Elezioni percepite
Per quelli che si sono tanto divertiti in questi giorni – dopo essersi tanto divertiti con la “più sconcertante campagna elettorale, senza precedenti che possano essere ricordati e il suo ricordo può andare, ahimé! molto indietro nel tempo”, come diceva qui Biagio Di Giovanni – con le elezioni “percepite” e i risultati virtuali, ancora qualche numero e qualche precedente certezza “percepita” dalla grande stampa italiana.
È praticamente certo che la sinistra manterrà quasi tutte le sue posizioni nei comuni e nelle province di Emilia, Toscana, Umbria e Marche.
C’erano in palio 62 provincie e 30 comuni capoluogo (qui tutti i comuni anche quelli al di sotto dei 15 mila abitanti), 23 dei quali amministrati dal centrosinistra, più altri 194 comuni superiori ai 15 mila abitanti, 142 del centrosinistra, 37 del centrodestra 4 leghisti e 11 retti da liste civiche.
Il Pdl vince al primo turno in 27 amministrazioni provinciali, strappandone 17 al centrosinistra e conservando le 7 che aveva precedentemente. Il Pd vince in 14 e 22 sono le amministrazioni provinciali che andranno al ballottaggio del 21 giugno. La sinistra svanita nel profondo nord. Netto successo del centrodestra anche alle comunali: 6 le nuove amministrazioni guadagnate, quasi tutte al Nord, mentre in 7 comuni sparsi dal Nord al Sud si andrà al ballottaggio.
Qui i Presidenti di provincia eletti al primo turno, e qui i Sindaci.
A proposito di crepe. E qui sempre a proposito di quelli che parlavano ex cathedra, senza mai essere sfiorati da dubbio alcuno, di politica delle illusioni e di “risoluzione” dei problemi sulla carta, o davanti alle telecamere, lasciandoli inalterati nella sostanza. Non è che oggi riescono anche a farsi sorgere qualche dubbio e domandarsi se per caso non erano solo loro a viverle queste “percezioni” grazie a qualcosa che non si avvicina neanche lontanamente alla realtà vissuta?
Il Pd e lo smottamento nelle zone rosse. Chiamparino e il terremoto nel Pd: “Nel centrosinistra prevale il populismo“.
Il voto locale offre la vera dimensione dei rapporti di forza. Quello che il pd non vuole vedere.
A lungo andare, non fa bene alla democrazia la presenza di una opposizione democratica debolissima, in crisi di idee e di identità e che, troppo spesso, non sa trovare toni e argomenti che la rendano una plausibile alternativa di governo.
Qui gli eletti del Pdl alle Europee e tutte le preferenze, a proposito di chi dichiara: «Non c’è niente da fare, i candidati di An sono decisamente più forti di quelli di Forza Italia» e di chi parla oggi del grande “unico” impegno della classe dirigente che proviene da An. Si rileggano con molta attenzione anche le preferenze di Antonino Strano detto Nino unico candidato di area nelle isole. E sulla riscoperta post-elettorale della primogenitura aennina sulle battaglie leghiste (immigrazione e sicurezza) provino almeno a comunicare con il Presidente della Camera. Si manifestano evidenti problemi di comunicazione e di confusione tra teste pensanti e turbamenti.
Qui tutti gli eletti del Pd e qui tutti i 72 eurodeputati italiani.
Come si diceva una volta e condividendo la Presidente Finocchiaro, che ieri sera lo riferiva ai soli ballottaggi – rispondendo a Bondi che parlava di numeri - ipotizzando chissà quali sorprese future: è chi avrà più filo da tessere che tesserà, ritenendolo altrettanto azzeccato e opportuno per i risultati odierni: è chi ha avuto più filo che evidentemente ha meglio tessuto.
Tra l’altro anche tra 15 giorni non saranno le elezioni virtuali, i politologi de’ noantri e gli astensionisti di oggi a fin di bene futuro, che decideranno. Per fortuna.
Tag:amministrative, pd, pdl

















Provinciali, la disfatta del Pd | Camelotdestraideale.it scrive
9 giugno 2009 @ 17:46
[...] Mentre LeggenDario sembra vivere in una sorta di dimensione spazio-tempo parallela, qui, sulla Terra, le cose vanno così: [...]
knulp scrive
9 giugno 2009 @ 19:10
Al sud, comunque, sono contento per Rosario Crocetta e per Rita Borsellino. Mi sono sempre sembrate persone per bene (anche se non è che le abbia proprio seguite da vicinissimo).
Per il resto: ormai i dirigenti del PD sono al nichilismo puro. Non si schioderanno mai. Diventa sempre più profetica la frase di Nanni Moretti a San Giovanni alcuni anni fa: “con questi dirigenti, la sinistra non vincerà mai”.
Secondo me la politica italiana è in una fase di involuzione molto profonda e pericolosa, e non certo per colpa (soltanto) di BS. Non capisco come tu faccia ad avere ancora dell’ottimismo, come mi dicesti qualche tempo fa.
DestraLab scrive
10 giugno 2009 @ 14:41
devo ammettere, senza entusiasmo, che il mio livello di ottimismo (soprattutto siciliano) è notevolemente scemato da allora