagazine in primo piano mette l’opinione di BDV. Il Secolo d’Italia riceve e volentieri pubblica l’opinione di Rocco Buttiglione, richiamandola in prima pagina.

Secondo me questa volta era lui che c’è l’aveva con i suoi. Altroché!

update: da leggere Una persona: non un’icona o una bandiera.

riupdate: questa me l’ero persa, troppo distratta. BDV di cui sopra è “Il radicale del Pdl, indicato ieri dallo stesso Fini come l’interprete della sua linea”, letto qui. Mi sembrava giusto chiarirlo.

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Eurispes 2010

Solo il 36% dei cittadini condivide e approva l’attuale sistema ordinamentale che accomuna indistintamente i magistrati dell’accusa, quelli che devono esercitare una funzione di controllo sull’operato dei primi nel corso delle indagini e coloro che invece attraverso il processo dovranno giudicare. Il 57,8% non condivide tale sistema e solo il 6,2% non esprime un’opinione a riguardo. E’ quanto afferma una delle sezioni del Rapporto Italia 2010 anticipata oggi dall’Eurispes, che presenterà l’intero Rapporto venerdì prossimo, 29 gennaio.

via EURISPES-RAPPORTO 2010

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Buon Anno!

Da quella parte d’Italia che si sta godendo una storica sciroccata natalizia, anche per quelli che stanno al freddo e al gelo, Tanti Auguri!

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Buon Natale e Felice 2010 a tutti!

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Buon Natale 2009

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Supponenza

A proposito di intimidazioni. Mi pare sulla buona strada per essere inserito d’ufficio anche lui tra gli intimidatori che non le permettono di lavorare tranquillamente.

Due grandi delusioni: una scontatissima, l’altra meno. Sia detto in nome del pluralismo dell’in­formazione, della libertà di stampa, dell’irritua­lità, dell’omologazione dell’audience, dei dove­ri dell’imparzialità, del martirologio mediati­co, ma «Parla con me» di Serena Dandini è inguardabile: un’esibizione di infantilismo politico, di snobismo d’accat­to, di nostalgia dell’egemonia culturale, di narcisismo ai li­miti delle chirurgia estetica, di banalità colte, di umorismo di quart’ordine, di supponenza, tanta supponenza (Raitre, dal martedì al venerdì, ore 23.25).

La Dandini (non diremo mai l’età) riesce persino a presen­tarsi in pubblico con l’ombeli­co scoperto, come non usa più nemmeno fra le adolescenti. In 40 minuti di trasmissione, mar­tedì sera, l’unica cosa decente è stato l’intervento del Trio Me­dusa, un «prestito» delle Iene. Ecco, vedere poi la Dandini che intervista Piergiorgio Odifred­di e si vanta anche di averlo scoperto (televisivamente par­lando) è una di quelle occasio­ni in cui uno si chiede: ma per­ché il Servizio pubblico deve fi­nanziare la Dandini e i suoi die­ci autori? Perché? Perché tutto si tiene.

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Appuntamenti

logoigf09

Settimana impegnativa, quella alle porte, per i cultori delle telecomunicazioni e delle nuove tecnologie, con almeno quattro impegni di grande rilievo. Dal 5 al 7 ottobre si terrà a Pisa l’Internet Governance Forum Italia, scenario privilegiato per dibattere il futuro assetto della rete. A Milano, il 5 ottobre, Meet The Media Guru ospita Steven Berlin Johnson per una riflessione sul destino dei mezzi di comunicazione. Il 6 ottobre, a Roma, “Liquidi, veloci, mobili: contenuti digitali e risorse per la conoscenza“, l’annuale workshop organizzato dalla Fondazione Barbareschi e da Key4Biz. L’8 ottobre, infine, ancora a Roma, il Cesda organizza l’ottavo Convegno nazionale sul Diritto Amministrativo Elettronico. Craving for ubiquity.

UPDATE. Quasi dimenticavo che la settimana si chiuderà con il tradizionale appuntamento di Between a Capri.

via Agenda minima dell’Itc

Qui il programma della tre giorni dell’Igf 2009 (Internet Governance Forum Italia 2009), che può essere seguito in diretta video, “Costruiamo insieme il futuro della Rete!“.

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