Paese duale
Il vero problema del nostro Paese è l’accentuarsi del dualismo tra Nord e Sud. La crisi economica globale rischia di rendere tale divaricazione insostenibile e soprattutto la crescita di questo differenziale «è determinante per la nostra presenza in Europa». È interessante l’analisi condotta questa mattina dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, al convegno organizzato alla Camera dall’Aspen Institute sul tema «L’Unione europea e la crisi, come uscire dal tunnel». Non è pensabile – ha sostenuto Tremonti – che il Nord possa vantare una ricchezza strutturale sostanzialmente comparabile con la Baviera o l’Europa carolingia, mentre al Sud i tassi di sviluppo sono nettamente inferiori, e non certo da oggi. La media su due elementi fondamentali, quali ricerca e innovazione, fornisce un quadro certamente esaustivo e allarmante del differenziale crescente con il Sud. Tremonti pone l’accento su una questione centrale per il futuro del Paese: la crescita di quel differenziale è il problema su cui si giocherà la nostra permanenza in Europa. Per questo il Governo punta le sue carte sul federalismo fiscale e sul principio del «no taxation without representation. In questa strategia una parola è fondamentale: Stato». continua
Crisi, Tremonti: «Serve una nuova versione del piano Delors»
«la verità è che siamo un paese unico, ma duale, con un divario crescente tra Nord e Sud. Credo che la strategia fondamentale per la nostra presenza in Europa si giochi al Sud. Dobbiamo evitare che il differenziale tra le due aree cresca».
All’incontro a Montecitorio hanno partecipato anche Pier Luigi Bersani, Enrico Letta, Mario Monti. Questa la sintesi dell’intervento di Mario Monti, ex commissario alla Concorrenza nell’Ue e presidente dell’Università Bocconi:
La crisi sta colpendo l’Italia meno di altri paesi «sia per le caratteristiche peculiari del nostro sistema economico, sia per l’attenta gestione da parte del governo e di Tremonti». Tuttavia, ha sottolineato Monti, «quando si uscirà dalla crisi l’Italia non starà su una traiettoria di crescita meglio di altri senza le riforme» necessarie. Parlando poi dell’Europa, Monti ha sottolineato che la «battaglia di oggi è quella per le disuguaglianze sociali» che non è stata affrontata dal G20. Ben venga, ha detto Monti, la lotta ai paradisi fiscali, «ma non serve a niente contro l’elusione legale che gioca sul fatto che ognuno dei 20 gioca da paradiso fiscale per gli altri». Quello che secondo Monti è necessario è un sistema di regole comuni sul fisco: «va posto il problema – ha detto – di una regolamentazione alla concorrenza fiscale. C’è uno spazio inatteso aperto dalla crisi». Uno spazio per un patto strategico in Europa per una regolazione fiscale che potrà essere proposto dalla Commissione».
update: Qui: Perché la caccia ai paradisi fiscali.
















