Ma come?

A parte invitarci a non leggere Tomasi di Lampedusa, Sciascia e Camilleri per non cadere nel pessimismo, l’assessore, economista  e professore Mario Centorrino nell’elenco delle “sospensioni” necessarie per permettere alla Sicilia di pensare al futuro, aveva inserito anche Emanuele Macaluso, ex compagno di partito e segretario regionale del Pci siciliano ai tempi: “un altro che sta sempre a rimpiangere il Pci e la tiritera della nostalgia sul milazzismo, su una Sicilia che non c’è più”. Non si sono fatte attendere le risposte di Andrea Camilleri che, dalle colonne della Stampa, ha subito chiosato:

”Non sono gli scrittori a portare «sfiga» alla Sicilia, professore. Ma tutti coloro che da sempre dicono di voler cambiare le cose perché le cose non cambino. Personalmente, devo dichiarare di non credere allo sciocco ottimismo a tutti i costi. E di credere invece nell’onestà dei propositi e nella silenziosa determinazione a realizzarli. E, per ultimo, vorrei suggerire al professore d’essere più cauto perché si comincia col chiedere di non leggere per un po’ certi libri e poi si finisce col mandarli al rogo.”

e di Emanuele Macaluso, critico del Lombardo-ter e dell’attuale Pd siciliano, che non ha tralasciato la “provocazione” dell’ex compagno di partito:

“Si cominciò a tagliare con la ’svolta’ della Bolognina, annunciando un nuovo inizio, ma prevale l’incapacità. Il futuro lo puoi capire solo tenendo conto del passato”.

Ma chi è Mario Centorrino? Chi è il nuovo assessore per la formazione professionale siciliana autore della “provocazione” che affianca i finiani in questa straordinaria esperienza politica? Il protagonista, insieme a Granata e Lombardo, di questa “esperienza straordinaria ed unica, soprattutto dotata di idee nuove“?

Così lo presentava Raffaele Lombardo annunciando la sua presenza nella giunta-ter il 28 dicembre 2009: “così come sarà preziosa la competenza di Mario Centorrino, che è uno dei più profondi conoscitori dei pregi e dei difetti del contesto economico siciliano e di tutto il Mezzogiorno”. Così lo ha definito Mario Cavallaro sul Corriere: “il cervello di tante svolte del vecchio Pci”.

Ed è cosa non abbastanza sottolineata, un economista di “razza”, con tanto di floridissimo curriculum, di quelli invidiati che tanto mancano a qualcuno nella politica italiana. Professore Ordinario di Politica Economica al Dipartimento Di Economia, Statistica, Matematica E Sociologia “W. Pareto” – Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina. Contemporaneamente è anche l’attuale pro-rettore dell’Università di Messina. Il Professore Ordinario di Politica Economica si è formato presso il Centro di Ricerche Economico-Agrarie per il Mezzogiorno di Portici, ha lavorato all’O.C.S.E. (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) di Parigi ed è stato consulente del Ministero dell’Interno sui rapporti fra economia e criminalità organizzata. E’ inoltre uno degli editorialisti de “La Repubblica – Palermo” e svolge un’intensa attività di pubblicista sia per “Il Sole 24-Ore” che per la “Nuova Rassegna Sindacale”.

E’ stato anche assessore al Bilancio del Comune di Messina nella giunta di centrosinistra di Francantonio Genovese (questi alcuni dei rilievi e delle “gravi anomalie” che la Corte dei Conti segnalò al bilancio presentato quando lui era assessore). Ha poi lasciato la giunta messinese, dimettendosi (qui il saluto), dopo la designazione come rappresentante dell’Amministrazione Comunale nel C.d.A. di Innova BIC s.p.a. (Business Innovation Centre).

E’ padre di Marco Centorrino. Ricercatore di Sociologia dei processi culturali e comunicativi alla Facoltà di Lettere e Filosofia (sempre nella stessa università). Già docente a contratto di Sociologia della Comunicazione presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania (dal 2003 al 2005), che è in servizio presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Messina dal dicembre 2005. Dal 2001 al 2005 è stato, altresì, titolare di un assegno di ricerca presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina (qui la relazione conclusiva della Commissione esaminatrice). Questo il Centorrino che analizzava l’Ulivo siciliano ai tempi del passaggio di Ferdinando Latteri (oggi uno dei 4 deputati dell’Mpa rimasti fedeli a Raffaele Lombardo) dal centrodestra al centrosinistra. “C’è in Sicilia uno schieramento dell’Ulivo che è riuscito a trasformare le sue differenze interne in valore aggiunto”. Questo il suo pensiero su Le risorse in fuga dagli atenei siciliani, dove si criticano “le classifiche in voga” che:

non sempre riescono a cogliere e distinguere veri e propri casi di eccellenza, situazioni di adeguamento alla media, iniziative emergenti.

perché il problema vero è che le eccellenze universitarie siciliane non sarebbero:

opportunamente valorizzate dalle Istituzioni

Mentre qui commentava “brillantemente” l’ennesimo scandalo all’università di Messina. Chiamatele, se volete, provocazioni. Come si conclude qui. “Non sappiamo esattamente quale fosse l’obiettivo di Centorrino, il quale non ha perso tempo nel dire che la sua voleva essere una provocazione. Può darsi, d’altra parte ha precisato di “leggere ogni giorno Camilleri e Macaluso” e “per quanto riguarda Tomasi di Lampadusa ho ripreso in mano di recente il Gattopardo”. Ma come? Non portano sfiga?”

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3 Commenti »

  1. marmotta autonomista scrive

    18 febbraio 2010 @ 14:47

    Viva Centorrino!!!!!!!

  2. marmotta autonomista2 scrive

    18 febbraio 2010 @ 14:50

    Ma perchè…Sciascia e company avevano forse la Sicilia nel cuore???
    Non c’e peggior nemico della Sicilia ….che alcuni siciliani

  3. DestraLab scrive

    18 febbraio 2010 @ 16:28

    Effetto Centorrino. Da far cadere le braccia è dire poco :-(

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