Le parole del viceministro del Lavoro Michel Martone hanno sollevato un vespaio di polemiche. Che cosa avrà mai detto il più giovane rappresentante del governo? Martone ha avuto l’ardire di dichiarare che, se a 28 anni non sei ancora laureato, sei uno sfigato, e che “essere secchione è bello”. Avete capito bene. E guardate che non ha fatto quelle allusioni o insinuazioni così care al politichese nostrano. No, lui ha scelto i toni forti e chiari di chi dichiara e non bisbiglia, un messaggio forse parco di sobrietà, ma solido nel contenuto. Un invito a non restare parcheggiati nei viali degli atenei italiani, a darsi da fare per essere competitivi in uno scenario più ampio, oggi innanzitutto europeo, dove l’età media della laurea è di 24 anni, in confronto agli ultra 27 di casa nostra.
E casa nostra talvolta si trasforma in un bugigattolo, che toglie il respiro. Martone ci consegna una banale verità, laurearsi tardi è da sfigati. Si possono usare sinonimi più politicamente corretti, certo, ma il concetto non cambia. E lo sanno bene le migliaia di studenti, che fanno il diavolo a quattro per laurearsi presto e bene. Qualcuno vuole forse convincerci del contrario? continua qui
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caro mio, ci possiamo pure laureare presto, ma se non conosciamo gli amichetti di papà, restiamo sempre sfigati.