Altro che fare siluro
Altro che “fare siluro” come diceva Andrea Marcenaro su “Panorama”:
Gianfranco Fini è un uomo sincero. Più che sincero. E al di là delle sue opinioni, che sono tutte legittime, qualche volta perfino interessanti, ha un altro grande pregio: il senso dei tempi. È tempestivo. Da questo punto di vista, Fini è un vero innovatore.
Se una consunta tradizione di malintesa solidarietà, e non chiamiamolo per carità cameratismo, pretendeva di mostrare affinità, o quantomeno di non esibire inimicizia, ai compagni di strada che si trovassero in un momento di intralcio e di complicazione, egli ha rovesciato questa discutibile consuetudine: menare gli amici, esattamente in quel momento, sembra a lui la scelta migliore. In pieno marasma elettorale con il caso Polverini, ha infatti menato duro sul Pdl: «Questo partito proprio non mi piace».
In futuro chissà, ma non adesso. Ciò che ha procurato indubbio sollievo ai suoi compagni smarriti.
Esistono altri esempi. Innumerevoli, infiniti esempi. Il suo compagno di strada Silvio Berlusconi è attaccato come capo mafioso da un pentito rivelatosi alquanto ciarlatano? E Fini entra in campo: «Sono accuse gravi, altroché».Intercettano a raffica, sputtanando sul niente e per niente, perfino la seconda cugina di una cognata di un lontano parente dell’aiuto utista di Sandro Bondi? E Fini: «Le intercettazioni sono uno strumento decisivo». Gli viene dal cuore, è la sua idea di squadra. Utile per costruire il domani. Solo per questo ha costituito una fondazione culturale dall’impegnativo nome di «Fare futuro». Nell’attesa del quale s’impegna oggi allo spasimo (soprattutto contro i suoi) a «Fare siluro».
via Panorama – E Fini gioca contro la sua squadra.
Secondo il Foglio Un Cav. tosto apre la campagna elettorale e fa tirare il fiato al Pdl, “Il fatto è che il Cav. ci metterà la faccia, girerà e farà comizi – così dicono – dedicandosi particolarmente al Lazio” e loro che fanno? Ora fanno futuro non “biasimando l’astensionismo”. Prima dice Alessandro Campi sul Riformista, che sarebbe stato meglio rinviarle le elezioni, così come proposto dal “saggio e responsabile” Pannella:
“Da qui la proposta di Pannella di rinviare le elezioni di un mese. Un proponimento saggio e responsabile che proprio per questo c’è da scommetterci non sarà seguito”
per poi sentenziare:
non c’è da meravigliarsi se il 28 marzo un buon numero di italiani deciderà di starsene a casa. Non votare, a questo punto, sarebbe un atto di civile protesta che nessuno potrebbe biasimare.
Tag:astensionismo, campi, farefuturo


















Franco Failli scrive
11 marzo 2010 @ 09:18
Gianfranco Fini mi sembra diventato un nuovo paladino che agisce in nome dell’ovvietà.
Le azioni disgregatrici che gli vengono attribuite, se analizzate per ciò che sono, risultano semplicemente delle evidenze sotto gli occhi (e l’intelletto) di tutti.
E’ vero, sono esternazioni che compaiono in momenti che possono essere considerati “particolari”, ma del resto delle cose si parla quando accadono.
Se un testimone in un processo di mafia mi accusa di avere collaborato con la criminalità organizzata è ovvio che si tratta di una accusa grave. Si tratterà poi di vedere se tale accusa è fondata, e quindi se oltre che accusa grave è anche grave falsità.
In un momento storico come questo, in cui è dimostrabile (ed è stato dimostrato) che grandi ed importanti inchieste (calciopoli, corruzioni varie) sono state possibili grazie alle intercettazioni telefoniche (pur con gli indubbi problemi di gestione che esse comportano), è ovvio che rappresentano uno strumento decisivo.
Se qualcuno confonde il successo in una votazione popolare con l’automatica l’elevazione al di sopra della legge, è ovvio che si debba, metaforicamente, scuotere la testa perplessi (anche se questo intervento è stato registrato per sbaglio, sembra…).
Se viene fatto un pasticciaccio brutto (anzi due) in una occasione importante, che più volte, a torto o ragione, è stata definita dai tuoi come un test politico chiave, e nessuno si sogna nemmeno di scusarsi per gli errori fatti, è ovvio che in quel momento il tuo partito possa non piacerti.
Adesso per sancire la definitiva “sinistrificazione” del Presidente della Camera agli occhi dei suoi compagni di partito, mi sembra che manchi solo una dichiarazione di gradimento per la mortadella…
DestraLab scrive
11 marzo 2010 @ 18:36
da parte mia nessuna accusa di “sinistrificazione” però, solo critiche alla sua strategia e ai suoi comportamenti politici, sia da capo di An che da Presidente della Camera e co-fondatore.