Impressioni
Ancora sulla Sicilia e su quella che “sembra” essere una partita chiusa. Questa volta a rilasciare dichiarazioni è Domenico Nania (Vice Presidente del Senato, area ex-An), co-coordinatore del Pdl in Sicilia, abbastanza cauto e silenzioso nel dopo elezioni.
In Sicilia la partita tra Berlusconi e Lombardo non è affatto chiusa
Raffaele Lombardo ha finalmente ricomposto la giunta del governo siciliano dopo mesi di liti e tensioni che hanno lasciato un traccia ancora evidente sulla superficie del Pdl isolano e non solo.
L’impressione è che la vicenda sia ormai chiusa e che Lombardo sia riuscito ad ottenere quasi tutto quello che si era prefisso al momento di sciogliere il suo governo: gli esponenti dell’Udc sono rimasti fuori, i “ribelli” di Miccichè sono rimasti dentro, i nuovi innesti hanno preso il loro posto a palazzo dei Normanni.
Anche nei casi dove Lombardo è sembrato cedere nel merito ha però sempre imposto il suo metodo: da un faccia a faccia con Gianfranco Fini è sortita la nomina di un suo “fiduciario”, l’assessore Nino Strano, così come dopo il colloquio diretto con Berlusconi si è trovato lo spazio per due uomini vicini ad Alfano e Schifani, il deputato messinese Nino Beninati e il vicesindaco di Palermo, Mario Milone. Sul terreno degli sconfitti resta la componente di An che fa riferimento a Gasparri, Nania, La Russa, scavalcati da Fini, e soprattutto i due coordinatori regionali del Pdl, Castiglione e lo stesso Nania scavalcati da Miccichè e sostanzialmente marginalizzati.
“In spregio della sua vantata aspirazione autonomistica e delle sue ambizioni milazziane – dice Domenico Nania all’Occidentale – Lombardo ha risolto i suoi problemi venendo a Roma a parlare con Berlusconi e non in Sicilia con i siciliani: a me hanno sempre insegnato che i problemi si risolvono dove nascono e non cercando imposizioni altrove”.
Di certo Lombardo è venuto a Roma con una tavola già apparecchiata e i suoi interlocutori non hanno potuto far molto altro che accettare il dato di fatto, creando però un reticolo di fratture trasversali sia ad An che a Fi.
“Il dado ormai è tratto – dice ancora Nania – la giunta è formata, questo però non significa smettere di ritenere che la ricomposizione di una maggioranza più corrispondente al risultato elettorale sia ancora una soluzione preferibile. Vedremo – conclude – se ci dovesse essere una verifica si potrebbero rimettere in moto le carte”. continua

















