Se il “compagno Fini” continua a raccogliere elogi e consensi in una sinistra ormai all’impasse, ‘Il Secolo d’Italia’ è diventato il braccio armato della metamorfosi mediatica del presidente della Camera. Già, perché che Fini sia diventato di sinistra noi non lo crediamo affatto, ma che ‘Il Secolo’ si diverta a cavalcare tutte le proteste contro il governo è ormai un dato di fatto. “Ascoltiamo i manifestanti del ‘No Gelmini Day’” tuonavano da via della Scrofa qualche giorno fa, consapevoli dell’inutilità e della stupidità di un consiglio simile. E’ ottobre e come tutti gli anni, da almeno mezzo secolo a questa parte, gli studenti invocano la protezione di San Francesco d’Assisi e scendono in piazza a manifestare. Insomma, possibile che nessuno lì in redazione si ricordi dei tempi del liceo o dell’università?
Fortunatamente (per loro) non ci sono solo i Granata, i Bocchino, i Raisi, le Perina o le Napoli. E quelli che parlano qui così non sono neanche gli autori dei dossieraggi infami al soldo del padrone.
Oltre a dire la loro sulla guerra irresponsabile (purtroppo però continuiamo a farcela tra di noi) da tempo dichiarata dal “braccio armato” di via della Scrofa, così commentano l’altra recente farneticante performance televisiva della coordinatrice calabrese di Generazione Italia. A proposito di quel: “Sottosegretario Sottosegretario… Stanno volando le bombe…”
Mettiamo da parte una volta per tutte la prospettiva schmidtiana fondata sulla frontale opposizione tra amico e nemico. Scopelliti è bravo e fintanto che svolgerà bene il suo lavoro noi lo difenderemo. Per questo ci è profondamente dispiaciuto vedere una deputata di Fli impegnata a lanciare accuse e frecciate al Governatore della sua Regione. Erano sbagliati i toni e altrettanto i concetti… .




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