Lunga vita

Il Presidente Napolitano risponde alle lettere di 2 cittadini (una a favore e l’altra contro una soluzione del problema) per spiegare le motivazioni che lo hanno spinto a firmare il Decreto Legge interpretativo (Decreto Legge 5 marzo 2010, n. 29 o decreto salva-liste come è stato rapidamente ribattezzato) e la risposta viene pubblicata sul sito ufficiale della Presidenza della Repubblica:

Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall’ufficio competente costituito presso la corte d’appello di Milano. Erano in gioco due interessi o “beni” entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi. Non si può negare che si tratti di “beni” egualmente preziosi nel nostro Stato di diritto e democratico. (….)

E i tempi si erano a tal punto ristretti – dopo i già intervenuti pronunciamenti delle Corti di appello di Roma e Milano – che quel provvedimento non poteva che essere un decreto legge.

Un effettivo senso di responsabilità dovrebbe consigliare a tutti i soggetti politici e istituzionali di non rivolgersi al Capo dello Stato con aspettative e pretese improprie, e a chi governa di rispettarne costantemente le funzioni e i poteri.

Qui si commenta così e così:

Lunga vita al compagno presidente Giorgio Napolitano, il solo uomo di sinistra rimasto in questo paese con la testa sulle spalle (e con un cervello nella testa).

via Il decreto interpretativo, il Quirinale, le opposizioni — The Frontpage.

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