Solitudine?
Una interessante lettura pre-accordo su quella che sembra essere diventata la madre di tutte le questioni: Tremonti e la solitudine (apparente) del numero primo. Almeno a leggere la stampa di oggi, dato che riempie le prime pagine di tutti i giornali con tutti i titoli di taglio alto, lasciando quelli di taglio basso all’autosospensione di Marrazzo. Prima cioè che Fini ci spiegasse, dando credito ai retroscena della stampa eh, che si rischia la fine del berlusconismo. Dove l’abbiamo già sentita anche questa?
Analisi e retroscena nati, dopo che a seguito dell’incontro Berlusconi-Tremonti-Bossi, un ministro di questo governo si era preoccupato di dichiarare: «Governo solido». Un alleato, quindi sembrerebbe di capire, non il “nemico assoluto” come qualcuno (lui è un esperto in queste definizioni nate dai cambiamenti sofferti) lo vorrebbe far passare: «Giulio vuole commissariarti, lui non cambia mai». Dopo un chiarimento, un ministro alleato della coalizione, aveva tranquilizzato spiegando che si era trovato un accordo.
Se non sei soddisfatto della mediazione, sei padronissimo di alzarti e dirlo o lo fai dire ai “tuoi” ministri, quelli che stanno nel governo a seguito di preciso accordo notarile, quelli che stanno sempre lì, dopo il chiarimento a tutto campo, con assistenza legale e distribuzione equa delle candidature, che abbiamo visto solo qualche giorno fa. Altro che Turigliatto di prodiana memoria. Altro che esecutivo di lotta e di governo sempre di prodiana memoria. Qui siamo alla schizofrenia politica pura.
Qui perché Perdere la bussola è pericoloso.


















Mattia Ventroni scrive
25 ottobre 2009 @ 21:49
La maggioranza è tutt’altro che solida. Oltre alle divisioni in tema di riduzione dell’imposizione fiscale tramite la diminuzione graduale dell’Irap, ci sono i contrasti “di potere”. Credo che i secondi siano più pericolosi. Se fossimo su assi cartesiani potremo affermare che, all’aumentare delle ascisse (rappresentate dal tempo)la crescita delle ordinate (forza della Lega) si può definire esponenziale. Credo che sia un grave pericolo. Ormai il controllo, la bacchetta magica, la ha in mano Umberto Bossi. Si, proprio lui. Il Senatùr. A mio avviso bisogna alzare la voce, far sentire la voce del popolo, quella che con La Lega non ci sta, perchè è contro tutti i valori base dell’Italia unita. Disprezzano la Repubblica, Roma, il Mezzogiorno, e chiunque non sia “Padano”. Ecco, io rifletterei seriamente sulla prospettiva di un controllo totale Leghista, della maggioranza. Non vogliamo che palazzo Chigi, diventi la sede LN di via Bellerio. Per questo non rimaniamo immobili, a guardare. C’è in gioco qualcosa di grande, qualcosa di importante. Il futuro dell’Italia. Mattia Ventroni
Marta Romano scrive
25 ottobre 2009 @ 23:18
Ormai i disagi nella maggioranza sono palesi: da una parte Berlusconi, i suoi più fidati collaboratori, guidati dalla Lega; dall’altra i nostalgici di An, e i più moderati. Ormai quest’alleanza non regge più, ormai tutto è nelle mani della Lega, e i risultati.. quali sono stati? Ronde, medici e presidi spia.. Bel risultato! Noi non vogliamo quest’Italia, noi vogliamo uno stato serio, non vogliamo la demagogia, vogliamo i fatti. E non vogliamo che un ministro sia difeso da Bossi, vogliamo che un ministro dell’Economia faccia delle leggi eque e utili per tutta l’Italia, non soltanto per una minoranza. sERVE UN’ALTERNATIVA, e quell’alternativa è, per me, l’UDC.
Marta