Stile sobrio
E dopo la destra trendy il Polverini style:
Stile sobrio. Pulloverino leggero verde speranza (di vincere), pantaloni neri. Niente gioielli. Pochissimo trucco. Camminata tranquilla, staff ristretto: una segretaria, la portavoce e l’autista. E’ il Polverini style. Se lo vedi potresti pensare anche che non è un candidato del Pdl.
La nuova stagione del Pdl by Angelo Mellone.
Poi qualcuno mi spieghi se una segretaria, la portavoce e l’autista è uno staff ristretto (per una sindacalista, benché segretario generale), quello allargato, della nuova stagione, quanti ne prevederebbe?


















FuocoDiVesta scrive
19 dicembre 2009 @ 19:20
Pessima scelta, la Polverini è una vetero-socialista, ed è pure finiana…
DestraLab scrive
20 dicembre 2009 @ 10:18
Il mio voleva essere un commento sconsolato. Dopo la destra trendy che suscitava invidia, quella dell’appeal prorompente dei ragazzi di “lotta e di terrazza“: i vari Granata, Menia, Della Vedova, Scalia e Raisi con le loro intelligenze (oltreché le cravatte) giuste che hanno portato al clamoroso successo della “tendenza Fini”, siamo arrivati al Polverini style!
Dovremmo dirlo a quelli che stanno costruendo con coerenza e forza il centrodestra plurale, moderno, liberal e libertario del futuro. Quelli che ci spiegano come siano già “Tutti pazzi per Renata (e le sue buone idee)” e guai a dissentire, perché lo fanno solo quelli che non capiscono nulla di politica.
Certo è che già fioriscono anche quelli che ci vogliono spiegare:
Vedremo alla fine, quali saranno le tentazioni che si tramuteranno in voti. E quante le delusioni.
FuocoDiVesta scrive
20 dicembre 2009 @ 20:55
Ciò che contesto a Fini oltre alle sue posizioni politiche è l’essersi circondato da gente che obiettivamente di destra non lo è proprio per nulla.
Il web magazine di FareFuturo (il cui direttore Filippo Rossi auspica apertamente una nuova destra buonista e politically correct) cos’è infatti se non la massima espressione del pensiero liberal-progressista?
Penso che la colpa sia da imputare soprattutto all’opprimente egemonia culturale della sinistra e al pensiero unico politically correct che ha creato complessi di inferiorità culturale oltre che la consapevolezza (magari anche inconscia) che per essere legittimati dal mondo culturale bisogna inevitabilmente avvicinarsi sempre più al pensiero di sinistra.
Personalmente mi piacerebbe chiedere a questi fautori della destra trendy cosa li caraterizzerebbe come uomini di destra, mi piacerebbe proprio ascoltare le loro risposte…
FuocoDiVesta scrive
20 dicembre 2009 @ 21:16
Poi è ridicolo anche come, approfittando del fatto che gli italiani poco conoscano le realtà estere, questi finiani sostengano continuamente di ispirarsi alla destra europea…
Al di là del fatto che le destre europee essendo piuttosto variegate non sono un monolito e che non capisco che bisogno ci sia di scimmiottare ed importare sempre tutto ciò che proviene dall’estero, tra i finiani e le destre europee ci sono profonde differenze, nonostante il fatto che (purtroppo) anche all’estero c’è uno scivolamento di questi partiti verso il centro.
Non so come si faccia per esempio a paragonare la pseudo destra finiana a quella di Sarkozy, l’unica destra tra i principali paesi europei ad essere attualmente al governo.
Sarkozy tanto per fare un esempio ha reso più rigide le misure in materia di immigrazione e proprio in questo periodo ha indetto un approfondito dibattito culturale sull’identità nazionale francese, mentre Fini al contrario il tema dell’identità nazionale/culturale l’ha completamente scordato dopo le ultime elezioni politiche, probabilmente a lui e ai suoi sembrerà troppo poco politically correct, e magari anche razzista!
Insomma, Fini sta distruggendo la destra italiana rendendola un surrogato del centrosinistra, io ho sempre disprezzato Berlusconi, ma vista l’alternativa che c’è a destra, gli auguro di governare fino a 90 anni…