Stranezze
Mah io tutto questo entusiasmo da curva calcistica per la vittoria di Vendola contro D’Alema da parte di alcuni bloggher di centrodestra (che ieri sera festeggiavano neanche avessero vinto loro non le primarie, ma le elezioni) non è che l’ho capito molto. Mi hanno ricordato i post di chi invidiava il Pd (il partito che non c’è). Qui chi ha provato a fare analisi e riflessioni diverse.
Dato che la confusione regna sovrana, è il caso di fermare alcuni concetti. Le elezioni primarie sono un prodotto della democrazia, ma a patto che il voto dei cittadini pesi e sia determinante. L’esercizio utile non consiste nel ficcare delle schede nelle urne, ma nel farlo rispettando delle regole, godendo di garanzie, potendo fidarsi di un gioco leale. Altrimenti si chiama in modo diverso: presa in giro. Le primarie fin qui organizzate, anche quando hanno riguardato il centro destra, o erano un imbroglio, nel senso che era scontato il risultato, oppure una gara fra gruppi di pressione e cordate d’interessi come quelle pugliesi della volta scorsa, a fronte delle quali i vecchi congressi di partito, dominati dai “signori delle tessere”, erano un esempio di trasparenza. L’idea originaria, insomma, era buona, ma la pratica è stata pessima. Le regole servono, e devono essere rispettate, a cominciare dal fatto che deve essere chiaro: a. quando si fanno, senza lasciarle ai capricci delle dirigenze; b. chi ha diritto di candidarsi; e c. chi di votare. Una materia, questa, che dovrà essere affrontata quando si metterà mano alla legge elettorale, che tutti criticano ma che a tutti i capi partito, in fondo, sta bene. Il fai da te istituzionale, alla fine, è una barzelletta macabra.
via Davide Giacalone.it.

















