Schizofrenia politica
Il «paradigma Serracchiani» è anche la spia di una schizofrenia politica che rischia di ipotecare seriamente la rude verità di una battaglia politica da cui scaturirà il volto del nuovo Partito democratico. Si spera solo una caduta di stile, non il sintomo di una voglia d’ordine interno.
via E Debora la vincente diventò nel Pd una giovane petulante
Altro che rischio, il “fuoco amico” che ha alluvionato e che continua a colpire la poverina è assolutamente irrefrenabile, si spande a macchia d’olio con la stessa velocità che l’aveva creata. Tradimento, lettere aperte, prese di distanza, un processo mediatico in piena regola, accompagnato da un fuoco di fila di dichiarazioni. E dire che erano passate solo un paio di settimana dall’esaltazione incondizionata del modello Debora, che non è solo teorico e non riguarda solo la rete (tutt’altro). Quando si parlava di Era Serracchiani, quando si sprecavano i Brava. Sono trascorsi solo pochissimi giorni dalle esultanze collettive (dei pesi massimi della blogosfera) nell’apprendere che erano in tanti ad aver votato, come loro, per lei. Con rarissime eccezioni che provavano a riflettere sui pericoli della «serracchianizzazione» della politica.
Certo l’istant book (Titolo: «Il coraggio che manca») forse poteva risparmiarselo, anche se sembra in ottima compagnia. Certo molte delle sue dichiarazioni, penso come lui, siano indifendibili e quasi risibili, in alcuni punti, e che era meglio se ci pensava prima; e se ci pensava anche molto bene. Ma in mezzo al diluvio di “volubilità” piovutole addosso proveniente da tutti i calibri, compresi quelli che l’hanno “utilizzata” pensando di potersene avvantaggiare politicamente, penso anche che qualcuno, tra loro, poteva pensarci prima ai “contenuti” che mancavano, invece di accorgersene improvvisamente solo oggi. Come si commenta qui, siamo al Ciao ciao bambina! dopo che
All’indomani del voto europeo Debora Serracchiani, altrimenti detta “Quellachehapresopiùvotidiberlusconi”, era intervenuta a Ballarò e dopo la sua brillante perfomance avevamo elucubrato sulla potenziale nascita della nuova leader dell’opposizione, su colei che avrebbe rigenerato un centrosinistra agonizzante, restituendo così alla democrazia un pilastro fondamentale su cui reggersi.
Solo volubilità politica o dura lotta precongressuale? Il più onesto intellettualmente sull’argomento a me è sembrato proprio lui:
Ce la prendiamo con lei, perché sappiamo che è una sconfitta nostra.
E il tutto solo per un’intervista un po’ fessa? Piuttosto come dice lui, attenta:
Ora però nel merito. Non dell’appoggio per simpatia, ma della simpatia… Debora, se quelli ti criticano in quel modo mi stai simpatica di default, e mettici pure che io le donne non le ho mai capite, ma dire che Franceschini è simpatico … eddai, così rischi di diventarmi come il cav, un pericolo per la democrazia…
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