Il manifesto

IL MANIFESTO DEL PDL SICILIA

Pur provenendo da storie e identità diverse, in questi mesi abbiamo dato vita a un comune itinerario politico e culturale che, col progetto “PDL SICILIA” ha avuto il merito di animare il dibattito politico regionale e nazionale all’interno e forse ancor più all’esterno del Popolo della Libertà, contribuendo a polarizzare l’attenzione della pubblica opinione, degli osservatori e dei cittadini
su tre grandi questioni:

1. il rilancio politico e mediatico della QUESTIONE MERIDIONALE volutamente dimenticata o peggio negata sull’onda di crescenti suggestioni culturali leghiste, di un certo pensiero unico economico e di politiche di governo a senso unico che troppo spesso anziché riequilibrare hanno incrementato il divario tra il Sud e il Nord del Paese;
2. la CENTRALITA’ DELLA SICILIA e della esperienza, difficile ma carica di innovazione politica, del GOVERNO LOMBARDO, che abbiamo contribuito in modo determinante a fare nascere e nel quale riponiamo la nostra fiducia e tutto il nostro impegno, nella consapevolezza di essere noi la maggiore forza che lo sostiene con lealtà in questa importante stagione politica e nella prospettiva di sfide e appuntamenti che richiamano la nostra responsabilità di rappresentanti del Popolo della Libertà, con precisi ruoli e posizioni nella politica nazionale e regionale;
3. la DEMOCRAZIA INTERNA AL POPOLO DELLA LIBERTA’, partito in cui – senza equivoci o ambiguità – ci riconosciamo, che abbiamo scelto come appartenenza e nel quale continueremo a lavorare e condurre la nostra battaglia politica nella convinzione, che nessuno può smentire, che a tuttoggi non è stata risolta quella che può definirsi l’”ANOMALIA SICILIANA” del Popolo della Libertà che – caso unico su tutto il territorio nazionale – nella nostra regione non è mai nato, non si è mai strutturato nelle province e nei comuni, è rappresentato da due co-coordinatori che, sul piano formale impersonano una prolungata violazione dello statuto e su quello politico una rabbiosa quanto sterile linea di opposizione al governo Lombardo pienamente legittimato dal sostegno di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini oltre che dal consenso della totalità degli elettori del Popolo della Libertà.

A questa nostra sintesi progettuale aggiungiamo la valutazione che fino ad oggi è mancata qualunque iniziativa da parte del coordinamento nazionale per mettere fine a questa anomalia, anche in riscontro alla nostra proposta di un “triumviratodi garanzia, rappresentativo di tutte le aree interne del Pdl siciliano con contestuale fissazione delle procedure e della data per scegliere la leadership regionale, anche come indicazione da sottoporre al vertice nazionale. continua qui

Questo il “manifesto” o molto più semplicemente il documento-lettera stilato dai promotori del Pdl-Sicilia. Lo strappo è stato ufficializzato in una conferenza stampa nella sala stampa dell’Ars da Gianfranco Miccichè, che ha presentato l’iniziativa  insieme a Dore Misuraca e Pippo Scalia. “Il nome del gruppo è Pdl Sicilia. Siamo 15 parlamentari all’Assemblea regionale. Il gruppo è dentro il Pdl e sostiene il governo Lombardo. È questa la differenza dai così detti ‘lealisti’.

briguglio

Mentre l’on. Carmelo Briguglio, uno dei fedelissimi di Gianfranco Fini, ha tenuto a sottolienare che “I finiani in Sicilia si muovono in coerenza del mandato elettorale ricevuto come elettori di Raffaele Lombardo, il Presidente della Regione. Sia gli ex An quanto gli ex Forza Italia hanno votato Lombardo ed hanno perciò l’obbligo politico di sostenerlo. Per questa ragione Gianfranco Fini appoggia il governo regionale, contrariamente a quanto fanno i coordinatori regionali e il Pdl dell’Isola.”

Beh non sarebbe male che almeno si facessero “ben interpretare” da tutti sempre, sia in Sicilia che altrove, in modo coerente. Il Presidente Fini, fa trapelare sulla stampa nazionale che nessuno deve tirarlo in mezzo (“non sono io il regista“), mentre in Sicilia si dichiara di averne non solo la “benedizione e l’approvazione”, ma che addirittura si ha l’obbligo politico di sostenere le loro posizioni, pena l’illegittimità politica. Perchè la gente si è abbondantemente stancata di tutti questi giochini sulla loro pelle. L’on. Fabio Granata, anche lui accanto a Micciché nella conferenza stampa, ha sottolineato, invece, i punti di forza del progetto.

”Sosterremo coerentemente Lombardo ma rivendicando metodi, progetti e prassi di Governo coerenti e all’altezza della sfida che ci attende. Una grande forza politica radicata sul territorio ma collegata all’idea forza della Nazione – conclude il parlamentare siciliano – oltre il vecchio rivendicazionismo economico e consapevole che solo legalità, innovazione, riforme faranno rinascere la nostra Isola”.

Al nuovo gruppo all’Ars hanno aderito questi 15 deputati regionali: Aricò, Marrocco, Gentile, Scilla, Currenti, Incardona, Marinese, Scammacca, Mineo, Greco, Nicotra, Cristaldi, Bufardeci, Adamo, Cimino. 17 sono, quindi, i cosiddetti lealisti. Qui il gruppo originario dei 32 a Palazzo dei Normanni (c’erano già state due defezioni).

Ora si attendono gli sviluppi ufficiali, posto che sia i coordinatori nazionali (“l’uso del simbolo e nome del Popolo della Libertà sono nell’esclusiva disponibilità del partito e la costituzione di un gruppo ‘Pdl’ può essere autorizzata solo dal partito stesso”), che il Presidente dell’Assemblea Cascio hanno dichiarato che il simbolo e il nome non potrà essere utilizzato. Per il momento è solo un Pdl-Sicilia molto virtuale e mediatico. Cosa accadrà lo sapremo da domani in poi. Se si finirà per non scegliere come è già stato fatto finora o se finalmente si cercherà di prendere una decisione politica definitiva, quella sì dovuta e obbligata nei confronti del Paese, della Sicilia e dei tanti elettori che li hanno votati.

Intanto fioccano, come al solito, le dichiarazioni. Matteoli: ‘Non si può accettare di avere appendici regionali con lo stesso nome”. Cimino, uno degli assessori scissionisti, rivendica il loro diritto di stare sull’Aventino. Claudio Scajola è certo “che la ripresa del dialogo fra i leader siciliani del Pdl possa portare a soluzioni condivise, che allontanino il rischio di una frattura definitiva nel partito”. Qui uno dei contestati coordinatori e queste le affermazioni di alcuni deputati “lealisti“: “Finalmente la minoranza del partito ha avuto un sussulto di dignità e si è presentata ai siciliani. La spasmodica rincorsa alle poltrone non era bastata a soddisfarla con la nomina degli assessori regionali, appena cinque, e di decine di sottogoverni”. Mentre l’attuale capogruppo all’Ars del Pdl, Leontini, parla di illegittimità e ironizzando sul fatto che “nel logo del presunto nuovo gruppo presentato all’Ars (il Pdl Sicilia, ndr), è stato cassato il nome di Berlusconi, sostituito con quello di Miccichè”, conclude: “Lo chiamino “amici di Gianfranco“.

Perché bisogna ricordare, che dalla formazione del Lombardo bis i 15 deputati su 34 che lamentano di essere soffocati dalla mancanza di democrazia interna, tra finiani e amici di Micciché, nonostante abbiano sancito ufficialmente anche con il Pdl-Sicilia la loro minoranza all’interno del gruppo, hanno avuto 2 assessori gli ex-An (Strano e Gentile), 3 gli ex-Fi, così suddivisi: 2 gli amici di Miccichè (Bufardeci e Cimino) e 1 Dore Misuraca, che ha indicato come suo uomo di riferimento in seno alla giunta Gaetano Armao (ora nell’occhio del ciclone). 5 assessori in tutto vs i 2 che sono andati alla maggioranza del gruppo che li soffoca e gli impedisce qualunque attività politicamente significativa. E che la neo formazione ha dichiarato di avere subito come obiettivo, lo ha detto lo stesso Miccichè, la rivendicazione di propri rappresentanti dentro tutte le commissioni, che andranno quindi del tutto ridisegnate, per ottenere e dividere altre “cariche”. I numeri però non sorridono in questo momento al governo Lombardo e al Pdl-Sicilia. L’Mpa di Lombardo ha 15 deputati regionali e 15 li porta in dote il nuovo gruppo. In tutto fanno 30, ma per poter contare su una maggioranza a Sala d’Ercole ne mancano ben 15.

Certo è che tra manifesti, idee forza della Nazione, sfide che li attendono, Aventino e triumvirati si è indecisi se si sta assistendo alla ricostruzione di un kolossal del genere storico-mitologico o alla partecipazione di tutti i protagonisti a un gigantesco scherzi a parte.

update: Intervista a Beppe Lumia. E adesso il Pd Sicilia.

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