Non sono stati gli Hyksos

Un nuovo tipo di meridionale. Il meridionale futurologo.

[...] Il senso civico a sud del Lazio è un disastro. La custodia dei beni culturali e paesaggistici pure: tanto per dire, una delle spiagge più belle di Tropea, Riaci, è stata soffocata nel giro di due anni da una colata continua di cemento, e certamente non sono stati gli Hyksos. Il sistema infrastrutturale è a pezzi. La qualità della classe politica è scarsa, ovunque, o perlomeno sotto la media. La borghesia è un’espressione, quando non evade troppo, della sola dichiarazione dei redditi. Ci sono intere province subappaltate ai poteri criminali. Le elezioni nazionali, è vero, si vincono al Sud perché al Sud il voto è mobile, ma è mobile non per l’esistenza di elettori razionali ma per blocchi di clientele che si spostano da uno schieramento all’altro. Il Meridione non sforna più un ceto dirigente pronto a mettere in campo una visione di lungo periodo, dove si cominci a utilizzare e non dilapidare la manna che ogni tanto scende dal cielo stellato europeo. [...] Il Mezzogiorno non va né compianto né esaltato, va salvato, il prima possibile, prima che sia davvero troppo tardi. Ultima chiamata per Terronia. Il Mezzogiorno, registrato l’ennesimo fallimento della politica locale, va commissariato quasi in blocco. Va combattuta una durissima battaglia, casa per casa, ufficio per ufficio, giunta per giunta, per lo scambio tra erogazione delle risorse e rispetto delle regole. Le infrastrutture subito e a ogni costo. Chiudere le università che sfornano ignoranti. Se serve una nuova Cassa del Mezzogiorno, come ha detto Giulio Tremonti, ben venga. Se mai avverrà, in questa gigantesca opera di salvataggio di una comunità spezzata, dove le gambe e il busto sono a Sud e le braccia e il cervello polverizzate altrove, ognuno dovrà fare la sua parte. Invocare l’obiezione di coscienza sarà difficile. Se i capitali possono rientrare in Italia dai paradisi fiscali, i terroni globali possono rientrare nel Mezzogiorno dai paradisi artificiali. O il Sud o tutti accoppati.

Dimenticavo di informarvi che è il futurologo di riferimento (Sociologo della Comunicazione e direttore editoriale della fondazione Farefuturo) a fare questa esaltante, costruttiva, rivoluzionaria (con contorno di ben venga una nuova Cassa del Mezzogiorno, come ha detto Giulio Tremonti, che veramente dice qualcosa di leggermente diverso), propositiva e colta lettura della questione meridionale.

Ed è il risultato del “sacro furore” che lo aveva colto leggendo lui: Io però non ho sensi di colpa, che parlava di nuovi migranti, questi sì senza «e» perché vanno, vengono, si muovono, si fermano, si sono aiutati da soli. Se sono tanti, andiamone orgogliosi. E che non raccontano la scusa della terra «amara e matrigna».

Qui per i meridionali poco acculturati e che continuano a viverci, quelli che hanno ormai solo le gambe e il busto perché le braccia e il cervello sono altrove, portati via da quelli come lui – che con la scusa pronta legittima e impossibile, sono dovuti emigrare per colpa di una terra amara e matrigna, per scappare alla disoccupazione e alla depressione intellettuale – si fa opera meritoria spiegando chi sono gli Hyksos. L’unica cosa che non propone in questa gigantesca opera di salvataggio, bontà sua, sono sei minuti di danza macabra al suono della “Cavalcata delle Walkirie”.

«Mi piace l’odore del napalm la mattina… »

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1 Commento »

  1. DestraLab » Si valuta la qualità scrive

    26 luglio 2009 @ 11:43

    [...] «La soluzione della que­stione meridionale è naziona­le, non può essere la somma dei singoli piani delle regioni del Sud», senza parlare per carità, da chiunque dipenda, di nuove Casse del Mezzogiorno. [...]

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