Congiurati?

O la linea europea, quella del rigore e della ragionevolezza sui con­ti pubblici, o quella della spe­sa. Ben interpretata, secondo il ministro dell’Economia, dai concetti espressi da Gianfran­co Fini ieri sul Corriere della Sera. È stato quasi superfluo aggiungere che lui, Giulio Tre­monti, non rimarrebbe un mi­nuto di più al suo posto nel go­verno se il premier dovesse scegliere la via facile della spe­sa pubblica.

Altra puntata: Tremonti telefonata con Berlusconi. Si parla del ritorno in campo di Fini sulla politica economica, già visto abbondantemente nello scorso governo di centrodestra, quando l’infinito chiarimento chiesto dall’allora leader di An in tandem quella volta con l’Udc di Casini e Follini, ebbe come unico risultato le dimissioni di Giulio Tremonti e l’affidamento della poltrona di Ministro della Salute all’appena trombato ex-governatore del Lazio, poi dimissionario per le note vicende e poi nemico dichiarato dell’attuale presidente della Camera (non si sa mai nella vita). Dopo che Fini aveva annunciato: «Mi dimetto e con me si dimettono tutti i ministri di An». Un rientro a tutto campo, insomma.

Qui ampio archivio storico dei fatti che portarono alla svolta del «metodo Siniscalco» e la nuova sintonia con Bankitalia (allora Governatore Fazio) e alla firma di un rivoluzionario contratto del pubbligo impiego, entrato nella storia del riformismo planetario, con una trattativa condotta in prima persona dal vice presidente del Consiglio Gianfranco Fini. «Il contratto del pubblico impiego è una priorità di questo governo e per il prossimo Consiglio dei ministri la questione deve essere sparita dal tavolo».

Si parla anche del fantomatico documento dei dieci punti che chiede un cambio di pas­so (qui publicato in esclusiva e in anteprima sempre interplanetaria), poi smentito e disconosciuto da tutti. Quelli della solita melma

Ecco come togliersi i sassolini dalle scarpe. Quando gli economisti, facendo finta di parlare solo di economia, cercano di continuare a toglierseli.

Qui, qui e qui fortunatamente si cerca di elevare il tono del dibattito. E qui il Presidente Napolitano incontrando i vertici dell’Anci. “Riforme indispensabili. Se ne ragioni serenamente: non sono di una parte contro l’altra

“La rivisitazione dell’architettura istituzionale del paese è indispensabile”. Così il Presidente Napolitano in occasione dell’incontro con i vertici dell’ANCI. “Facciamo in modo che se ne ragioni limpidamente, serenamente e che si vada avanti perché da troppo tempo queste questioni sono state anche largamente istruite e non si riesce ad arrivare a sbocchi che sono essenziali”, ha sottolineato il Capo dello Stato sollecitando un contributo propositivo dell’Associazione rappresentativa dei Comuni Italiani: “Voi potete dare davvero un contributo importante e prezioso affinché queste riforme non diventino parte di uno scontro politico cieco nel nostro paese”. Le riforme degli assetti istituzionali “non sono di una parte contro l’altra, non sono punitive nei confronti di chicchessia”.

Il Capo dello Stato nel suo intervento si è soffermato sulla crisi finanziaria ed economica che ha investito l’Italia rispetto alla quale “si colgono segni positivi di ripresa; ma a questa valorizzazione dei segni di ripresa che sono indubbi, che ci confortano, si accompagnano cautele sulla lentezza e sulla precarietà della ripresa stessa”.

Di qui l’auspicio che in questo contesto i Comuni trovino “un punto di incontro con le istanze di governo affinchè si possano effettivamente sbloccare le potenzialità che esistono”.

Questo l’intervento integrale.

update: Contrordine qui stamattina spunta un aficionados dichiarato. Insieme a chi ha già pronti da tempo gli emendamenti ad hoc al Senato. MaGuardaUnPo’. Dalla fronda del pdl un piano da 37 mld.

Qui invece continua la sacrosanta battaglia per iniettare il giusto grado di meritocrazia nella politica italiana. Per dare il Veneto a Bossi, Fini vuole un Ministro in più. Questi i risultati delle ultime politiche per farsi un’idea pragmatica di come hanno votato da quelle parti. Forse il mio a chi giova tutto questo comincia ad essere un po’ più chiaro. Solo un po’.

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