Luci & ombre
Censis, primi segni di ripresa grazie a enti locali e aziende versatili
Una crisi che si presenta «a mosaico», con alcuni settori molto più danneggiati di altri. Ma è proprio da alcuni settori specifici che l’economia italiana sta iniziando a dare segnali di ripresa. Questa la conclusione del Censis, che ha pubblicato il suo “Diario della crisi“, un rapporto speciale che indaga i vari aspetti della crisi per cercare di far luce sulle sue complessità.
«Alcuni player ripartono – si legge nel rapporto – inaspettatamente gli enti locali assumono un protagonismo inedito nella fase di difficile congiuntura, la finanza è ancora in fase di assestamento, e il “corpaccione” sociale sembra diviso tra reattivi e attendisti, con la voglia di reagire di una minoranza che si misura con il bisogno di rassicurazione della maggioranza». continua
Mentre lui un po’ più tecnico (un tantinello, vi avverto), smonta e critica l’editoriale di commiato di Paolo Mieli, che intravedeva prime luci oltre la crisi.
C’è poi un altro segnale positivo che emerge dall’ultima indagine trimestrale Banca d’Italia-Il Sole 24 Ore sulle aspettative di inflazione e crescita, Torna la fiducia tra gli imprenditori. Il quadro sintetico sembra mostrare “in attenuazione il pessimismo delle imprese e in miglioramento le valutazioni di prospettiva sul proprio contesto operativo, dopo il brusco scivolone della fine del 2008. Diminuisce, rispetto a tre mesi fa, anche il numero delle imprese che lamentano un peggioramento nelle condizioni di accesso al credito.”
Intanto, nelle regioni del Nord-Est tornano a crescere gli ordinativi, come ha messo in evidenza uno studio della Fondazione, secondo il quale in febbraio gli indicatori sono ancora negativi ma la tendenza si è invertita. [...] Previsioni a tre mesi che certamente non riportano in positivo gli indicatori, ma sui grafici evidenziano una promettente curva che riprende a salire.
[...] Marini predica prudenza ma ammette che forse c’è stata una percezione della crisi superiore rispetto alla realtà. «Anche il forte ricorso alla cassa integrazione – dice – non sempre va ricondotto direttamente alla pesantezza del momento. Alcune aziende vi hanno fatto ricorso per non perdere il proprio capitale umano, altre perchè stanno approfittando della situazione per riorganizzarsi e ristrutturare la produzione, altre ancora hanno attivato parallelamente corsi di formazione e riqualificazione».


















Phastidio scrive
5 aprile 2009 @ 19:52
“in attenuazione il pessimismo delle imprese”. Appunto, la derivata seconda
DestraLab scrive
6 aprile 2009 @ 15:59
lo immaginavo mentre scrivevo il post, il tuo commento
non è male citarle anche, dando la possibilità a chi legge di confrontare no?
Phastidio scrive
7 aprile 2009 @ 00:06
Certo, siamo complementari