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Con la Giustizia non si scherza!

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La riforma del processo penale targata 5 stelle, che vede la firma del ministro della (In)Giustizia Buonafede reca in buona sostanza modifiche alla disciplina della prescrizione dei reati (Capo II- art. 7-11). Il testo in esame prevede, in particolare, che dopo la sentenza di condanna in primo grado il termine di prescrizione resti sospeso fino al deposito della sentenza di appello; dopo la sentenza di condanna in appello, anche se pronunciata in sede di rinvio, il termine di prescrizione resta sospeso fino alla pronuncia della sentenza definitiva.
Questa riforma consentirà quindi ai magistrati di “prendersela comoda” nell’andare a fare il loro lavoro, facendo sì però che tante persone, gli imputati ed i loro familiari, aspettino il termine del loro processo per anni. Un calvario giudiziario. O meglio: un incubo!
Senza prescrizione infatti i processi dureranno all’infinito. Si vuole eliminare la prescrizione solo perché lo Stato non intende investire fondi nella giustizia e alcuni uffici giudiziari non hanno capacità gestionali e organizzative.
Qualche barlume di luce però si vede.
L’Avvocatura Italiana, non solo nella sua declinazione penale ma nella sua interezza, si stia mobilitando per evitare che questo incubo diventi realtà. Astensioni e scioperi si contano in tutti i Tribunali Italiani, accompagnati da altre iniziative quali gli incontri con il ministero, le interlocuzioni con parte della magistratura (quella sana e ragionevole) e con la c.d. accademia, oltre che da proposte e studi.
Bisogna comprendere infatti che questa riforma interessa e riguarda non solo gli addetti ai lavori, ma tutti gli Italiani che credono e confidano nella Giustizia, intesa nel suo significato di “operare per il giusto e nel giusto” e non negli slogan del “al rogo il colpevole”. I tribunali dell’Inquisizione hanno condannato a morte tante streghe, che streghe non erano ed ora si corre il rischio che tante persone (tanti innocenti) restino vincolati ad un procedimento penale per anni senza sapere se e quando una sentenza verrà mai emessa.
Da qui all’entrata in vigore di questa scandalosa riforma, prevista per il gennaio 2020, è fondamentale moltiplicare il proprio impegno nella strenua difesa dei diritti della persona a non restare ostaggio senza limiti temporali della giustizia figlia del populismo becero e privo di futuro.

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