Ce l’hanno raccontato come uno stupido e un bigotto e a volte ci è apparso davvero così. La lista delle malefatte e degli errori che possiamo rimproverargli è lunga. Ma qualcosa di buono l’ha fatto e ora che sta uscendo di scena sarebbe onesto riconoscerlo, anche a sinistra: George Bush ha aiutato, come nessun altro prima, i sieropositivi dei paesi più martoriati del mondo.
Chi sgrana gli occhi è giustificato: Bush è passato alla cronaca come un nemico dei condom e il suo rapporto con la scienza non è stato certo una luna di miele, come dimostra il lungo elenco di firme raccolte contro di lui nei laboratori da un noto gruppo di advocacy. La success story dell’impegno di Bush contro il virus Hiv, oltretutto, non ha mai sfondato sulle prime pagine. Neppure quando all’ultimo World Aids Day, il primo dicembre 2008, il presidente della guerra al terrore si è guadagnato la Medaglia internazionale per la pace per il progetto Pepfar (President’s Emergency Plan for Aids Relief). In quell’occasione in tanti gli hanno reso omaggio per mezzo di tributi video: da Ban Ki-moon a Bono, da Bill Clinton a Obama. Ma il giorno dopo l’attenzione dei giornali era tutta per l’abbraccio di Hillary e Barack. I numeri comunque parlano chiaro. continua qui
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