Mai così uniti
Intervenendo alla convention del Pdl “Più unito il PdL, Più forte l’Italia” (qui la registrazione su Radio Radicale) in corso a Roma, il vicecapogruppo del Pdl al Senato Gaetano Quagliariello, afferma:
“Non voglio che le correnti diventino partiti nei partiti, e che la vita delle istituzioni sia sottoposta alle esigenze delle correnti: significherebbe passare dalla partitocrazia alla correntocrazia, e questo proprio non si può accettare”. “Le correnti – spiega Quagliariello – non fanno saltare il patto tra elettori e istituzioni che si salda quando si vincono le elezioni. Ma con le correnti esiste un problema: è inutile fare finta di non vederlo”. Da qui il monito: “C’è la dinamica delle istituzioni e dall’altra parte c’è il dibattito del partiti. È bene che non ci siano sovrapposizioni. Questo devono capirlo la maggioranza e la minoranza”, ha concluso auspicando che l’iniziativa di oggi “vada verso il Pdl e non porti il partito a diventare uno spazio di correnti”.
Della stessa opinione è il ministro Altero Matteoli che, nel suo intervento, ha sottolineato come “siamo qui per unire” e poi ha rilevato: “Nonostante la fusione di due grandi partiti noi abbiamo una grande leadership. Quanto pagherebbe la sinistra se potesse riconoscersi in un leader diverso che sia forte come il nostro?”. E allora, sottolinea Matteoli, “non siamo pentiti per la nascita del Pdl. Abbiamo realizzato un fatto rivoluzionario e la destra non ha dovuto rinunciare a nulla ottenendo grandi risultati: se oggi a Roma il sindaco viene dall’Msi è possibile solo se c’è il Pdl”. Infine Matteoli puntualizza: “Non abbiamo bisogno di professionisti della legalità. Dobbiamo continuare ad agire come abbiamo sempre fatto. La legalità non è fatta solo di leggi scritte o di corse all’ultimo emendamento. Non ci appartiene il tema della legalità come strumento di lotta contro l’avversario”.
«Non vorrei – ha arguito – che alcuni amici si spendessero in modo insistente sulla legalità perché anche essi nascondono un complesso di inferiorità nei confronti della sinistra».
Ma è ovvio che «chi ruba non ha, e non deve avere, nulla a che vedere con il Pdl, ha detto il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, parlando dal palco della convention. La Meloni ha svolto il suo intervento parafrasando una canzone di Giorgio Gaber “Qualcuno era comunista”. «Qualcuno era di destra perché non sopportava la corruzione dei politici. E allora nessuna indulgenza per chi ha arricchito il proprio conto in banca. Questa gente non ha nulla a che fare con noi». Il ministro Meloni ha dunque lanciato una proposta per introdurre nello statuto del Pdl la norma che preveda il «no alla ricandidatura vita natural durante per chi stato condannato in via definitiva per corruzione».
“Nel Pdl non ci sono due destre, non c’è una destra greve e populista e una legalitaria e nazionale, ma c’è un unico partito in cui sono confluite due storie diverse“. Aggiunge il coordinatore del Pdl Sandro Bondi. Il ministro si dice favorevole ad “un confronto che costruisca una nostra storia insieme”.
L’incontro che è stato promosso da Italia protagonista, Nuova Italia e dalla Fondazione della Libertà per il bene comune, ha visto la presenza di Gasparri, Alemanno, Bondi, Cicchitto, La Russa, Matteoli, Meloni, Quagliariello e Verdini. Ha precisato Ignazio La Russa:
“Non è qui riunito un gruppo di ex An, ma siamo qui per proseguire la rotta giusta tutti insieme, per continuare quel percorso iniziato quando ci siamo candidati sotto le insegne del Pdl di Berlusconi e Fini”. La Russa ha sottolineato che deve esserci il dibattito nel partito ma “non bisogna inseguire quello che dicono i dirimpettai del lato opposto della barricata altrimenti non siamo un partito ma siamo un’eco”.
Ha chiarito che non è assolutamente un’iniziativa anti-Fini (La conta c’è già stata). E dato che il “Partito non è caserma, lavoriamo per rafforzarlo”. L’iniziativa di oggi, ha continuato La Russa, è fatta “per tenere unito il Pdl e renderlo più forte. E’ stato deciso al congresso di fare un grande partito e questa iniziativa è una conseguenza del congresso. Non c’è una nuova corrente, continuiamo quanto avviato dal congresso con l’obiettivo di rafforzre il Pdl. Ciascuno può discutere liberamente senza astio o rancore in quadro di unità che vogliamo assumere e mantenere”. “Noi di destra non siamo mai stati così uniti”.
“Alleanza nazionale ci aveva messo insieme ma mai con così tanta coesione”
Nessuna prova di forza con Gianfranco Fini, né una conta all’interno del Pdl e neanche una nuova corrente. Il messaggio dell’assise è radicare il partito sul territorio, nel segno dell’unità. La Russa ha poi così concluso:
“Abbiamo fatto una scelta vincente nello scegliere di fare il Pdl e a chi ci domanda che siamo venuti a fare qui oggi rispondiamo che siamo venuti a dire che quel percorso lo vogliamo accelerare, non vogliamo avere astio e contrapposizioni con nessuno. Vogliamo costruire un Pdl che ci faccia essere orgogliosi della nostra militanza politica, dei risultati raggiunti, che ci faccia dire “sono contento di essere un uomo di destra perché nel Pdl le nostre idee non solo hanno cittadinanza ma hanno finalmente la grande chance per diventare realtà per i cittadini italiani”.
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