Li vedo e li piango
Il Mieli che non ti aspetti, scrivono qui. A tutto campo e che “non le manda certo a dire” dal palco di CortinaIncontra:
“Non vorrei che la congiura di questi giorni contro Berlusconi si risolvesse in un quarto d’ora d’euforia, con tutti gli avversari che brindano a champagne (o spumante), cui fa seguito o un lungo periodo di caos o addirittura una nuova, prepotente vittoria elettorale del Cavaliere. Berlusconi quando è al governo mostra tutte le sue difficoltà, ma se lo mandi alle urne come vittima di un gioco di Palazzo, se li mangia tutti in un boccone. Questi congiurati li vedo e li piango. E a loro dico: rimboccatevi le maniche e lavorate col vostro elettorato”.
“Se Berlusconi fosse mandato a casa da una congiura di Palazzo ma conservasse l’agibilità politica per ripresentarsi alle elezioni, riotterrebbe un consenso strepitoso, perché la sua vera arma è stata sempre lottare contro qualcosa che è in grado di dipingere come un’angheria ai suoi danni trovando anche argomenti convincenti”.
“Fini è un tipo tosto, tiene botta a Berlusconi, e se Berlusca liquida Fini torna al suo punto di partenza, s’indebolisce, non fosse altro perché la novità politica portata dal Cavaliere nel novembre del ’93 fu proprio lo sdoganamento dell’allora impresentabile leader post-fascista. Ma alla fine i voti ce li ha sempre lui, il premier”.
Così commenta l’ipotesi governo tecnico o di transizione che dir si voglia:
“Un governo tecnico? Ma dove può mai andare un’alleanza che pretenda di tener insieme un pezzo di Msi, dissidenti leghisti, Di Pietro, il Pd… sarebbe una cosa estemporanea, non prevederei nulla di buono”.
E dice la sua anche sulla P3.
“La P2 era una loggia massonica, con un capo massone, con una lista di iscritti che fu trovata a Castiglion Fibocchi. C’era un apparato organizzativo e scenico, c’era un piano operativo, tutte cose che avevano una loro evidenza. La P3 invece è, per ora, un gruppo di 6-10 persone che facevano delle conversazioni, senza dubbio facevano anche qualcosa ai confini con l’illecito, e probabilmente hanno anche superato questo confine, ma tutto l’apparato massonico che ci fu 30 anni fa oggi ancora non si palesa ai nostri occhi. Anche se i comportamenti si assomigliano. Parecchie invece sono le analogie tra la situazione del 1992-93 e quella attuale: in entrambi i casi, infatti, regnava e regna una gran confusione. Allora il tutto si concluse con la caduta della Prima Repubblica, a vantaggio di una situazione che ancora non si sa bene cosa sia”.
Mentre il Presidente della Camera fa il suo pronunciamentos (conferenza stampa senza possibilità per i giornalisti di fare domande) tra la sua folla plaudente e sorridente (che si immortala simultaneamente per la storia).

L'on. Barbareschi in versione fotografo con sorriso smagliante
Qui il testo integrale dell’intervento di Fini, dopo che ieri aveva avvisato tutti i suoi uomini: «D’ora in avanti se qualcuno dice una parola di troppo, lo caccio».

L'on. Granata in versione fotografo con accanto lo smagliante on. Bocchino
Qui invece il documento approvato dall’Ufficio di presidenza del Pdl.
















