Vedi un po’ cosa succede…
Forse gli/le illustri rappresentanti dell’opposizione (ad esempio Giovanna Melandri) farebbero bene a interessarsi, preoccuparsi e fare dichiarazioni ai giornali su cosa pensano gli operai, le donne, i disoccupati, i laureati, i diplomati e i senza titolo di studio in questo paese (leggere sotto le percentuali), piuttosto che su queste cose, che tra l’altro non mi pare abbia portato fortuna a chi, non molto tempo fa, ci ha provato anche ad utilizzarla “politicamente” la cosa. Amenità.
Vedi un po’ cosa succede a frequentare Tom Cruise… commentava qualcuno, allora, con un minimo di buon gusto.
Perché mi sa che sta diventando sempre più difficile trasformare tutti questi italiani in cloroformizzati seguaci di Fede e Iva Zanicchi. E diventa sempre più “ridicolo” politicamente continuare a bearsi nel sostenere che «sì il centrosinistra è minoranza, ma siamo il primo partito nelle aree urbane tra gli italiani che leggono libri, e giornali, insomma la parte più acculturata del Paese».
Sondaggio Sole 24 Ore-Ipsos: tra gli operai Pdl 43,4%, Pd 22,4%.
A un mese dalle elezioni europee Pdl e Lega, insieme, hanno la maggioranza assoluta dei consensi degli italiani (rispettivamente il 40% e il 10,3%), mentre il Pd si ferma al 26,2%. Buoni risultati per il partito di Antonio Di Pietro (Idv) che raggiunge il 9%, mentre l’Udc fa registrare un 6%.
Sono le indicazioni di un sondaggio Ipsos sugli orientamenti di voto realizzato per il Sole 24 Ore, che sarà pubblicato domani sul quotidiano economico con un’analisi di Roberto D’Alimonte. Al di là del dato generale, significativa la lettura dei consensi per categorie professionali. Un dato su tutti: nella categoria operai-esecutivi: il Popolo della libertà «doppia» il Partito democratico con un 43,4% contro il 22,4%; con l’aggiunta della Lega, poi, in questo segmento della popolazione il centro-destra raggiunge il 58,2%.
Il Pdl guadagna rispetto allo scorso anno in tutte le categorie professionali, tranne che tra i disoccupati dove arretra dal 43 al 39,8. Ma il Pd, anche qui, non ne approfitta fermandosi al 19,3% contro il 28,4 dello scorso anno. Nella graduatoria per titoli di studio i Democratici riescono a sopravanzare il Pdl solo tra i laureati, con il 28,2% contro il 27,2. Buono in questo segmento anche il risultato di Di Pietro con il 15,1%. Tra chi ha un diploma liceale il Pdl torna avanti con il 36,1% contro il 24,9; e la differenza aumenta ancora di più tra chi ha solo la licenzia media o elementare (rispettivamente 43,4% e 23,6% nel primo caso e 43,9% a 30,6% nel secondo). Infine tra le donne il Pdl fa ancora meglio rispetto al dato totale toccando il 42,6% di consensi.
La sconfitta non è politica è culturale e se non lo si riconosce, non si ricomincia. Oggi non vedo questa consapevolezza. Vedo invece una discussione sulle alleanza che peraltro il Pd non ha più la forza di scegliersi.
Dichiara lui oggi, che mi aspetto sia immediatamente indicato, dai pochissimi non cloroformizzati che ancora eroicamente resistono, come chi lavora con e per il nemico.
p.s.: Ah, naturalmente, l’argomento problemi familiari e affini è oggi (dopo la pausa 1° maggio) la base di tutte le riflessioni e dei lunghi editoriali dei “bravi giornalisti che fanno informazione sul serio” e di quelli che poi con “colte e dottissime dissertazioni” ci spiegano, in giorno sì e l’altro pure, a noi incolti e non laureati, che non si vive di solo gossip (riuscendo anche a farci un pezzo di gossip: “L’offensiva di Silvio da Versavia e la sconfitta di tutte noi”, che spara a zero contro il delirio gossiparo) e che dobbiamo combattere in tutti i modi il populismo mediatico-selettivo che ci sta travolgendo. Da queste parti si continua ad essere, sempre (o almeno ci proviamo), anche se molto disillusi, tra quelli che vogliono un’Italia migliore, meno demagogica e più capace di confrontarsi sui temi che determinano la qualità del suo presente e del suo futuro. Possibilmente non a corrente alternata. Possibilmente non: Un giorno sì e uno no e a secondo delle posizioni “ufficiali” dei propri leader di “riferimento” o dei “bravi giornalisti” di cui sopra. E a volte si ha la cattiva abitudine di dissentire, cambiare idea, ammettere di aver sbagliato e di non essere gratificati solo dalle centinaia di commenti che plaudono alle cose che si scrivono senza alcun senso critico. E capita persino di scrivere di qualche cosa positiva che tra le milioni di negative accade (fosse solo per una questione statistica) addirittura in questa parte di mondo.
Tag:berlusconi, europee, lario


















knulp scrive
3 maggio 2009 @ 16:18
Vedi che forse sei tu a non avermi capito.
Nicola nell’intervista fa due cose: 1) un’operazione doverosa, che i DS e la Margherita avrebbero dovuto fare tempo fa, ancor prima del PD: dire “abbiamo perso culturalmente, dobbiamo cambiare e trovare un’anima politica”. La creazione del PD ha aggravato, se possibile, il problema, tagliando ulteriormente quelle radici culturali ormai secche, ma che portavano ancora qualche voto. Ora è davvero tardi per fare di queste analisi, troppo tardi, e restano solo macerie tutto intorno. Insomma Rossi scopre l’acqua calda.
2) Rossi non tira le somme di questa sconfitta culturale. Si parla di “mancanza di congressi veri”, di errori tattici e strategici, di Veltroni e di D’Alema, ricandendo negli stessi assurdi errori fatti fin qui. E anche i pochi seguaci rimasti non sembrano aver capito un bel niente. Tanto è vero che aspettano D’Alema come il salvatore della patria (pardon! del PD) che rompendo l’alleanza con Di Pietro e allacciandola con i comunisti, risolleverà le sorti del PD. Come se il problema del PD fosse Di Pietro. Intanto, lo “stratega” ha ricominciato a riparlare di modello alla tedesca, e a me è già rispuntata l’orticaria.
Cioè, Veltroni, D’Alema e Franceschini, e anche Rossi e gran parte della dirigenza, non sanno più che pesci prendere. E quindi continuano col masochismo (vedi posizione sul referendum).
Quando uno non sa che pesci prendere, logica vorrebbe che si dimettesse da tutto, e si ritirasse a vita privata. Macché. Continuiamo a farci del male. Quando mai si fermeranno questi riformisti? Per quanto riguarda le nuove generazione, è stata in gran parte cooptata (una parole che sembra piacerti molto) da quella vecchia. E quindi, ragionano come loro. Un esempio per tutti: Matteo Renzi.
Quindi, io sono d’accordo a metà con Nicola Rossi. Sarei completamente d’accordo con lui se si ritirasse a vita privata.
Il fatto che io contesti il PD non significa che debba necessariamente dare ragione a BS. So già che tu mi dirai: BS ha l’apprezzamento della gente, quindi in pratica “ha ragione”, e tutto il resto dei discorsi è fumo negli occhi, o peggio, poca considerazione per gli elettori. Quindi, un tragico errore in politica.
Io invece non sono sicuro che sia così. Il fatto che la maggioranza della gente sia convinta dell’opera di BS non deve farci tirare conclusioni affrettate. Un percorso politico si costruisce in maniera diversa, e più complessa che semplicemente nell’inseguimento dei sondaggi, e BS è il primo a saperlo. BS è il più bravo di tutti nell’interpretare l’animo profondo degli italiani e il cambiamento del “vento”, tanto abile da anticipare molto spesso oppure addirittura di imporre i temi all’opinione pubblica.
Il PD deve necessariamente costruire un percorso diverso, fondato in maniera più solida. Ma per far questo, è davvero necessario per prima cosa che l’attuale gruppo dirigente si faccia da parte, perché non è più in grado di cogliere nè di costruire un bel niente. E’ un gruppo che si è squalificato da sè, dopo anni di sconfitte, parole al vento, dire una cosa e farne un’altra, la scoperta di altarini, ecc. Non sono più credibili, qualunque cosa dicano, se pure fosse buona e giusta.
Quanto al discorso che facevamo l’altro giorno su Polito, anche lui è tra quelli che dovrebbero ritirarsi in buon ordine, e con questo chiudo con lui, perché non vale la pena spenderci ancora tempo.
DestraLab scrive
3 maggio 2009 @ 17:08
Vedi che forse sei tu a non avermi capito…
mi spiace, questa volta tocca a te non capirmi, ma non mi riferivo assolutamente a te (se avessi voluto farlo ti linkavo correttamente). Ho usato la “nostra” discussione come metafora di uno di quelli che ritengo i difetti maggiori (secondo me e ne ho scritto milioni di volte) della classe politica, di certa stampa di centrosinistra e di tutti quelli che in questo momento sono impegnatissimi con l’affaire BS-VL. Riferendomi anche, alla “spocchia” intellettuale dei molti che tutto sarebbero pronti a fare, tranne che ammettere, in certi casi, che qualcosa si è sbagliato.
Per il resto ho sempre detto che non è un problema di ragione o torto in assoluto, ma in politica ci si misura con il “consenso” non perché si è populisti ma perché così funziona in qualsiasi forma di governo democratico, chi ha la maggioranza non “ha ragione”, ha il “diritto” di governare ed è legittimato a farlo da chi lo vota, non può esserlo (legittimato) dall’opinione anche “raffinatissima e colta” dell’opposizione, se volessimo vivere davvero come tutti dicono in un paese “normale” questa sarebbe una tale ovvietà, che non dovremmo stare a ripeterla all’infinito. L’opposizione ha il “diritto” di criticare e di pensare di stare nel giusto non di dare patenti di legittimità democratica e di moralità (degli altri).
Rileggiti a proposito questa volta di “cultura politica” e di falsa coscienza, Luca Ricolfi, uno che ne ha spesso parlato, inascoltato, negli anni:
Il discorso di Rossi è diverso, prende atto, come dici tu di alcune cose (e non per parlar bene di BS), molto di quello che dice è tutto interno alla sinistra, parla di quelli che lui ritiene gli errori strategici e di quello che secondo lui si dovrebbe fare. Mentre in senso più ampio sostiene che un’espressione compiutamente riformista ancora manca (sia a destra che a sinistra). Si chiama discussione, secondo me. Sui sondaggi, cerco di usarli sempre con cautela, ricordando bene il passato, ma questo è un riferimento a una più ampia indagine che analizza quel “blocco sociale di riferimento” che si è formato in questi 15 anni e che ora molti anche a sinistra ammettono non si possa fare a meno di constatarne l’esistenza, costruito in quegli anni in cui altri erano impegnati con tutto loro stessi nell’anti-berlusconismo duro e puro (e riguarda anche la lega). Leggiti anche Ilvo Diamanti oggi su Repubblica: I luoghi della destra e la sinistra senza luoghi.
p.s.: con te volevo solo chiarire, eventualmente, e ora me ne dai l’occasione, il fatto che hai linkato G.A.S. (come i tanti che lo hanno linkato e rilinkato scandalizzatissimi, che pretendono poi rispetto quando questo tipo di stampa e di “informazione” riguarda altre categorie) per quell’articolo che ho ripreso (qualche giorno fa), spiegando come stavano le cose. Sul Corriere Stella attaccava nello stesso modo – (a mio parere) qualunquista e mettendo tutti nello stesso calderone – alcuni presunti accoliti di quel regime (centrodestra) che governa la regione sicilia. Circa 500 tra architetti, archivisti, ingegneri, archeologi, chimici, bibliotecari, fisici e infine gli storici dell’arte, che sarebbero stati per ragioni solo politiche promossi in massa (decisione nel frattempo rinviata). Tutti trasformati in “accoliti”, come spesso anche tu hai lamentato essere stato fatto nei confronti dei professori universitari, trasformati tutti e senza distinzione in inefficienti.
Dato che una mia carissima amica archeologa stava tra i presunti accoliti, mi sono permessa di spiegare come stavano le cose e che dietro c’erano anche (non solo ovvio, non escludo in assoluto le finalità politiche nei confronti di qualcuno e non risparmio le critiche), ma c’erano anche centinaia di ricorsi e pronunce della magistratura, della Corte di giustizia Amministrativa della regione sicilia e un contenzioso infinito sulla richiesta di riconoscimento dei ricorrenti all’inquadramento nella qualifica dirigenziale (questione molto tecnica, causata da una precedente mal fatta legge della regione sicilia, che legifera in materia di lavoro e che ha una legge diversa dal resto d’italia), cose di cui Stella non aveva fatto nessun accenno e penso che forse sarebbe più salutare per tutti stare lontano, sempre, da quel tipo di informazione.
Il qualunquismo e le campagne di stampa evidentemente vanno male e devono essere criticate con centinaia di post, solo quando in qualche modo riguardano te o il tuo lavoro (te come soggetto metaforico), per il resto vanno invece portate ad esempio ed utilizzate per denunciare le vergogne di quest’Italia. La dignità delle persone va a farsi strafottere quando riguarda qualche sconosciuto archeologo siciliano (che si fa un culo così guadagnando 1178 euro al mese), che può ben essere trasformato in amante-parente-accolito senza colpo ferire, con la vostra (di quelli che linkano e rilinkano) approvazione illimitata. Il mio a parte le mie convinzioni politiche, dichiarate, era un quindi un “ragionamento” o cercava di esserlo. E mostra anche che in molti (a parte te, ho letto il pezzo su Russo, penso che solo io e te ne abbiamo parlato nell’universo dei blogghèr) non riescono mai a prendere le distanze da quei pregiudizi che la fanno da padrone anche nel “colto” e rivoluzionario mondo della blogosfera italiana. Non si analizzano mai i fatti in quanto tali, ma vengono spesso “filtrati” dalle posizioni politiche di riferimento.
E il problema non è il povero Polito (hai ragione tu non vale la pena continuare a parlarne), ma riguarda Violante che secondo qualcuno è un venduto e ha cambiato opinione perché vuole fare il giudice costituzionale, Riotta che diventa il peggior direttore del tg della storia: “sdraiato a tappetino”, Bassanini, fino ad ieri fine studioso, oggi “comprato” da Tremonti, etc etc etc
E’ la “cultura” della delegittimazione che viene costantemente utilizzata come una clava nei confronti di chi dissente o non fa e dice le cose che (qualcuno) ritiene debbano essere fatte e dette, perché le uniche “giuste”
alfonsofuggetta.org » Blog Archive » Sconfitta culturale? scrive
3 maggio 2009 @ 17:11
[...] Sul blog di DestraLab scopro questa intervista a di Nicola Rossi, che DestraLab cita per una sua frase: La sconfitta non è politica è culturale e se non lo si riconosce, non si ricomincia. Oggi non vedo questa consapevolezza. Vedo invece una discussione sulle alleanza che peraltro il Pd non ha più la forza di scegliersi. [...]
knulp scrive
5 maggio 2009 @ 23:00
Il link sull’articolo di Stella intendevo farlo neutro, non intendevo approvare l’articolo. Forse dovrei mettere una precisazione sul mio post!
(sono molto impegnato con una scadenza a fine mese, se ne riparla quando trovo un buco).