Dialogo e partito liquido

Il neo ideologo espone il progetto: Il partito liquido non serve a nessuno e chiarisce:

Il dialogo e il confronto “sono” la politica. La politica senza dialogo e confronto non esiste. E i recenti interventi del presidente Fini, ad esempio sulla giustizia o sulla necessità del dialogo per realizzare le urgenti riforme istituzionali, vanno proprio in questa direzione; sbaglia, e offende la propria intelligenza, chi vi legge chissà quali strategie o chissà quali mire personali. Il suo è invece un contributo prezioso, una risorsa politica di alto livello fondamentale per avviare un confronto franco, un dibattito che è oggi necessario, ripeto, per individuare i problemi e proporre le soluzioni. Il nuovo partito potrà così trovare due punti d’unione fra le varie anime che lo compongono: il leader scelto e le proposte elaborate nella fase di confronto. Solo così, con un leader forte, una struttura forte e un programma forte e condiviso, si può creare un grande partito. Solo così possiamo puntare ad un Pdl che vince, governa e affronta le sfide che il nostro Paese ha davanti a sé.
15 gennaio 2009

Mentre qui il professore, l’ideologo finiano, quello vero, ci spiega perché non possiamo accontentarci. Si tratta dell’articolo fatto pervenire, secondo indiscrezioni, dal Presidente della Camera nella casella di posta di ogni deputato del Pdl, provenienza An, durante l’attesa per votare la 10ma fiducia alla Camera (o subito dopo). Qui una sua riflessione precedente, che ha riaperto il periodo del linguaggio e del progetto neo-identitario, questa volta targato 2009 (mentre qualcuno parlava di manuale Cencelli).

Sarebbe troppo irrispettoso domandarsi dove stavano, in altri periodi? Per esempio di questi tempi, questi altri e questi altri ancora?

Quando si decidevano, senza dialogo e senza confronto, le candidature alle ultime politiche o la composizione della Costituente del Pdl facendo riunioni rigorosamente a porte chiuse in un clima rilassato e sereno. O quando l’Assemblea nazionale di An, riunitasi a Roma approvava all’unanimità la relazione del reggente del partito Ignazio La Russa, che ha indetto il congresso del partito, la cui data sarà stabilita dalla direzione nazionale o in una prossima assemblea (siamo ancora in attesa) e quando durante il suo intervento La Russa sottolineava che:

Sul percorso di formazione del Pdl, che “dopo qualche distorsione di quest’estate stiamo accelerando nella definizione delle regole comune da adottare e da rispettare. In una prima fase, un anno o forse due – ha spiegato il reggente di An – servirà un regime transitorio perché per un anno almeno non ci sarà una “base” cui demandare l’elezione degli organi. E le regole transitorie saranno adottate nel solco delle “intese” prese in occasione della formazione delle liste elettorali per Camera e Senato”.

Con le stesse regoleassicurava La Russa – prima delle elezioni europee nascerà il nuovo soggetto politico: e noi ci saremo con tutta la nostra struttura, la nostra storia, la nostra militanza, i nostri programmi e progetti. Non ci sarà la necessità di rinunciare a nessuna delle nostre posizioni che oggi, sulla sicurezza, sull’economia sociale di mercato, sulla socialità, sono patrimonio di tutti e che, a ben vedere – ha concluso – erano già nelle Tesi di Fiuggi”. (Visualizza in Video)

O quando sempre il reggente di Alleanza nazionale Ignazio La Russa solo qualche giorno fa comunicava che “Lipotesi più probabile per il congresso fondativo del Pdl è il 27 marzo, che evoca anche la prima vittoria elettorale del 1994″, spiegando anche che per quanto riguarda il partito di via della Scrofa, il congresso che deciderà sulla confluenza nel nuovo soggetto si terrà il week end precedente, in un luogo ancora da decidere.

Almeno evitare di parlare di offesa alla propria o all’altrui intelligenza, se qualcuno nei recenti interventi del presidente Fini vi legge chissà quali strategie o chissà quali mire personali.

Tag:, ,

Commenti »


Scrivi il Tuo Commento

Nome: (Obbligatorio)

Mail: (Obbligatorio)

Website: