Per l’esattezza
Dice Giovanni Sartori parlando degli esiti nefasti del Referendum
Per l’esattezza i quesiti referendari sono due
Va bene semplificare, va bene ritenerli “nocivi” in ogni caso – “sia se vinceranno i No che se vincessero i Sì” – alla salute democratica di questo paese, non era neanche difficile immaginare la linea maginot che si sarebbe schierata contro “l’inedito strapotere di Berlusconi”, ma da tre farli diventare due, eliminandone uno, per semplificazione eccessiva, non mi sembra molto corretto dal punto di vista divulgativo, per un professore emerito come lui.
Per l’esattezza eccoli qui i tre quesiti, per la felicità del prof. Guzzetta (qui abbastanza divertito).

p.s.: Poi il professore (Sartori) ci spieghi dove esiste nei sistemi proporzionali corretti, un premio di maggioranza (non truffaldino sostiene lui) che scatta quando la coalizione vincente arriva almeno al 50% del voto (?!?). Ricordando che il nostro sistema regionale funziona proprio al contrario, se si raggiunge il 50% si ha una penalizzazione per salvaguardare l’opposizione (Ad esempio: se una coalizione ottiene oltre il 50% dei voti, dal listino verranno eletti solo il 50% dei candidati, gli altri seggi saranno distribuiti all’opposizione). Smantelliamo pure quello? E a proposito di preferenze qui si ricorda come funziona nella Spagna socialista, democratica e zapateriana: Ricapitolando, l’elettore vota la lista (con candidature bloccate, ossia senza la preferenza).
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